Il Periodo protodinastico dell'antico Egitto è la fase storica di transizione tra la fine del Periodo predinastico, che ha principio circa il 3500 a.C. e l'inizio dell'epoca storica con la I dinastia, circa il 3150 a.C.
Il nome viene anche utilizzato per riferirsi al periodo Naqada IIIMaurizio Damiano-Appia, Dizionario enciclopedico dell'antico Egitto e delle civiltà nubiane, pag. 216 mentre in senso lato comprende le prime due dinastie dell'Egitto unificato, tipiche di un conforme contesto storico e con le caratteristiche che svilupperanno la successiva civiltà egiziaFranco Cimmino, Dizionario delle dinastie faraoniche, pag. 29.
Gli storici ritengono che il Periodo protodinastico sia l'unione di quattro protoregni dell'Alto Egitto, quali Qustul, Ieracompoli, Naqada e Abido dai quali nascerà il protoregno del sud, che controllerà successivamente l'Egitto unificatoThe National Geographic Society, La grande storia - I primi faraoni, pag. 16..
Premessa: periodo predinastico e Naqada
Nella periodizzazione della storia dell'Egitto, il periodo più antico è l'Egitto preistorico, che appunto copre l'omonimo periodo storico e le popolazioni e culture umane che abitarono l'Egitto durante il Paleolitico e il Mesolitico, segue poi l'Egitto predinastico, che generalmente inizia con il Neolitico e include le prime grandi culture dell'Alto e Basso Egitto come le culture del Fayyum, la cultura di Qadan, tasiana, badariana, ma soprattutto di Maadi e di Naqada.
La prima, con centro nei siti di Maadi e Buto, si sviluppò in Basso Egitto, che era la regione più antica e quella più ricca data la sua posizione lungo il delta del Nilo, sul mar Mediterraneo e in collegamento con le vie commerciali del Medio Oriente. Sono conosciuti (sebbene solo di nome) alcuni sovrani che avrebbero regnato sul Basso Egitto come Iri Hor e Horo Scorpione II, convenzionalmente riuniti nella "dinastia 0"Natale Barca, Sovrani predinastici egizi, Torino, Ananke (2006), . La seconda, con centro prevalentemente nel sito di Naqada, si sviluppo in Alto Egitto e viene suddivisa in tre periodi principali: Naqada I (Amraziana), Naqada II (Gerzeana) e Naqada III (Semainiana), quest'ultima spesso associata al periodo protodinastico stesso. Molte caratteristiche della futura cultura e società egizie si svilupparono durante questi periodi (particolarmente durante l'ultima) come la scrittura, l'architettura e altre innovazioni tecnologiche, alcune di chiara influenza mesopotamica. Geneticamente erano anche i più vicini ai futuri egizi. Si conoscono alcuni sovrani dell'Alto Egitto come Elefante e Cicogna, riuniti nella "dinastia 00", ma bisogna tenere a mente che la loro esistenza e relazione con la dinastia 0 è estremamente dubbia.
Periodo Protodinastico, arcaico o tinita (3150-2700 a.C.)
Genesi del Periodo Protodinastico
Già con le dinastia “0” e "00" si erano visti i primi esempi di sovrani, e forse di dinastie vere e proprie, ma è bene ricordare che questi re non possono essere definiti "faraoni", perché tale titolo indicava letteralmente il "re dell'Alto e Basso Egitto", concezione che non era ancora stata concepita. Ma fu durante questo periodo che ebbe inizio quella che sarà poi una costante nella storia millenaria dell'Egitto: l'avvento di un principe ambizioso che pone fine a periodi di anarchia con la l'unificazione del Paese. Così avvenne, infatti, tra il periodo arcaico e la I dinastia, e così avverrà con la XVII e XVIII dinastia dopo la dominazione Hyksos..
Furono rilevanti anche le innovazioni del periodo Naqada III (3200–3000 a.C.), suddiviso in sette subperiodi. Tra queste ci sono i primi esempi di proto-scrittura che poi si trasformerà nei geroglifici egizi, tecniche di irrigazione efficienti, dettagli culturali come serekht e tombe reali, e fiorenti commerci con la Mesopotamia, la terra di Canaan (che poi gli egizi colonizzeranno) e attraverso il mare, sulle quali rotte commerciali non transitarono solo merci materiali, ma anche idee e stili di vita, però sicuramente non l'idea di uno stato dinastico in sé, come dettava l'ormai smentita teoria della razza dinastica. "Naqada" significa letteralmente "dorata città" data l'estrema vicinanza dell'antico sito a diverse miniere e siti di estrazione dell'oro che beneficiarono sicuramente i commerci e le relazioni economiche con i paesi vicini, al punto che a Tell el-Farkha sono state ritrovate due statue umane in oro e lapislazzuli Questo clima spingerà l'Alto Egitto a sviluppare molto più velocemente una concezione unitaria dello stato (anche perché per la sua arretratezza risultava più semplice) ed eventualmente a riuscire ad imporlo sulle entità del Basso Egitto e portare all'unione dell'Egitto antico.
Il dilemma sull'unificazione dell'Egitto
La scarsità di documenti sul periodo dell'unificazione non consente di valutare se vi fu passaggio graduale tra la situazione precedente e quella che si venne successivamente a creare, o se tale passaggio avvenne traumaticamente come, del resto, alcuni manufatti del periodo (prima fra tutti la Tavoletta di Narmer e altre palette) lascerebbero intendere; l'unificazione stessa, perciò, appare storiograficamente come un episodio improvviso, il cui verificarsi viene attribuito a un unico re: Meni o Menes. E su questa situazione di stabilità al sud, si innesta la figura di quello che viene indicato come il primo unificatore delle Due Terre e il primo sovrano della I dinastia: il re Narmer.
Secondo la tradizione, intorno al 3150 a.C. un sovrano di nome Menes sarebbe diventato re in Alto Egitto e con un'imponente armata avrebbe sottomesso il Basso Egitto e in seguito unito le due entità nelle "Due Terre", così diventando il primo vero faraone.Usualmente si tende a indicare genericamente i sovrani dell'Egitto antico con il termine faraone. È tuttavia da tener presente che tale termine, derivazione greca da Per-Aa, ovvero Grande Casa, viene adottato solo in tempi relativamente recenti, con la XVIII dinastia e segnatamente con Thutmose III. Tutti i sovrani dinastici precedenti, perciò, dovrebbero essere indicati come re essendo di fatto il nome comune loro assegnato Neter-Nefer, ovvero Buon Dio, o anche solo Neter (Dio). In questa voce si cercherà, perciò, di seguire questa linea, anche se potrebbe essere utile ricorrere talvolta, sia pure impropriamente, al termine più usuale per comodità di scrittura. Ma il resoconto della tradizione risulta dubbio e controverso – le principali fonti che la tramandano sono la lista di Karnak (XV secolo a.C.), la lista di Abido (XIV secolo a.C.), il papiro dei re (XIII secolo a.C.) Erodoto (V secolo a.C.), Manetone (III secolo a.C.) e in generale non ci sono fonti che precedono il Nuovo Regno, facendo dubitare dell'esistenza stessa di Menes.
Nel 1898 venne ritrovata a Ieracompoli una tavoletta di straordinaria fattura: la tavoletta di Narmer, la quale mostra chiaramente un altro sovrano, Narmer, in un dettaglio di quella che sembra proprio una guerra tra Alto e Basso Egitto. La sua esistenza è stata poi ulteriormente "confermata" da altri documenti come tantissimi serekht recanti il suo nome e pure la sua stessa presunta tomba localizzata a Umm el-Qa'ab, accanto ad altri sovrani predinastici. Oramai molti storici concordano nell'identificare Menes e Narmer come la stessa persona, possibilmente Narmer era il nome privato del faraone mentre Menes era quello pubblico, o forse Menes era l'epiteto letterario del nome Narmer. Ma ciò non significa che tutti gli egittologi ne siano concordi: alcuni sono ancora convinti che Narmer e Menes siano due persone diverse che regnarono uno dopo l'altro, e si formarono tradizioni diverse intorno alle loro figure.
Vi è anche una significativa percentuale di storici che identificano Narmer con Horo Scorpione II che, come si vede dalla sua testa di mazza, potrebbe aver avuto la stessa idea di unificare l'Egitto, e soprattutto ad entrambi è attribuita la fondazione di Menfi, che a quel punto metterebbe in dubbio se Narmer fosse parte della I dinastia o ancora della dinastia 0, qualcuno infine lo identifica con Aha, che la pietra di Palermo nomina come unificatore dell'Egitto, ma nella tradizione sarebbe il figlio di Narmer.
Il consenso generale è che, probabilmente, questi erano i nomi della stessa persona, una figura semi-leggendaria nata per spiegare come l'Egitto si sia unificato e come il faraone sia diventato re dell'Alto e Basso Egitto. Ha più senso credere che l'unificazione del paese sia avvenuta gradualmente con la fusione della culture Naqada e Maadiana, e solo a quel punto probabilmente qualcuno si sarebbe potuto proclamare re di entrambi i reami.
Caratteristiche del Periodo Protodinastico
Data l'assenza della scrittura, il cui sviluppo inizia proprio in questo periodo., la ricostruzione storica non può che essere approssimativa così come frammentari sono i riscontri di innovazioni culturali. Le ceramiche perdono, tuttavia, l'aspetto raffinato del periodo predinastico acquisendo sempre più valore utilitaristico, grazie anche all'avvento della ruota del vasaio, essendo sostituite, in campo decorativo, da vasellame in pietra e materiali più sofisticati come il porfido, l'alabastro, la diorite.
Acquista slancio, di converso, la lavorazione del rame che viene utilizzato anche per la realizzazione di vasi lavorati battendo le lastre su modelli in legnoNon si esclude che, con il medesimo metodo, fossero prodotti anche vasi in oro, ma nessun esemplare è giunto a noi verosimilmente asportato nei millenni dalle tombe che ne contenevano.; la Pietra di Palermo menziona, tra l'altro, la realizzazione di statue in rame di KhasekhemuiÈ ipotizzabile che tali statue, al pari dei vasi, fossero realizzate su un'anima in legno su cui venivano martellate lastre di metallo..
Fanno la loro comparsa la faience costituita essenzialmente da ciottoli di quarzo frantumati, probabilmente provenienti dal deserto libico, che poteva essere fusa, intagliata e modellata, e il papiro, strumento versatile che consente, e consentirà durante la storia dell'Egitto, di tramandare racconti, ma ancor più, specie nella fase embrionale della nascita dello Stato unitario, di trasmettere disposizioni e ordini in maniera semplice e sicura..
Una sorta di sistema decimale, già esistente in periodo predinastico, acquista ancora maggior rilievo durante il periodo arcaico con funzioni prettamente utilitaristiche connesse alla necessità, dopo le piene nilotiche, di ripristinare i confini resi incerti dai depositi alluvionali. Per quanto attiene alle unità di misura lineare, come peraltro in altre culture coeve, si fa ricorso a misure convenzionali del corpo umano: dito, palmo, piede, braccio; sono note anche misure di capacità i cui primi esempi sono rappresentati nella tomba di Hesire, funzionario del re Djoser, primo della III dinastiaSi tratta di una serie di quattordici mastelli in legno, di capacità differente, dotati di un livellatore per la misurazione delle rendite di frumento..
Già in periodo arcaico, infine, si assiste alla nascita di testi di natura divulgativo-scientifica.: il Papiro Edwin Smith, che tratta di medicinaIL Papiro Edwin Smith risale come stesura, in effetti, alla XVI-XVII dinastia, ma elementi intrinseci, come la terminologia arcaica e l'uso di determinati vocaboli, dimostrano che si tratti di una copia di testi molto più antichi forse risalenti all'Antico Regno o al periodo arcaico. e un testo teologico che tratta della creazione del mondo da parte del dio Ptah il cui culto, secondo la tradizione, venne istituito a Menfi da Menes/Narmer.
Periodo dinastico (I e II dinastia)