La ferrovia Avellino-Rocchetta Sant'Antonio è una linea ferroviaria che collega i nodi di Avellino in Campania e Rocchetta Sant'Antonio in Puglia, attraversando il settore sud-orientale della provincia di Avellino oltre a servire alcuni comuni delle province di Potenza e Foggia. Definitivamente chiusa al traffico ordinario il 12 dicembre 2010, è stata poi gradualmente riaperta al solo traffico turistico saltuario a partire dal 22 agosto 2016.

Storia Tratta InaugurazioneRocchetta Sant'Antonio-Monteverde29 marzo 1892Avellino-Paternopoli27 ottobre 1893Paternopoli-Monteverde27 ottobre 1895

Le proposte per una ferrovia di collegamento trasversale attraverso le valli dei fiumi Calore, Sabato e Ofanto risalgono agli anni 1870, ma trovarono difficoltà ad essere accolte per una serie di motivazioni, non ultime quelle di una difforme richiesta del tracciato proposto. Tuttavia, la richiesta trovò accoglimento nella lista di linee ferrate da costruire incluse nella 3ª categoria della legge Baccarini del 1879.La legge 29 luglio 1879, n. 5002 prevedeva come ferrovie di 3ª categoria 36 linee da realizzare con il concorso finanziario del 20% di Province e Comuni interessati. In Campania appartenevano a questa categoria la Cajanello - Isernia, la Sparanise - Gaeta, la Salerno - San Severino e la Avellino-Ponte Santa Venere (Rocchetta)

L'incarico di redigere il progetto esecutivo venne affidato, nel 1885, alla Società Italiana per le Strade Ferrate Meridionali e approvato mediante convenzione il 21 giugno 1888. I lavori iniziarono l'anno successivo, ma presto avvenne il subentro della Società per le Strade Ferrate del Mediterraneo. La linea venne divisa in tre tratte per i lavori, che comportarono la costruzione di un gran numero di opere d'arte per lo più in muratura e di vari viadotti a diverse luci. Le aperture, iniziate nel 1892, si conclusero con la piena attivazione il 27 ottobre del 1895..

La linea non sortì l'effetto auspicato dai suoi promotori di stimolare lo sviluppo delle poverissime aree agricole attraversate. La modesta rilevanza dei centri attraversati e il tracciato difficile e tortuoso, non consentirono mai un traffico rilevante; questo fu sempre limitato e a carattere locale. Neanche l'avvento delle Littorine, a metà degli anni 1930, diede risultati rilevanti. Nel 1943 la linea venne interrotta a causa dei danneggiamenti della seconda guerra mondiale. Un duro colpo fu causato dal terremoto dell'Irpinia del 1980, che ne provocò una lunga chiusura e l'ulteriore perdita di traffico.

Nel 1971 venne realizzato un raccordo industriale a servizio di una cava di silice (all'epoca gestita dalla Italsil, oggi dalla Pilkington Italia) nella zona di Pisciolo, nel territorio comunale di Melfi (PZ), che rimase attivo fino alla fine degli anni ottanta.

Negli anni 1970, per consentire la costruzione di una diga per la produzione di corrente elettrica, si decise di spostare più a monte la sede ferroviaria, comprendente la fermata di Sanzano-Occhino e la stazione di Conza-Andretta, che fu inaugurata nel 1982; questo in quanto il livello del fiume Ofanto, e di conseguenza il livello del lago di Conza, sarebbe salito e avrebbe sommerso la linea ferroviaria

Dopo il sisma del 1980 venne realizzato un raccordo ferroviario che si separava dalla linea subito dopo la fermata di Taurasi in direzione Rocchetta S. Antonio, per inoltrarsi nella adiacente zona industriale di San Mango sul Calore a servizio della Prometal, un'azienda che si occupava del decapaggio di coils di acciaio, e che rimase attivo fino all'incirca fino alla metà degli anni 1990.

Il servizio viaggiatori sull'intera linea fu sospeso a partire dal cambio d'orario ferroviario del 12 dicembre 2010. I tempi di viaggio tra i due capolinea, utilizzando i servizi a coincidenza messi a disposizione da Trenitalia (sia ferroviari che automobilistici), superavano le 4 ore.

Il 14 luglio 2015 gli enti regionali siglarono un accordo con Fondazione FS per la riapertura della linea a scopi turistici, prevedendo la sua l'integrazione nel progetto "Binari senza tempo" e la valorizzazione dei territori attraversati. Il 22 agosto 2016 fu reinaugurata la tratta Rocchetta-Conza; un anno dopo, il 25 agosto 2017, la riattivazione fu protratta fino a Montella e l'11 febbraio 2018, in occasione del carnevale, la tratta venne riattivata fino a Montemarano. La riapertura dell'intera linea si concluse il 26 maggio 2018 con la riattivazione del tratto mancante fino ad Avellino.

Nel 2019 fu sostituito l'armamento da Rocchetta a Lioni, e nel 2020 anche da Lioni a Montella. Nel 2022 fu condotto un ulteriore intervento di manutenzione straordinaria, con particolare riguardo al risanamento delle opere d'arte e l'incanalamento delle acque, per eliminare alcuni tratti a velocità limitata.

Caratteristiche

La linea è una ferrovia a semplice binario e a scartamento normale, non elettrificato, lunga complessivamente 119 chilometri. Il gestore RFI la qualifica come "linea complementare".

Lungo il tracciato sono presenti 11 stazioni con più binari: Salza Irpina, Montemiletto, Paternopoli, Montemarano, Montella, Nusco, Lioni, Conza-Andretta-Cairano, Calitri-Pescopagano, Monticchio e Monteverde.

Traffico Il traffico ferroviario ordinario risulta sospeso dal 13 dicembre 2010 e sostituito da autobus nella sola tratta Avellino-Lioni, saltando però molti comuni una volta serviti dal treno. Il servizio era svolto da treni regionali di Trenitalia.

Dal 2016, in determinate occasioni la linea è percorsa dal treno Irpinia Express della Fondazione FS, effettuato il più delle volte con automotrici diesel ALn 668.1800, oppure Aln 668. 3100 da Treviso, o composizioni di materiale ordinario con locomotive D343 o D345 in trazione.

Note

Bibliografia

(presso Biblioteca Centrale delle Ferrovie dello Stato, Roma).

Domenico Molino, Da Rocchetta ad Avellino: viaggio su una secondaria da rinnovare, in "I Treni Oggi" n. 3 (novembre 1980).

Altri progetti

Collegamenti esterni

Avellino-Rocchetta Sant'Antonio Avellino-Rocchetta Sant'Antonio Avellino-Rocchetta Sant'Antonio