La Pupa del Capo (in siciliano: A Pupa dû Capu) è un mosaico in stile liberty originariamente sito sulla facciata di Palazzo Serenario, a Palermo, all'interno del popolare mercato del Capo. Restaurato nel 2016, è custodito presso Palazzo Ajutamicristo, sede della Soprintendenza per i beni culturali e ambientali di Palermo.

Storia Il mosaico fu realizzato all'inizio del XX secolo, presumibilmente tra il 1902 ed il 1908. L'opera fu commissionata dal commerciante Salvatore Morello come parte dell'insegna del suo panificio, sito al pianoterra di Palazzo Serenario, in Via Cappuccinelle, a pochi passi dalla Chiesa di Santa Maria della Mercede.

L’autore dell’opera è attualmente ignoto e la sua attribuzione rimane oggetto di dibattito tra gli studiosi. Tra le ipotesi proposte vi è quella che identifica l’autore con il pittore e decoratore Salvatore Gregorietti. Un’altra lo riconduce invece a un artista appartenente alla bottega di Pietro Bevilacqua. In assenza di elementi sufficienti per una definitiva identificazione, l’opera è pertanto considerata di autore anonimo.

Grazie alla sua bellezza il mosaico è divenuto uno dei simboli più riconoscibili del mercato, venendo affettuosamente ribattezzato dalla cittadinanza come "La Pupa del Capo". L'immagine, raffigurante la dea Demetra, ha finito per rappresentare una sorta di protettrice pagana delle botteghe (in siciliano putìe) che animano il mercato del Capo.

Nel secondo dopoguerra il contesto architettonico e commerciale circostante ha subito un processo di deterioramento. L’antico vivace assetto del Capo è stato infatti segnato dalla chiusura di alcune attività storiche e dal degrado di diversi edifici. Tra i casi più significativi figura il Panificio Morello, che ha cessato la propria attività, mentre il soprastante Palazzo Serenario è andato incontro ad un progressivo decadimento.

Nel 1991 il mosaico è stato sottoposto a vincolo attraverso un decreto assessoriale che ne ha riconosciuto l’interesse storico-artistico. La tutela è stata successivamente ampliata nel 2015, quando un nuovo decreto assessoriale ha attribuito all’intero esercizio un riconoscimento di interesse storico, artistico ed etnoantropologico.

Nel 2013, dopo il parziale crollo di Palazzo Serenario, l'opera è stata trasferita a Palazzo Ajutamicristo. Qui il mosaico è stato sottoposto ad un restauro nel 2016. In attesa che l'originale sia riposto nella sua storica collocazione, nel 2022 una riproduzione è stata posizionata sulla facciata dell'ex Panificio Morello su iniziativa di Legambiente.

Descrizione Il pannello è realizzato con tessere di pasta vitrea, alcune smaltate e altre trasparenti, attraverso le quali è possibile intravedere il fondo in foglia d’oro. Al centro della composizione è raffigurata la dea Demetra, divinità associata al grano e alla fertilità, incorniciata da un arco di spighe dorate e circondata da motivi floreali e fruttiferi.

L’opera presenta caratteri propri dell’Art Nouveau, corrente particolarmente diffusa nella Palermo dei primi del Novecento e a quel tempo frequentemente impiegata nella decorazione degli edifici e degli esercizi commerciali. L’uso di elementi vegetali, superfici dorate ed effetti luminosi richiama le vetrate dei palazzi liberty palermitani. Per l’eleganza della figura femminile, i colori e la ricchezza ornamentale, la composizione è stata inoltre accostata alla produzione di Gustav Klimt.

Note

Voci correlate Demetra Il Capo (Palermo)

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