I Sambi (in prussiano *Sembai o *Zembai, , , , , Sembi, Zambi, Sambitae o Sami) erano una delle tribù che componevano il popolo baltico dei Pruzzi. Abitavano la regione nota come Sambia (in prussiano *Semba o *Zemba, in tedesco Samland, in polacco Sambia, in lituano Semba, in latino Sambia o Zambia), oggi compresa nell'oblast' russa di Kaliningrad.
Etimologia Sono due le principali ipotesi etimologiche per spiegare l'origine del nome Sambi:
potrebbe essere collegato alla radice indoeuropea *swé ("se stesso" o "proprio") e significherebbe quindi "i propri simili" o "i compaesani"; potrebbe derivare dal prussiano *semmē o *zemē ("terra") e significherebbe quindi "gli abitanti della terra".
Territorio
La Sambia, regione che tuttora porta questo nome, consiste in una penisola proiettata verso ovest nel mar Baltico e separa laguna della Vistola dalla laguna dei Curi. Confinava a est con la Nadruvia e a sud con la Natangia. Secondo quanto riportato da Pietro da Duisburg, prima della crociata prussiana la Sambia era suddivisa in 15 unità territoriali, i cui centri amministrativi (da est a ovest) erano Germau, Medenau, Rinau, Pobeten, Wargen, Rudau, Laptau, Quednau, Schaaken, Waldau, Caimen, Tapiau, Labiau, Laukischken e Wehlau.
Storia I Sambi sono stati per secoli un popolo dedito al commercio marittimo e la loro terra è stata a lungo uno dei punti di partenza dell'antica via dell'ambra, grazie alla quale ebbero frequenti scambi con i popoli del resto d'Europa sin dall'antichità, come dimostrano diversi ritrovamenti archeologici di oggetti nei corredi funebri provenienti dall'area mediterranea risalenti dall'età del bronzo fino a tutto il periodo romano. Dal dato archeologico si evince anche che tra il VII e il IX secolo abbiano attraversato un periodo di forte espansione demografica, tanto che parte della popolazione dovette emigrare verso la Prussia meridionale, dove fondarono nuovi centri abitati.
I Sambi sono menzionati per la prima volta nelle Gesta Hammaburgensis ecclesiae pontificum di Adamo da Brema (1073 circa), il quale riporta che fossero abili navigatori che frequentavano spesso le coste scandinave ma che, a differenza degli altri popoli pagani del baltico, non praticavano la pirateria ed erano anzi in generale molto accoglienti con i naufraghi e gli stranieri. Durante il medioevo ebbero a lungo un fiorente commercio con le popolazioni norrene di Svezia e Danimarca, le quali costruirono diversi empori lungo la costa baltica, tra cui spiccava Kaup, un insediamento portuale con popolazione mista norrena e pruzza situato sulla costa settentrionale della Sambia che fiorì tra il IX e l'XI secolo come uno dei porti più importanti del Baltico. Mentre i rapporti con gli svedesi rimasero tuttavia sempre sostanzialmente pacifici, quelli con i danesi si rivelarono invece molto più burrascosi e a partire dalla fine del X secolo essi attaccarono e razziarono ripetutamente la Sambia nel tentativo di sottometterla e inglobarla nei loro domini; questi attacchi, pur non riuscendo nel loro intento di conquista, si prolungarono per tutto l'XI secolo e comportarono la distruzione di tutti i principali insediamenti portuali, facendo perdere ai Sambi il predominio sulle rotte mercantili del Baltico orientale, che entro il secolo successivo finirono invece saldamente nelle mani dei mercanti tedeschi della Lega anseatica. Nel XIII secolo, alla vigilia dell'inizio dell'invasione teutonica, nonostante il declino negli scambi commerciali la Sambia era ancora la regione più ricca e più popolata della Prussia, con una densità abitativa stimata paragonabile a quella dell'Inghilterra nello stesso periodo.
Trovandosi nella Prussia settentrionale, i Sambi rimasero estranei alle prime operazioni dell'Ordine teutonico (stabilitosi in Culmerland nel 1230), che fu ulteriormente rallentato nella sua avanzata verso nord dallo scoppio della prima rivolta prussiana del 1242. Una prima incursione contro di loro fu organizzata nel 1246 dall'Ordine livoniano con l'ausilio di alcuni lubeccani, ma essi riuscirono solo a fare alcuni prigionieri che furono portati a Lubecca e forzatamente battezzati. Domata la ribellione a sud, nel 1253 i teutonici iniziarono la vera e propria campagna di sottomissione dei Sambi ma non ottennero risultati durevoli e, anzi, questi ultimi contrattaccarono e con l'aiuto dei Samogiti misero sotto assedio il castello di Memelburg. In soccorso dei teutonici giunse re Ottocaro II di Boemia grazie alle cui truppe, e all'aiuto del nobile sambiano Gedune che era passato dalla parte dei crociati, l'Ordine riuscì a sconfiggere ripetutamente i Sambi tra il 1254 e il 1255 e a sottometterli completamente nel 1257. In onore di Ottocaro i teutonici fondarono la fortezza di Königsberg (il cui nome significa monte del re), che divenne il loro principale centro nella regione.Pertti Joenniemi; Jan Prawitz, Kaliningrad: the European Amber Region, Routledge, 2018, ISBN 978-04-29-82525-5. Nel 1258 un terzo del territorio dei Sambi divenne possedimento del principe-vescovo di Sambia mentre il resto andò sotto l'amministrazione diretta dell'Ordine. Nel 1260 i Sambi presero parte alla grande rivolta prussiana e sotto la guida di Glande assediarono ripetutamente Königsberg senza però mai riuscire a prenderla, finché nel 1265 il condottiero, ormai a corto di risorse e consapevole dell'imminente arrivo di rinforzi crociati, non optò per la resa.. Sembra che dopo questa sconfitta strategica Glande abbia accettato di combattere dalla parte dei teutonici come vitingo contro il resto dei Pruzzi ribelli; il suo nome infatti compare nelle liste di coloro che furono investiti a cavalieri dall'Ordine al termine delle ostilità. Quando nel 1276 Skomantas, condottiero degli Jatvingi, tentò nuovamente di incitare i Pruzzi alla rivolta, il vogt di Sambia Teodorico convinse i Sambi, che ormai erano stati per la maggior parte battezzati, a non prendere parte ad ulteriori sommosse..
Al termine delle rivolte prussiane la Sambia contava una popolazione nativa residua di appena 22.000 unità, per questo fu ripopolata su iniziativa dei teutonici tramite un massiccio afflusso di coloni tedeschi che in breve portò i nativi Sambi a divenire una minoranza all'interno della loro stessa terra e a subire a un lento ma inesorabile processo di germanizzazione. Un ultima sommossa da parte dei contadini di etnia baltica, nota come rivolta contadina della Sambia, si scatenò nel 1525 sull'onda della guerra dei contadini tedeschi, ma essa non costituì un nuovo tentativo di indipendenza quanto piuttosto un moto di protesta contro i soprusi della locale nobiltà terriera tedesca. Nel XVII secolo la maggior parte dei Sambi era stata ormai assimilata dalla maggioranza tedesca ma una piccola parte ancora conservava fieramente la propria identità etnica separata. Perciò, nel tentativo di accelerare la germanizzazione totale dei nativi, lo Stato prussiano vietò la pubblicazione e l'utilizzo di testi in lingua prussiana sia in ambito ecclesiastico che istituzionale; l'ultima messa in lingua prussiana fu tenuta nel 1670 nella parrocchia di San Lorenzo della città di Rauschen. Nonostante questi sforzi, l'identità prussiana si conservò ancora per molto tempo in Sambia (più a lungo che nel resto della Prussia) e gli ultimi locutori prussiani morirono alla fine del XVIII secolo.
Lingua
I Sambi, così come tutti i loro vicini, parlavano la lingua prussiana, un'idioma indoeuropeo appartenente alla famiglia delle lingue baltiche. Poiché i Sambi erano la popolazione più influente e numerosa fu il loro particolare dialetto a fungere da base per lo sviluppo della forma letteraria del prussiano (usata per esempio per tradurre il catechismo). Per questo motivo la maggioranza dei testi giuntici sono, nello specifico, scritti nella varietà sambiana di questa lingua.
Note
Bibliografia
Voci correlate
Glande (condottiero) Königsberg Pruzzi Sambia Via dell'ambra
Collegamenti esterni
Categoria:Pruzzi Categoria:Storia della Prussia