Giunse in Svizzera come rifugiato politico e si stabilì nel Cantone Ticino, dove continuò a dedicarsi all’attività politica. Dal 1858 al 1860 fu membro del Consiglio nazionale. Biografia I fratelli Ciani discendevano da una famiglia emigrata in Italia dalla valle di Blenio, in Ticino. Giacomo Ciani lavorava nell’istituto bancario del padre, che in seguito rilevò. Nel 1801 rappresentò la Camera di commercio della Lombardia presso la Consulta di Lione, che negoziava con Napoleone Bonaparte la costituzione della Repubblica Italiana. Nel 1802 fu eletto deputato del nuovo Stato. Nel 1814, a Parigi, fu membro di una delegazione dei collegi elettorali lombardi che si batté per l’autonomia della Lombardia – alla fine invano, poiché il territorio passò sotto il dominio austriaco. In seguito, Ciani si avvicinò alla società segreta dei Carbonari e, nel 1821, probabilmente sostenne la loro rivolta nel Regno di Sardegna in qualità di finanziatore.
Per non essere coinvolto nel processo per alto tradimento contro Federico Confalonieri, nel 1822 Ciani decise di emigrare insieme al fratello Filippo Ciani (in seguito consigliere di Stato ticinese), di due anni più giovane di lui . Dopo brevi soggiorni in Svizzera e a Parigi, si recò infine a Londra, dove rimase fino al 1829 e incontrò numerosi esiliati italiani. Nel 1830 si stabilì nel Cantone Ticino e, nonostante il suo status di straniero, fu immediatamente eletto al Gran Consiglio. L’anno successivo Ciani soggiornò a Ginevra, dove entrò in contatto con Jean Charles Léonard Simonde de Sismondi, Pellegrino Rossi e Giuseppe Mazzini. Nel 1833 si trasferì con il fratello Filippo a Lugano e ottenne la cittadinanza cantonale ticinese. Questa, tuttavia, fu riconosciuta definitivamente solo sei anni dopo, in seguito al successo della rivoluzione radicale-liberale.
Ciani fu uno degli artefici della Costituzione della Repubblica e Cantone Ticino del 1830. Nel 1841 rappresentò la sua nuova patria in qualità di inviato alla Dieta federale, oltre ad aver ricoperto la carica di commissario cantonale di guerra dal 1841 al 1850. Sfruttò questa carica per sostenere la Rivoluzione italiana del marzo 1848. Dal 1842 al 1851 fu proprietario della «Tipografia della Svizzera Italiana», che pubblicava scritti anti-austriaci. Nel 1855 fece costruire a Lugano lHotel du Parc, dando così impulso allo sviluppo del turismo. Dopo l'elezione di Giovanni Battista Pioda al Consiglio federale, nel gennaio 1858 Ciani si candidò con successo a un'elezione suppletiva nella circoscrizione elettorale del Ticino settentrionale e gli succedette come Consigliere nazionale. Nel 1860 rinunciò alla rielezione, ma rimase membro del Gran Consiglio ticinese fino alla morte.
Suo nipote Philippe Camperio fu un influente politico nel Canton Ginevra e anch'egli consigliere nazionale.
Lasciò in eredità il proprio patrimonio al nipote Antonio Gabrini..
Note
Bibliografia
Collegamenti esterni
Giacomo Ciani (italienisch) auf ti.ch/can/oltreconfiniti
Categoria:Politici del Canton Ticino Categoria:Membri del Consiglio nazionale (Svizzera) Categoria:Membri del Gran Consiglio del Canton Ticino Categoria:Politici del Partito Liberale Radicale