Il teatro Vincenzo Scaramuzza è il teatro comunale di Crotone, situato in via Ercole Scalfaro e inaugurato il 7 ottobre 2024; intitolato al pianista e didatta crotonese Vincenzo Scaramuzza, è stato realizzato attraverso il recupero e la rifunzionalizzazione dell'ex ospedale civile ottocentesco di via Poggioreale, integrato con nuovi volumi destinati alle funzioni teatrali.
La struttura dispone di 554 posti distribuiti tra platea e galleria e comprende, oltre alla sala, una torre scenica utilizzabile sia verso l'interno sia verso gli spazi aperti, foyer, camerini, laboratori e ambienti destinati ad attività didattiche e culturali; la trasformazione dell'ex ospedale fu avviata nell'ambito del programma comunitario Urban II nel 2003 e, dopo l'apertura del cantiere nel 2005, si sviluppò attraverso successive fasi progettuali e costruttive, indagini archeologiche, rifinanziamenti e nuove procedure di affidamento, fino al completamento dell'opera circa vent'anni più tardi.
Storia L'ospedale civile L'edificio nel quale è stato ricavato il teatro nacque nel XIX secolo come nuova sede dell'ospedale civile cittadino; nel maggio 1883 le funzioni sanitarie furono trasferite dal precedente ospedale situato nel centro storico in un fabbricato appositamente costruito fuori dall'allora abitato, lungo via Poggioreale, alla cui realizzazione contribuì il barone Berlingieri, in un'area allora esterna al nucleo urbano consolidato e specificamente destinata alle funzioni ospedaliere.
Il complesso di via Poggioreale mantenne tale destinazione fino agli anni Settanta del Novecento, quando cessò di essere utilizzato come ospedale civile; dopo la dismissione rimase inutilizzato per un lungo periodo, fino a quando, nei primi anni 2000, il Comune lo individuò quale sede del futuro teatro, avviandone il recupero e la rifunzionalizzazione.
Il progetto Urban II La riconversione dell'ex ospedale fu inserita nel PIC Urban II Crotone attraverso l'azione 1.5.C, denominata Recupero e valorizzazione dell'ex Ospedale per la realizzazione del teatro comunale; nel 2003 il Comune bandì una procedura aperta per l'affidamento unitario del progetto preliminare, del definitivo e del progetto esecutivo, della direzione dei lavori e del coordinamento della sicurezza, indicando un importo presunto delle opere pari a 4.525.000 euro, finanziato per il 60% attraverso il Fondo europeo di sviluppo regionale, e un valore stimato dei servizi tecnici di 445.464,52 euro. La gara prevedeva l'aggiudicazione secondo il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa, attribuendo particolare rilievo agli aspetti tecnico-professionali; dalla stipula della convenzione erano inoltre previsti termini di 30 giorni per il progetto preliminare, 90 per quello definitivo e 150 per l'esecutivo.
La progettazione del nuovo teatro fu affidata a un raggruppamento professionale del quale facevano parte Politecnica Ingegneria e Architettura e l'ingegnere Francesco Ciccopiedi; già nel 2004 erano in corso la progettazione definitiva ed esecutiva e gli adempimenti connessi alla prevenzione incendi, mentre il progetto architettonico prevedeva il recupero dei corpi storici dell'ospedale, conservandone gli elementi tipologici, formali e strutturali compatibili con la nuova destinazione, e la loro integrazione con nuovi spazi teatrali.
La platea veniva infatti ricavata nell'antico cortile porticato, mentre una nuova torre scenica era configurata per servire sia la sala interna sia lo spazio aperto verso via Antonio Tedeschi; i lavori ebbero inizio nel 2005 e una delle prime fasi documentate interessò le demolizioni eseguite tra il 15 novembre dello stesso anno e il 5 maggio 2006, con Nicolì Costruzioni quale impresa appaltatrice e Crotonscavi Costruzioni Generali quale subappaltatrice. Negli anni successivi si alternarono attività di cantiere, indagini archeologiche, sviluppi progettuali, nuovi finanziamenti e periodi di stallo, mentre alcune procedure furono interessate anche da contenziosi amministrativi.
Gli scavi archeologici Tra il 2006 e il 2008 le indagini archeologiche condotte nel cantiere documentarono una complessa stratificazione del sito, con testimonianze riferibili alle fasi greca, romana e medievale della storia urbana di Crotone: al di sotto delle strutture medievali furono riconosciuti livelli di età romana compresi tra il II e il V secolo, con resti di strutture e pavimentazioni in laterizio che, in uno dei saggi, sono stati ipoteticamente riferiti a un edificio residenziale di notevoli dimensioni databile tra la fine del I secolo e il III secolo; a una quota inferiore emersero invece testimonianze della città greca, riferibili sia all'età classica, tra il V e gli inizi del IV secolo a.C., sia a quella ellenistica, tra il IV e il II secolo a.C., inserite nell'organizzazione urbanistica dell'antica Kroton.
Particolarmente rilevante risultò la fase medievale, rappresentata da un'area artigianale extra moenia attiva tra il XIII e il XIV secolo, nella quale furono individuate almeno due fornaci impostate sui precedenti livelli romani; il complesso fu oggetto di uno studio specificamente dedicato al cantiere del teatro, presentato al XLII Convegno internazionale della ceramica tenutosi a Savona e Albisola Superiore nel 2009 e successivamente pubblicato negli atti.
Nel corso delle indagini fu inoltre rinvenuta una statuetta bronzea raffigurante un guerriero, datata sulla base delle caratteristiche stilistiche e iconografiche tra il IV e il III secolo a.C. e interpretata come testimonianza dell'attività artigianale della Crotone del periodo; il reperto fu successivamente oggetto di uno studio specifico pubblicato negli Atti e Memorie della Società Magna Grecia. Le verifiche archeologiche tornarono a interessare l'intervento nelle fasi conclusive: nell'estate 2023 i lavori di sistemazione del piazzale antistante furono temporaneamente sospesi dopo il rinvenimento di alcuni blocchi, per poi riprendere all'inizio del 2024 una volta concluse le verifiche richieste dalla Soprintendenza.
La Fabbrica della Creatività Nel corso della realizzazione del teatro una parte del complesso fu destinata alla Fabbrica della Creatività, progetto concepito per ospitare attività artistiche, formative e laboratoriali; inizialmente previsto nel complesso monastico di Santa Chiara, nel 2012 l'intervento fu trasferito all'interno del costruendo teatro nell'ambito dei Progetti integrati di sviluppo urbano finanziati dal POR Calabria FESR 2007-2013, attraverso una modifica della relativa convenzione PISU.
Nel 2013 la Provincia di Crotone, quale stazione unica appaltante per conto del Comune, bandì un appalto misto comprendente progettazione esecutiva, lavori e forniture, per un valore complessivo di 1.800.402,10 euro, dei quali 910.865,91 destinati ai lavori, 863.600 alle forniture e 26.016,19 agli oneri per la sicurezza; l'appalto fu quindi aggiudicato a un'ATI guidata da Crotonscavi Costruzioni Generali per 1.290.571,58 euro oltre IVA.
L'intervento proseguì negli anni successivi attraverso lavorazioni complementari e fu concluso sul piano amministrativo nel novembre 2020, con l'approvazione della relazione sul conto finale e del certificato di regolare esecuzione; gli ambienti, collocati al primo piano, sono rimasti parte integrante del complesso e nel 2026 sono stati destinati anche allo Spazio multifunzionale di esperienza del progetto DesTEENAzione – Desideri in azione, rivolto ad adolescenti e giovani.
Il finanziamento e la fase conclusiva Il completamento dell'opera fu inserito tra gli interventi di rilevanza strategica finanziabili attraverso le risorse residue del Fondo per lo sviluppo e la coesione 2000-2006 riprogrammate con la delibera CIPE n. 89 del 2012; dopo l'assunzione dell'impegno di spesa regionale nel 2016, il progetto Completamento Teatro comunale, del valore complessivo di 3.948.000 euro, fu ammesso provvisoriamente al finanziamento con decreto dirigenziale n. 14114 del 13 dicembre 2017.
Il progetto esecutivo della nuova fase di completamento fu approvato con determinazione n. 695 del 6 aprile 2018, con un quadro economico di 3.948.000 euro, dei quali 3 milioni destinati ai lavori e 948.000 alle somme a disposizione dell'amministrazione; nel maggio dello stesso anno la Stazione unica appaltante pubblicò quindi una procedura aperta per il recupero e la valorizzazione dell'ex ospedale e il completamento del teatro, con un importo a base di gara di 3 milioni di euro.
Nell'agosto 2019 l'appalto fu inizialmente aggiudicato a un raggruppamento guidato da Crotonscavi Costruzioni Generali, ma il provvedimento fu successivamente revocato in autotutela e interessato da contenziosi davanti al TAR della Calabria e al Consiglio di Stato; lo scorrimento della graduatoria coinvolse quindi l'impresa Luchetta, a sua volta esclusa dopo le verifiche sui requisiti, fino all'affidamento alla terza classificata Essebi Costruzioni di Salvatore Baffa. L'aggiudicazione definitiva fu disposta il 23 aprile 2020 e il contratto, stipulato nell'agosto successivo, ebbe un importo complessivo di 2.785.448,88 euro comprensivo degli oneri per la sicurezza.
Il cantiere riprese nel dicembre 2020 con gli interventi necessari al completamento dell'edificio, degli impianti e delle dotazioni teatrali; parallelamente fu programmata la sistemazione dello spazio pubblico antistante, per il quale nel 2021 furono destinate risorse del PAC Calabria e nel 2023 fu bandito l'intervento di Riqualificazione urbana ed ambientale piazza antistante il nuovo teatro Comunale, del valore complessivo di 438.600 euro.
Nel febbraio 2024 gli spazi interni risultavano sostanzialmente completati, mentre rimanevano da ultimare soprattutto le sistemazioni esterne e gli adempimenti necessari all'apertura; nello stesso periodo la spesa complessivamente sostenuta dall'avvio del progetto veniva indicata in circa 11 milioni di euro, mentre nel luglio successivo la Regione dispose infine l'ammissione definitiva al finanziamento dell'intervento per 3.948.000 euro nell'ambito del Piano sviluppo e coesione regionale.
Le intitolazioni Durante la lunga fase di costruzione furono avanzate diverse proposte per l'intitolazione della struttura e, nel 2015, il Comune promosse la consultazione pubblica Scegli tu il nome del nuovo Teatro Comunale, articolata in una prima raccolta di indicazioni e in una successiva votazione tra Warner Bentivegna, Rino Gaetano, Hera, Pantaleone Megna e Pitagora; alla consultazione conclusiva parteciparono oltre ventimila votanti e Bentivegna risultò primo con 7.538 preferenze, pari al 36%, precedendo Hera con il 35%, mentre seguirono Rino Gaetano, Pantaleone Megna e Pitagora. Negli anni successivi la denominazione Teatro comunale Warner Bentivegna entrò nell'uso corrente anche durante la fase di completamento.
Successivamente prese forma la proposta di dedicare il teatro a Vincenzo Scaramuzza, sostenuta da associazioni e movimenti civici e promossa nel 2020 anche attraverso una petizione pubblica, alla quale aderì fra gli altri Italia Nostra; il 1º marzo 2021 il Consiglio comunale approvò all'unanimità la proposta, mentre nel settembre 2024 la Giunta comunale deliberò l'intitolazione e dispose la trasmissione del provvedimento alla Prefettura per il previsto nulla osta.
L'inaugurazione Il teatro fu inaugurato ufficialmente il 7 ottobre 2024, al termine di una vicenda progettuale e costruttiva protrattasi per oltre vent'anni; alla cerimonia parteciparono cittadini e rappresentanti delle istituzioni, la targa dedicata a Scaramuzza fu scoperta e il nastro inaugurale tagliato dal sindaco Vincenzo Voce, dal prefetto Franca Ferraro e dal presidente della Provincia Sergio Ferrari, cui seguì la benedizione dell'edificio da parte di monsignor Ezio Limina. Terminata la cerimonia, il teatro fu aperto alla cittadinanza, che poté visitarne gli spazi interni.