Stella gemella è un film del 2025 diretto da Luca Lucini.
Trama Achille e Stella sono una coppia di trentenni che vive a Civitella, piccolo centro immaginario in provincia di Latina, che sta insieme da quindici anni, praticamente da sempre. Entrambi lavorano per un'ortofrutticola e conducono un'esistenza scandita dalla routine: la casa, il lavoro, il figlio Flavio – un bambino che, per gestire l'ansia, ha sviluppato il singolare gesto di annusare il proprio astuccio – e una quotidianità in cui sembra essersi spenta ogni forma di desiderio.
Achille cerca di sfuggire alla monotonia rifugiandosi in riti maschili e consumistici: le partite della Lazio con gli amici, acquisti impulsivi ben al di sopra delle proprie possibilità, e le notti in discoteca da cui rientra all'alba. Stella, dal canto suo, vive la propria insoddisfazione in silenzio, soffocata dal peso di una vita che non ha scelto e dalla sensazione di non avere più spazio per sé. Il paese, con i suoi ritmi lenti e i suoi sguardi giudicanti, diventa per lei una gabbia sempre più stretta.
Un giorno Stella decide di prendere la corriera per Roma, dove l'aspetta Mary, l'amica di sempre con cui avrebbe dovuto partire per una vacanza avventurosa, un progetto mai realizzato perché era rimasta incinta di Flavio. Nella capitale, lontana dalla dimensione protettiva e soffocante della provincia, Stella vive un'avventura di una notte con Gil, un cuoco di origine africana diventato una piccola star della ristorazione. È un incontro che ha il sapore della trasgressione e della libertà, ma anche il peso di una scelta compiuta senza pensarci troppo.
Tornata a Civitella, Stella ritrova un'intimità perduta con Achille, spaventato dalla sua fuga improvvisa e desideroso di ricucire lo strappo. Nove mesi dopo, però, partorisce due gemelli: uno bianco come Achille e uno nero come Gil. L'evento – reso possibile dal rarissimo fenomeno della superfecondazione eteropaterna – fa esplodere il perbenismo del paese. Achille diventa "lo zimbello del litorale", mentre Stella è il bersaglio delle malelingue e del giudizio morale della comunità. La coppia si trova così a fare i conti non solo con le proprie fragilità, ma anche con il peso del conformismo e del pregiudizio, in un continuo e doloroso confronto tra la dimensione chiusa della provincia e l'apertura – reale o solo sognata – della grande città.
Produzione Commedia liberamente ispirata al fenomeno medico della superfecondazione eteropaterna, un evento rarissimo in cui due ovuli prodotti nello stesso ciclo vengono fecondati da spermatozoi di uomini diversi. Secondo il regista Luca Lucini, l'idea del film è nata da un articolo letto dalla co-sceneggiatrice Greta Scicchitano. La sceneggiatura è stata scritta da Davide Lisino, Luca Lucini, Greta Scicchitano, Marta Storti e Ilaria Storti, con la collaborazione di Riccardo Cassini.
Le riprese si sono svolte principalmente a Fondi, in provincia di Latina.
Lucini ha dichiarato di aver scelto un tono da «commedia neorealista», in grado di restituire le dinamiche quotidiane senza l'ansia della risata a tutti i costi, e ha definito Stella gemella il suo «primo film di fantascienza», non per le implicazioni cliniche ma per l'atto di confidare nella capacità umana di evolversi senza ricorrere allo scontro.
Colonna sonora La colonna sonora include il brano inedito Stella di Carl Brave e, nel finale, Futura di Lucio Dalla, reinterpretata per l'occasione da Mimì.
Distribuzione Il film è stato presentato in anteprima alla Festa del Cinema di Roma (ottobre 2025), nella sua ventesima edizione, nella sezione Grand Public. È uscito nelle sale italiane il 14 maggio 2026, distribuito da Eagle Pictures. Dopo l'uscita in sala è approdato su Netflix, dove è entrato tra i contenuti italiani più visti.
Accoglienza
Incassi In Italia il film ha incassato 18,9 mila euro al botteghino.
Critica Le recensioni della critica sono state generalmente contrastanti.
Paola Casella (MYmovies) ha lodato le interpretazioni di Martina Gatti, Matteo Olivetti e in particolare il «binomio Morante-Buy», ma ha criticato la sceneggiatura per la mancanza di una conclusione degna al coinvolgimento di Gil nella vita di suo figlio, che «purtroppo può essere interpretato anche come una scelta discriminante, in un film che nelle intenzioni fa dell'inclusione la sua architrave». Casella ha anche notato l'assenza non dettagliata dei padri di Stella e Achille come un problema di sceneggiatura.
Fabrique du Cinéma ha invece accolto il film positivamente, definendolo una parabola sulla necessità di «accogliere la realtà così come viene» e lodando la scelta di utilizzare la premessa assurda per parlare di «famiglie, pregiudizi, fragilità e cambiamento con una delicatezza tutt'altro che scontata».
Simone Emiliani (FilmTV) ha accostato il film alle atmosfere di Alessandro D'Alatri, in particolare a Senza pelle, parlando di «gruppo di provincia in un interno» e di un'immagine di vita di coppia «normale, come tante altre, con cui creare un'impulsiva empatia».
Note
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Categoria:Film commedia italiani