È stato esponente del passaggio dal tardo barocco siciliano al neoclassicismo muovendosi nella tradizione tecnica della scuola di stuccatori siciliani.

Biografia Fu allievo del padre Giuseppe che da Palermo si stabilì in Val di Noto ricevendo vari incarichi che svolse con la collaborazione dei figli Giocchino e Giovanni,Paolo Nifosì, La basilica di santa Maria maggiore di Ispica, 2010 tanto che non sempre è possibile distinguere i diversi apporti.

Di Gioacchino è documentata sia la collaborazione con il padre (in tre cappelle nella Basilica di Santa Maria a Ispica)Melchiorre Trigilia, Storia e guida di Ispica, 1992 e poi con il fratello maggiore, sia l'attività autonoma tra la fine del sec. XVIII e l'inizio del XIX a Catania.

La sua opera si inserisce nel solco della tradizione plastica siciliana influenzata dalla scuola di Giacomo Serpotta, caratterizzata da complessi apparati figurativi in stucco arricchiti dall'uso della doratura.

Opere apparato decorativo in stucchi nella chiesa di San Francesco d'Assisi all'Immacolata a Catania; in collaborazione con il padre (1764);Francesco Costa, San Francesco all'Immacolata di Catania guida storico-artistica, 2007 stucchi della cattedrale di San Giovanni Battista a Ragusa (1776-1778), insieme con il fratello Giovanni; apparati decorativi di Palazzo Biscari a Catania;Librando G., Palazzo Biscari in Catania in "Cronache di Archeologia e Storia dell'arte dell'Università di Catania", 1964, p. 157 rilievi in stucco nel Convento dei Benedettini a Catania; F. Fichera, G. B. Vaccarini e l'architettura del '700 in Sicilia, Roma 1934; vol. I, p. 200 stucchi della chiesa di San Sebastiano a Palazzolo Acreide (dal 1784). Note

Bibliografia

Voci correlate Giuseppe Gianforma Barocco siciliano Giacomo Serpotta

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