La Casa circondariale di Crotone è un istituto penitenziario situato in località Passovecchio, in area extraurbana rispetto alla città di Crotone; la realizzazione dell'attuale complesso fu il risultato di un lungo iter avviato nel secondo dopoguerra, durante il quale il progetto di massima ed esecutivo, redatto da liberi professionisti e coordinato dall'architetto Saul Greco, fu approvato nel 1970, p. 268., in particolare pp. 366-368.. Il progetto crotonese si colloca nella stagione di ricerca e rinnovamento dell'architettura penitenziaria italiana del secondo dopoguerra, mentre l'entrata in funzione dell'istituto si colloca nei primi anni ottanta, pur in presenza di una documentazione non univoca circa la data esatta di apertura.
Storia La realizzazione di un nuovo carcere giudiziario a Crotone cominciò a essere programmata nel secondo dopoguerra e le opere risultavano finanziate fin dal luglio 1949; nel 1951 si prevedeva di costruire il nuovo istituto nel fondo demaniale Pignera, dove erano già presenti uno stabilimento del Consorzio agrario destinato alla selezione delle sementi e il campo sportivo comunale, mentre le difficoltà determinate dalla prospettata demolizione dello stabilimento portarono il Governo a valutare una sistemazione che consentisse la compresenza delle diverse strutture nell'area, pp. 33428-33429..
Nel 1961, sulla base di una risposta governativa resa il 24 luglio 1959, l'area sulla quale avrebbe dovuto sorgere il nuovo istituto risultava «da tempo prescelta», con il finanziamento e la disponibilità del terreno già assicurati ma con la progettazione esecutiva e l'appalto ancora da completare, p. 20858.; l'iter procedette tuttavia lentamente e nell'ottobre 1962 il progetto per il nuovo carcere risultava ancora in corso di approvazione, p. 34893..
Il precedente carcere giudiziario cittadino rimase in funzione fino all'agosto 1966, quando venne abbandonato; l'anno successivo i disagi determinati dal trasferimento dei detenuti fuori città portarono a sollecitarne la temporanea riattazione in attesa della costruzione del nuovo istituto, p. 32775., mentre nel febbraio 1968 il precedente edificio risultava ormai abbandonato e «quasi completamente distrutto per ragioni di vetustà», p. 51.. Negli anni successivi la mancanza di un istituto penitenziario cittadino continuò a determinare il trasferimento dei detenuti presso altre strutture della Calabria, situazione ancora segnalata nel 1973, quando la costruzione delle nuove carceri veniva descritta come già avviata, p. 9045..
Il progetto di massima ed esecutivo dell'attuale complesso, redatto da liberi professionisti e coordinato da Saul Greco, era stato approvato con decreto provveditoriale il 30 dicembre 1970; il 6 giugno 1973, nell'ambito di una redistribuzione dei fondi destinati all'edilizia penitenziaria, furono assegnati ulteriori 60 milioni di lire al «completamento carcere giudiziario» di Crotone, p. 113; pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, n. 160, 25 giugno 1973., mentre il 9 ottobre dello stesso anno venne approvato un progetto generale di variante.
L'esecuzione dell'opera fu articolata in più lotti, con il primo affidato all'impresa Mustacchio Arimondo di Crotone e il secondo alla Riganello Aldo, alla quale furono successivamente assegnati anche ulteriori lavori; il cantiere fu interessato da numerose perizie di variante e suppletive, oltre che da sospensioni e proroghe, e il costo complessivo documentato dell'intervento raggiunse 7.834.256.538 lire. Il ciclo costruttivo si protrasse ancora negli anni successivi: un decreto ministeriale del 2 aprile 1980 inseriva Crotone fra gli istituti per i quali era considerato «necessario ed urgente» procedere al completamento, n. 102, p. 3308.; nel 1984 venne inoltre approvata la realizzazione di una caserma per gli agenti di custodia e il ciclo delle nuove opere relative all'istituto si estese complessivamente dal 1973 al 1986, tabella n. 13/ter, p. 281..
Le fonti disponibili non coincidono pienamente sulla cronologia dell'entrata in funzione: la scheda contemporanea del Ministero della giustizia riporta il 1983 come anno di apertura dell'attuale casa circondariale, mentre già il 21 febbraio 1982 l'Unità riferiva che un detenuto era stato trovato morto il giorno precedente nella propria cella del «carcere di Crotone»; nel settembre 1984 l'istituto ospitava circa 140 detenuti e la sua «costruzione e apertura» veniva ancora descritta in sede parlamentare come avvenuta «solo di recente», p. 16986..
A partire almeno dal 2003 l'istituto fu interessato da un ciclo di interventi di ristrutturazione finalizzati a fronteggiarne lo stato di degrado, comprendenti la creazione di aree verdi e laboratori, il rinnovamento di uffici, locali per i colloqui, caserma degli agenti e altri spazi della struttura, pp. 2018-2020.. Nel 2004 i lavori interessarono in particolare gli uffici della direzione e i padiglioni detentivi, con la realizzazione di laboratori artigianali di fabbro, rilegatoria e vetreria e di tre serre destinate alla coltivazione di essenze vivaistiche e floreali; nel dicembre dello stesso anno fu inoltre inaugurata un'area verde destinata ai colloqui familiari, realizzata anche con il lavoro dei detenuti, presentazione del filmato sulle condizioni di vita nelle carceri della Calabria, sezione dedicata alla Casa circondariale di Crotone..
Tra il 2011 e il 2015 il complesso fu interessato da una ristrutturazione generale, riguardante in particolare l'adeguamento del settore detentivo alla normativa penitenziaria vigente; rimasto chiuso dal febbraio 2011 durante l'esecuzione degli interventi, l'istituto riprese l'attività nel giugno 2015 al termine dei lavori di ristrutturazione e ammodernamento, sezione «30/12/2015 ore 9.00 CC CROTONE (KR)»..
Architettura e struttura Il progetto della casa circondariale si colloca nella stagione di ricerca che interessò l'architettura penitenziaria italiana nel secondo dopoguerra: nell'ambito dei complessi realizzati con i programmi di finanziamento avviati dal 1949, accanto alla persistente tipologia «a palo telegrafico» si svilupparono esperienze progettuali orientate verso una maggiore articolazione e differenziazione dei corpi edilizi, fra le quali rientra il contributo di Saul Greco come coordinatore del progetto dell'istituto di Crotone.
Il complesso attuale sorge in località Passovecchio, in area extraurbana, ed è realizzato in calcestruzzo armato; comprende la sezione detentiva e le attività accessorie, gli edifici destinati ai laboratori e alle serre, gli uffici, l'area di semilibertà, gli spazi direzionali e amministrativi, gli alloggi di servizio, gli uffici dell'esecuzione penale esterna, la guardiania e diversi ambienti tecnici.
Nella configurazione documentata successivamente agli interventi conclusi nel 2015, l'istituto è articolato in sei corpi di fabbrica: all'esterno del muro di cinta sono collocati gli edifici destinati alla direzione, agli alloggi e ai servizi per il personale e due appartamenti di servizio, mentre all'interno si trovano i reparti detentivi, gli uffici del Corpo di polizia penitenziaria, gli spazi sanitari e per i colloqui, la sezione destinata alla semilibertà, la cappella, gli ambienti didattici e per le attività collettive, la cucina e il fabbricato dei laboratori con le relative serre.
Note
Bibliografia
Voci correlate Saul Greco Carcere (ordinamento italiano) Ordinamento penitenziario italiano Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria Corpo degli agenti di custodia Corpo di polizia penitenziaria Servizio sociale penitenziario
Collegamenti esterni
Categoria:Carceri d'Italia Categoria:Architetture di Crotone