Palazzo Zurlo-Soda, noto anche come Palazzo Soda-Zurlo e storicamente come Palazzo Soda, è un palazzo storico di Crotone, situato in via Risorgimento 101, nel centro storico cittadino, di fronte al Museo archeologico nazionale di Crotone. Il nucleo storico del complesso è documentato fin dagli inizi del XVIII secolo, quando apparteneva alla famiglia Soda; ampliato nel corso del Settecento, nel 1868 è attestato con la denominazione Zurlo-Soda.

Storia Il palazzo dei Soda fu costruito da Giovanni Aloisio Soda sulle case già appartenute a Salvatore Arrighi ed era formato da diversi ambienti inferiori e superiori, oltre a una loggetta affacciata verso il mare; la sua costruzione risaliva a pochi anni prima del 1714, quando un atto notarile del 4 agosto ne attesta già l'esistenza in relazione ad alcune costruzioni vicine che avrebbero potuto impedire la visuale del mare dalla loggetta. Il complesso si trovava nella parrocchia di Santa Veneranda e confinava con le proprietà delle famiglie Schipano e di Perri.

Dopo la morte di Giovanni Aloisio Soda, avvenuta prima del 1725, i beni familiari furono amministrati dalla vedova Antonia Palmieri in qualità di curatrice e tutrice dei figli e, dopo la morte di quest'ultima, dapprima dal figlio maggiore Domenico e successivamente da Lorenzo. Il complesso fu quindi ampliato racchiudendo il giardino e il palazzo già appartenuti a Giovanni Duarte, sui quali un atto del 14 febbraio 1729 documenta un censo a carico di Tommaso Soda e dei fratelli; nel Catasto onciario del 1743 Lorenzo Soda e i fratelli, tra i quali Tommaso, risultavano residenti nella propria «casa propria patrimoniale» nella parrocchia di Santa Veneranda.

Nella seconda metà del Settecento il palazzo divenne proprietà di Tommaso Soda, che nel 1775 ottenne da Carlo Luceti la possibilità di costruire su uno spiazzo posto di fronte alla propria residenza, al quale era unita una lingua di terreno diretta verso il castello di Carlo V; nel 1783, quando Luceti progettò di trasformare in abitazione una costruzione situata nel luogo detto «sopra la Croce di S. Giuseppe», i due raggiunsero un accordo affinché il nuovo edificio non pregiudicasse la visuale dal palazzo.

Nel Catasto onciario di Crotone del 1793 il palazzo apparteneva ancora alla famiglia Soda: Domenico Soda, di ventiquattro anni, e il fratello Dionisio, di diciotto, disponevano del «palazzo di abitazione» e di diverse case contigue, mentre Dionisio, divenuto in seguito sacerdote, acquistò dagli eredi di Romualdo Russo un'altra abitazione adiacente al complesso.

Nei primi decenni dell'Ottocento è documentata a Crotone l'esistenza di un ramo della famiglia Zurlo identificato dalla denominazione Zurlo Soda: in una lettera del 3 luglio 1830, sottoscritta dai rappresentanti dei «nobili primari» della città, compaiono Nicola Zurlo Soda e Luigi Zurlo Soda, distintamente da Gaetano Zurlo Galluccio e Domenico Zurlo. Nel 1868 anche il complesso edilizio risulta ormai indicato come «Zurlo Soda», con riferimenti al «Giardino Zurlo Soda» e alle «mura di Zurlo Soda».

Descrizione L'edificio è attribuito al XIX secolo e si articola su due livelli, con un portale in pietra ad arco a tutto sesto impostato su due piedritti lisci; all'interno è conservato lo stemma della famiglia Zurlo.

Il palazzo sorge lungo via Risorgimento, nel percorso dei palazzi nobiliari del centro storico cittadino e di fronte al Museo archeologico nazionale; nel 2026 risultava inoltre censito nel Piano strutturale comunale come «Palazzo Zurlo - Soda - Via Risorgimento», al foglio 35/A, particelle 676 e 677.

Note

Voci correlate Centro storico di Crotone Museo archeologico nazionale di Crotone Chiesa di Santa Veneranda (Crotone) Castello di Carlo V (Crotone)

Collegamenti esterni

Categoria:Palazzi di Crotone