La via Vintler () è una strada nella zona settentrionale del centro storico di Bolzano. Deve il nome attuale alla famiglia Vintler e in particolare al suo esponente più noto, Nicolò Vintler.
Storia
Attorno al 1170-1180 venne fondato l'insediamento mercantile di Bolzano, pianificato secondo uno schema regolare e costituito dalle attuali via dei Portici e piazza del Grano. Già dal 1200 seguirono ampliamenti che portarono all'apertura di nuove vie, corrispondenti alle odierne via Argentieri, via Dr. Streiter e piazza delle Erbe.
Intorno al 1210 i fratelli Albero e Bertoldo, signori di Vanga, fondarono un proprio borgo sui terreni di loro proprietà a est e nordest del mercato vescovile. Poiché il loro fratello Federico di Vanga era allora principe vescovo di Trento, riuscirono ad assicurarsi per il nuovo borgo la giurisdizione minore. Su quest'area, verso il 1215, furono tracciate la via Vintler, l'attuale via Bottai e la fila di case sul lato orientale dell'odierna via dei Grappoli.
La via era detta in origine hintere Gasse ("via di dietro") e in seguito Hintergasse. L'intitolazione ai Vintler risale al 1901.
Monumenti e luoghi di interesse Liceo dei Francescani
All'estremità occidentale della via sorge il liceo dei Francescani, fondato nel 1780 e annesso al convento dei Francescani. L'edificio scolastico fu costruito nel 1882, sotto la direzione del naturalista padre Vinzenz Maria Gredler, su progetto del capomastro cittadino Sebastian Altmann.
Scuola primaria in lingua tedesca Johann Wolfgang von Goethe Di fronte al convento si trova la scuola primaria J.W. Goethe, in lingua tedesca. Fu edificata nel 1908 come scuola popolare femminile e scuola civica e venne intitolata all'imperatore Francesco Giuseppe I d'Austria in occasione del sessantesimo anniversario del suo regno; le lezioni iniziarono il 14 novembre dello stesso anno. Davanti all'ingresso si apre il parco Maria (Marienpark), con la colonna della Vergine, eretta nel 1909 in ricordo degli anni delle epidemie di colera a Bolzano, tra il 1836 e il 1854.
L'ex palestra
Accanto alla scuola primaria Goethe si trovava la palestra di una società ginnica, costruita nel 1893. Nel 1919 l'artista bolzanino Rudolf Stolz la decorò con un ciclo di dipinti murali ispirati a La canzone dei Nibelunghi, con quattro scene: l'ingresso di Sigfrido a Worms, il viaggio dei Nibelunghi lungo il Danubio, il banchetto di Pöchlarn e la battaglia per il castello di Attila. Dopo l'annessione dell'Alto Adige all'Italia la palestra fu ceduta all'organizzazione giovanile fascista dei Balilla e ristrutturata in "stile dell'impero"; in quell'occasione il ciclo dei Nibelunghi andò distrutto. In seguito l'edificio ospitò una scuola materna in lingua italiana, il Girasole.
Anagrafe e stato civile Al civico 16 hanno sede l'anagrafe e l'ufficio di stato civile del Comune. Fino al 1930 l'edificio, sottoposto a tutela monumentale, ospitava una scuola commerciale.
Fondazione Kofler Lo stabile ai civici 12-14 appartiene alla fondazione intitolata a Wilhelmine Kofler, che vi gestisce un convitto femminile. La scuola materna un tempo gestita dalla fondazione è passata al Comune dopo i lavori di ristrutturazione degli anni duemila.
L'ex casa di Hans Piffrader
Lo scultore e grafico espressionista Hans Piffrader si stabilì a Bolzano nel 1931, acquistando la casa al civico 13. L'edificio, di aspetto dimesso, conserva sul fronte strada un piccolo rilievo dell'artista.
Casa Sant'Afra All'angolo con via Bottai si trova la casa Sant'Afra, un tempo carcere cittadino. Una lapide ricorda i detenuti più celebri:
Durante la seconda guerra mondiale l'edificio fu quasi interamente distrutto e se ne salvarono soltanto le cantine. Ricostruito, ospita oggi alloggi per anziani autosufficienti.
Residenza Schrofenstein
La via si chiude a est con la residenza Schrofenstein, costruzione di origine medievale rimaneggiata nel XVII secolo e rinnovata nel 1898. All'interno si conservano frammenti di affreschi risalenti al 1400 circa, scoperti nel 1885, che raffigurano scene di combattimento cavalleresche e sono verosimilmente da ricondurre ai Vintler, proprietari dell'edificio fino al 1415. L'immobile appartiene alla fondazione Franz von Mayrl e dal 1826 accolse un istituto di lavoro volontario, noto anche come filanda.
Note
Voci correlate Stradario di Bolzano
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