Una scultura mobile o, in francese, mobile (pronunciato ) è una scultura cinetica progettata e costruita intorno al principio d'equilibrio. È costituita solitamente da materiali leggeri disposti in modo tale da assumere diverse posizioni e muoversi sfruttando l'azione di agenti esterni come il vento e l'acqua o per tramite di appositi motori.
Il termine mobile è essenzialmente legato alla produzione dell'artista statunitense Alexander Calder che, a partire dagli anni '30 del XX secolo, sviluppò questo tipo di sculture astratte. Denominate così su suggerimento di Marcel Duchamp nel 1931,. la parola gioca sull'ambiguità di significato che si genera, nella lingua originale, tra qualcosa che si muove e motivo, movente..
Origini
Il movimento in scultura diventa campo d'indagine per alcuni artisti delle avanguardie storiche già dagli anni '10 del XX secolo. In particolar modo l'esperienze del già citato Marcel Duchamp, oltre che, tra gli altri, di László Moholy-Nagy, Man Ray e Naum Gabo furono indispensabili per porre le basi alla corrente artistica che diverrà nota come arte cinetica, utilizzando un termine che fu proprio Gabo con il fratello Anton Pevsner ad impiegare per la prima volta in un manifesto del 1920.
Opere rappresentative di questa prima fase sono, quindi, Costruzione cinetica di Gabo, l'iconica Ruota di bicicletta e Rotative demisphère di Duchamp, che sfrutta un motore elettrico e, infine, Modulatore di Spazio Luminoso di Moholy-Nagy, scultura meccanica che per prima integrò la luce elettrica come elemento di una composizione. Un'opera ancora più vicina a ciò che saranno i mobiles è, invece, Obstruction di Man Ray, la cui prima versione risale al 1920, scultura mobile costituita da una serie di grucce sospese. Qui, infatti, il movimento ricercato non è quello ottenibile tramite un qualsiasi tipo di motore o meccanismo, ma quello organico e naturale generato dall'equilibrio della struttura stessa. Altro artista molto interessato alla sperimentazione cinetica fu Bruno Munari, che già nel 1930 realizzò la scultura mobile sospesa Macchina Aeroea e che, parallelamente ai primi mobiles di Calder, sperimentò autonomamente una serie di opere denominate Macchine inutili, strutture, sempre sospese, in cui ciascun elemento è in movimento, indipendentemente, grazie ad un equilibrio di pesi. Tuttavia, nessun artista abbracciò o formalizzò il movimento nelle proprie opere nella misura in cui lo fece l'artista statunitense a partire, in particolare, dal 1931..
Ad ogni modo, quando egli si trasferì per la prima volta a Parigi nel 1926, è in questo contesto, entrando in contatto diretto con gli artisti che animavano le avanguardie, che sviluppò sempre di più la necessità di andare oltre la bidimensionalità per realizzare opere che emergessero dal loro stesso supporto. Sono di questo periodo una serie d'installazioni definite proto-mobiles in cui l'instabilità, ottenuta combinando tele o pannelli appesi ad un muro con strutture in fil di ferro e lamine di metallo, è generatrice di movimento. Importante fu, inoltre, l'esperienza del suo Cirque Calder, rappresentazione artistica di un circo in miniatura, e relativi personaggi, costruito con fil di ferro, spago, gomma, stracci ed altri oggetti di recupero e con cui elaborava spettacoli improvvisati, ricreando i numeri di un circo reale.
I mobiles
Tappa fondamentale che segnò un cambio di poetica nella produzione di Calder, fu la conoscenza di Piet Mondrian. In particolare la visita allo studio del pittore olandese nel 1930 lo lasciò profondamente colpito, al punto da segnare la sua adesione all'astrattismo, prima nella pittura e successivamente nella scultura. L'interesse verso l'astrattismo fu tale da portarlo ad aderire al gruppo Abstraction-Création; il suo lavoro divenne sempre più votato a riduzione delle forme ed essenzialità.
Ebbe quindi inizio una florida stagione dedicata allo sviluppo di una scultura puramente astratta che, unita alla sua ricerca sul movimento, lo portò alla realizzazione delle sue prime sculture veramente cinetiche, che sarebbero diventate le sue opere più rappresentative. Le sculture mobili di Calder sono considerate tra le prime manifestazioni di un’arte che si discostò consapevolmente dalla concezione tradizionale dell’opera come oggetto statico e che integrò elementi gestuali, temporali e immateriali come fattori estetici.. Oltre al movimento, infatti, anche il suono e la luce entrarono più abitualmente nel suo lavoro che diventò progressivamente sempre più strumento d'indagine della percezione spazio-temporale.
In particolare l'elemento sonoro, presente già dai tempi del Cirque, torna a più riprese al centro della composizione dei mobiles e vi dedicherà numerosi lavori. Tra questi si segnalano i Gongs degli anni '50, strutture in cui sono esplorate le possibilità acustiche di dischi metallici e campanelli.
Anche l'interesse per l'astronomia giocò un ruolo importante; l'artista, affascinato dai sistemi planetari e dalle loro rappresentazioni, si rifà a questi come modelli per le sue prime installazioni, consistenti in piccoli corpi di metallo o legno collegati da fil di ferro. Nascono le serie di sculture degli anni '30 e '40 denominate Constellations e Universes che segnano l'inizio dei mobiles. Sebbene inizialmente questo termine fosse collegato ai primi lavori ch'erano azionati da motori o manovelle, in seguito è stato utilizzato in modo sempre più specifico per definire le opere il cui movimento è naturalmente ottenuto dalle strutture in sospensione,. i cui singoli, e spesso numerosi, elementi in equilibrio sono in grado di muoversi indipendentemente l'uno dall'altro o, di per contro, all’unisono quando stimolati dal movimento dell’aria o dal contatto diretto.
In questo periodo Calder arriverà a concepire anche le prime sculture statiche e autoportanti note come stabiles, così come battezzate da Hans Arp, che raggiungeranno formati monumentali già a partire dagli anni '60. Sempre interessato alla ricerca su equilibrio e movimento, porterà avanti fino alla fine della sua carriera la produzione dei mobiles, talvolta sperimentando e ibridando i due tipi di sculture tra loro.
Note
Bibliografia
Altri progetti
Categoria:Scultura