Palazzo Morelli è un palazzo nobiliare di Crotone, situato nel centro storico cittadino lungo via Risorgimento, nei pressi di piazza Castello e del castello di Carlo V; sorto a partire dalla metà del XVIII secolo mediante la trasformazione di preesistenze più antiche, deve gran parte dell'assetto attuale alla ristrutturazione e all'ampliamento promossi nel 1885 dalla famiglia Morelli.

Caratterizzato da un linguaggio prevalentemente neoclassico con elementi di derivazione neorinascimentale, fu dichiarato di interesse culturale particolarmente importante con decreto ministeriale del 3 maggio 1991; adibito per diversi decenni a sede della Soprintendenza e a deposito archeologico, nel 2022 fu infine acquisito dallo Stato mediante l'esercizio del diritto di prelazione.

Storia Le origini del complesso risalgono ad alcune case esistenti poco dopo la metà del XVII secolo nel piano del regio castello e appartenenti a Susanna Rosa; dopo diversi passaggi di proprietà, agli inizi del secolo successivo gli immobili erano entrati in possesso di Antonio Grasso, che nel giugno 1743, intenzionato ad ampliare le abitazioni mediante la costruzione di un nuovo piano superiore, ottenne dall'amministrazione cittadina una porzione di suolo pubblico necessaria alla realizzazione della relativa scala: la costruzione del nuovo palazzo ebbe inizio nel 1746 e nel luglio 1751 non risultava ancora ultimata, mentre per consentirne la sopraelevazione furono consolidate anche le murature delle precedenti abitazioni.

Dopo la morte di Antonio Grasso il complesso passò al figlio Giuseppe, che proseguì nell'ampliamento dell'edificio ottenendo nel dicembre 1764 la concessione di un'ulteriore area adiacente e incorporando, negli anni successivi, altre costruzioni di sua proprietà; morto prima del 1780, lasciò il palazzo al nipote Giuseppe Rizzuto, che nel catasto del 1793 ne risultava in pieno possesso.

Il 3 agosto 1816 il piano nobile risultava articolato in tredici ambienti, sei dei quali dotati di balconi o finestre rivolti verso la marina del porto di Crotone, ai quali si aggiungevano un quartino inferiore di cinque stanze, un cortile, una scala coperta e vari locali destinati a stalle e magazzini; l'appartamento superiore era suddiviso in due parti, occupate rispettivamente dal giudice di pace e dalla famiglia Cosentini, entrambe in locazione, mentre nel 1872, in una pianta della città realizzata dal Genio militare, l'edificio era ormai indicato come palazzo Cosentini.

Nel 1885 il complesso fu ampliato e ristrutturato dai Morelli su intervento dell'ingegnere Salvatore Bianciardi, il cui cognome ricorre anche nella forma Banciardi; la trasformazione riunì diversi corpi di fabbrica e comportò l'incorporazione di edifici vicini e di una strada pubblica, utilizzata in parte per formare la corte interna e in parte per lo scalone principale.

Con decreto ministeriale del 3 maggio 1991 l'edificio fu sottoposto a tutela quale bene di interesse culturale particolarmente importante; negli anni successivi Palazzo Morelli fu utilizzato dalla Soprintendenza archeologica della Calabria e assunse anche una funzione espositiva durante i lavori che interessarono il Museo archeologico nazionale di Crotone, tanto che, dopo la chiusura di quest'ultimo nel 1995, nel 1996 ospitò la rassegna Santuari a Crotone e nella Crotoniatide, tenuta dal 23 giugno all'8 dicembre.

L'immobile rimase in locazione al Ministero della cultura fino alla fine del 2021, continuando a ospitare gli uffici della Soprintendenza e soprattutto il deposito della documentazione archeologica proveniente dal territorio crotonese, all'interno del quale furono conservate circa diecimila cassette di reperti provenienti dalle attività di ricerca e tutela svolte nell'area; nello stesso anno lo Stato esercitò il diritto di prelazione sull'immobile con decreto della Direzione generale Archeologia, belle arti e paesaggio n. 165 del 2 marzo, acquisendone la piena proprietà.

Nell'ambito della programmazione 2025-2027 il Ministero della cultura destinò quindi 4.388.091,20 euro al restauro del palazzo; nel 2025 furono avviati il rilievo geometrico, architettonico e strutturale del complesso e delle aree esterne, insieme allo studio, alla schedatura e all'inventariazione degli apparati decorativi parietali e pavimentali e dei beni mobili conservati al suo interno.

Descrizione L'assetto attuale del palazzo deriva principalmente dalla riorganizzazione del XIX secolo dei diversi corpi di fabbrica, riuniti intorno a una corte interna; sviluppato su due livelli, l'edificio presenta una struttura in muratura continua, mentre l'androne è coperto da una volta a botte.

I prospetti sono caratterizzati da un linguaggio neoclassico con elementi di ispirazione neorinascimentale, individuabili in particolare nelle cornici e nei timpani dei balconi del piano nobile, oltre che nei grandi portali lapidei ad arco a tutto sesto; il portale principale è affiancato da lesene e da colonne doriche a fusto liscio che sostengono il balcone centrale, mentre il coronamento dell'edificio è definito da una cornice a dentelli.

Note

Voci correlate Castello di Carlo V (Crotone) Museo archeologico nazionale di Crotone Palazzo Barracco

Altri progetti

Collegamenti esterni

Categoria:Palazzi di Crotone Categoria:Architetture neoclassiche di Crotone