Il mal bianco (Bílá nemoc) è un'opera teatrale distopica del drammaturgo ceco Karel Čapek, portata al debutto al Teatro Nazionale di Praga nel 1937.

Trama Il dramma si svolge in un Paese non specificato, governato da una spietata dittatura militare guidata dal Maresciallo. Contemporaneamente il mondo è sconvolto da una terribile e letale pandemia proveniente dalla Cina e chiamata "il mal bianco" (o "lebbra bianca"), che colpisce esclusivamente le persone con più di cinquant'anni. La malattia si manifesta inizialmente con una macchia bianca e marmorea sulla pelle, per poi portare a una rapida e dolorosa decomposizione del corpo.

Atto I Il dottor Galen, un medico idealista che ha vissuto in prima persona gli orrori della prima guerra mondiale, scopre una cura miracolosa in grado di guarire perfettamente il "mal bianco". Tuttavia, Galen si rifiuta di rivelare la formula segreta ai governi o alle grandi cliniche dirette dal cinico professor Sigelius. Il medico pone una condizione pacifista e radicale: consegnerà la cura e salverà la popolazione anziana solo se i leader mondiali firmeranno un trattato di pace universale e definitivo, ponendo fine a tutte le guerre. Galen decide di curare gratuitamente soltanto i poveri, lasciando che i ricchi e i potenti, ovvero coloro che decidono le sorti delle guerre, continuino a subire gli effetti della malattia.

Atto II Il mal bianco inizia a colpire le classi più elevate. Tra i contagiati c'è il barone Krug, un potente industriale e principale fornitore di armi del regime del Maresciallo. Disperato, Krug si traveste da mendicante per farsi curare da Galen, ma il medico lo riconosce e rifiuta il trattamento, ribadendo il suo ricatto morale: la cura in cambio della cessazione della produzione di armi. Krug tenta di convincere il Maresciallo a firmare la pace, ma il dittatore rifiuta fermamente, ossessionato dai suoi piani di invasione e di gloria nazionale. Poco dopo, Krug si suicida.

Atto III Il Maresciallo lancia la sua guerra di aggressione contro una nazione vicina più piccola. Proprio durante il discorso patriottico in cui annuncia l'invasione alla folla esultante, il dittatore si accorge con orrore di avere una macchia bianca sul petto: è stato contagiato dal mal bianco. Inizialmente rifiuta di cedere, ma la figlia e il giovane genero lo implorano di accettare le condizioni di Galen per salvarsi la vita. Di fronte all'inesorabilità della morte e convinto di aver ricevuto un segno divino, il Maresciallo capitola e accetta di firmare la pace universale, ordinando di convocare immediatamente il medico a palazzo. Il dottor Galen corre verso il palazzo del tiranno portando con sé le fiale della cura. Tuttavia, per strada si imbatte in una folla inferocita e fanatica che inneggia alla guerra e al Maresciallo. Quando Galen urla che la guerra è un'infamia e che bisogna fare la pace, la folla lo accusa di essere un traditore della patria. Il medico viene linciato e calpestato a morte dalla folla, e le fiale contenenti l'unica cura esistente contro il mal bianco vengono distrutte sul selciato. L'opera si chiude con la folla che si disperde continuando a gridare slogan bellici, inconsapevole di aver appena condannato a morte il proprio leader e l'intera umanità.

Adattamento cinematografico Nel 1937 Hugo Haas diresse l'omonimo adattamento cinematografico dell'opera.

Note

Edizioni italiane Il mal bianco (Bílá nemoc, 1937), traduzione di Luca Sanfilippo, Analogon, Asti, 2021. Il mal bianco, trad. di Vera Somerova Cordublas e L. Sanfilippo, Intransito, Milano, 2022.

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