Biografia Giovanni Battista Corti nacque nel 1907 a Cernier, nel Cantone di Neuchâtel. Suo padre, il falegname Luca Corti, era originario di Agno nel Cantone Ticino, mentre sua madre, Julia Magnin, era un'orologiaia della Svizzera romanda. Dal 1921 al 1924 Corti svolse un apprendistato come imbianchino, stuccatore e gessatore a Cernier.

All'età di 23 anni rimase orfano e si trasferì a Bruxelles, dove nel 1930, grazie al sostegno finanziario del veterinario Pierre Urfer di Fontainemelon, iniziò gli studi presso l'Académie Saint-Luc a Bruxelles. Qui subì influenze significative dall'espressionismo fiammingo, in particolare da Constant Permeke, e sviluppò da esse uno stile del tutto personale, al quale rimase fedele fino alla fine. Quando il sostegno del suo mecenate venne meno, nel 1932 Corti dovette tornare in Svizzera senza aver conseguito il diploma.

A causa di persistenti problemi psichici, nel 1933 fu ricoverato nelle cliniche psichiatriche di Ginevra e Mendrisio. Dopo la dimissione, visse in condizioni precarie, prima a Cernier e poi a Neuchâtel. Nel 1937 fu nuovamente ricoverato nella clinica neuropsichiatrica di Mendrisio, dove rimase fino al 1941..

Corty ci presenta il Cantone Ticino, il suo Ticino, ovvero così come lo vede lui stesso, così con la sua sensibilità estremamente vivace. I suoi quadri non sono semplici riflessi di un territorio. Sono composizioni i cui singoli elementi sono stati forniti dal paesaggio, sono creazioni. I quadri di Corty sono meditati, hanno un significato profondo e commovente. I dipinti di Corty sono poesie profonde e commoventi, rese con grande forza espressiva, con una precisione notevole. I dipinti sono ricchi di sfumature, sebbene l'artista utilizzi spesso un solo colore per l'intera opera.

Corty morì il 22 aprile 1946 a Mendrisio. Le circostanze esatte rimangono oscure. I giornali ticinesi parlarono di una morte «improvvisa»; il quotidiano Libera Stampa precisò che il consumo di «bevande fredde» gli avrebbe provocato una «congestione» e che il medico lo avrebbe inviato all'Ospedale Civico di Lugano, da dove sarebbe stato trasferito alla Clinica Neuropsichiatrica di Mendrisio. Lì avrebbe subito un «grave esaurimento nervoso» e sarebbe poi deceduto.

Opere (selezione) I dipinti di Corty, di piccolo e medio formato, raffigurano per lo più vedute o scene della vita operaia, ma sono presenti anche temi religiosi. I motivi dominanti della sua produzione tardiva ticinese sono il ritorno a casa e le fatiche del lavoro. Tipicamente espressionistici sono la distorsione delle forme e l'uso di colori insoliti. Notevoli sono anche i suoi disegni.

Museo civico Villa dei Cedri, Bellinzona Nudo femminile, 1942, disegno a matita, 28 × 66 cm Figure, 1944, disegno a carboncino, 74 × 48 cm

Museo d'arte della Svizzera italiana, Lugano Agno, 1941, olio su tela, 52 × 39 cm Ritorno al crepuscolo, 1942, olio su tavola, 18 × 13 cm Ligornetto, 1943, olio su tela, 65 × 65 cm Disegni a carboncino e a matita

Museo d'arte Mendrisio Conversazione, 1942, disegno a matita, 21 × 15 cm

Note

Bibliografia Pietro Salati: Il pittore Corty. La vicenda umana, l'evoluzione artistica. Tipografia Aurora, Canobbio 1974. Dalmazio Ambrosioni: Jean Corty. Artista europeo. Galleria d'arte La Colomba, Lugano 1987. Gianfranco Bruno: Jean Corty 1907–1946. Galleria d'arte La Colomba, Lugano 1992. Michele Ferrario (curatore): Jean Corty. Museo d'arte Mendrisio, Mendrisio 1998 (Catalogo della mostra, con bibliografia). Gianfranco Bruno: Jean Corty (1907–1946). Un espressionista svizzero. Dipinti e disegni. Galleria Ceribelli Albini, Mailand 2001. Giuseppe Curonici: Jean Corty. 26 disegni. 5 dipinti. Galleria Mosaico, Chiasso 2002. Michele Ferrario (Hrsg.): Jean Corty (1907–1946). Museo Plebano, Agno 2007.

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