San Filippo Neri è un dipinto a olio su tela (224 × 167 cm) realizzato da Giovanni Francesco Barbieri, detto Guercino, intorno al 1652-53 e conservato nel Museo di Stato di San Marino, nella Città di San Marino. Storia Carlo Cesare Malvasia, nella Felsina pittrice, ricorda sotto l'anno 1656 l'esecuzione dell'opera: «[fece] una tavola di S. Filippo Neri per la Repubblica di S. Marino, & altre pitture picciole...».
Nel Libro dei conti Il Libro dei conti è il registro amministrativo compilato dal fratello minore Paolo Antonio Barbieri dal 1629 al 1649, anno della sua morte, e proseguito dai familiari fino al 1666. sono registrati due pagamenti relativi all'opera. Il 17 giugno 1656 Annibale Lolli versò una caparra di 125 ducatoni, equivalenti a 37 scudi mentre il saldo fu corrisposto il 27 giugno 1657, per 95 ducatoni, pari a 118 scudi.
Il dipinto fu commissionato dal sacerdote sammarinese Ascanio Belluzzi (San Marino, 1611 – Roma, 1692) e destinato a San Marino. Collocato nella cappella in seguito legata al Collegio Belluzzi e nota come Oratorio Belluzzi, vi rimase fino agli anni Cinquanta del Novecento, quando entrò nelle raccolte del Museo di Stato.
Belluzzi, sacerdote della Congregazione dell'Oratorio di San Filippo Neri, visse a lungo a Roma, presso la Chiesa Nuova, pur mantenendo stretti rapporti con la famiglia e con la patria sammarinese. Qui ebbe modo di conoscere direttamente la spiritualità filippina e di vedere due celebri raffigurazioni di san Filippo Neri, una di Guido Reni (Chiesa di Santa Maria in Vallicella, Roma) e l'altra di Guercino, entrambe caratterizzate dalla rappresentazione del santo nei semplici abiti sacerdotali.
A San Marino Belluzzi fondò un collegio laicale ispirato all’esperienza della Congregazione dell'Oratorio di San Filippo Neri di Roma, che aveva la propria sede presso Santa Maria in Vallicella. La nuova istituzione disponeva anche di una cappella, per la quale il sacerdote decise di commissionare a Guercino una pala raffigurante san Filippo Neri. Per i rapporti con il pittore si avvalse di Annibale Lolli, che agì da intermediario sia nei pagamenti sia nella trasmissione delle indicazioni relative all'opera. Belluzzi desiderava in particolare che la figura del santo si richiamasse al modello elaborato da Guido Reni. Descrizione San Filippo Neri è raffigurato in ginocchio davanti all'altare, con le braccia aperte e lo sguardo rivolto verso l'alto. Indossa il camice bianco e una pianeta rossa bordata d'oro, che occupa gran parte del centro della composizione. In alto due angeli si affacciano ai lati di una zona luminosa, verso la quale è rivolto lo sguardo del santo; al centro compare la colomba dello Spirito Santo.
Sulla sinistra è visibile soltanto una parte dell'altare, con alcuni gigli bianchi, tradizionale attributo di san Filippo Neri. Il punto di vista è leggermente spostato verso sinistra e la costruzione dello spazio è scandita dal gradino dell'altare, dal margine obliquo del primo piano e dalla colonna che emerge sul fondo a destra. La scena rappresenta il santo durante un momento di preghiera estatica, mantenendo tuttavia un'ambientazione concreta e raccolta.
Stile L'iconografia riprende il celebre San Filippo Neri dipinto da Guido Reni nel 1615, dal quale derivano la posizione inginocchiata del santo, la pianeta rossa, le braccia aperte e lo sguardo rivolto al cielo. Guercino rielabora tuttavia questo modello alla luce delle soluzioni già sperimentate nelle proprie precedenti raffigurazioni del santo. Rispetto alla composizione più raccolta di Reni, la scena assume un carattere maggiormente dinamico e scenografico: la disposizione diagonale degli elementi sposta il punto di osservazione e conduce lo sguardo verso la visione celeste posta al di sopra della figura.
Il dipinto appartiene alla fase tarda dell'attività di Guercino. La luce definisce la figura e ne accompagna il gesto, mentre il contrasto cromatico principale è affidato al rosso intenso della pianeta sul bianco del camice. Alla monumentalità della figura si unisce una descrizione attenta degli elementi concreti dell'ambiente e delle vesti. Il rapporto con il modello reniano rimane quindi soprattutto iconografico, mentre la resa pittorica, gli accordi cromatici e l'organizzazione luministica sono propri della tarda maniera del Guercino. Note
Bibliografia
Collegamenti esterni Museo di Stato di San Marino, sito ufficiale. Guercino. L’era Ludovisi a Roma, Scuderie del Quirinale.
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