è un videogioco action RPG edito dalla Taito nel 2004 per PlayStation 2, sequel di Magic Pengel: The Quest for Color.

Trama Molto tempo fa, il regno fu assediato da un malvagio Diavolo. Questi era stato sigillato da alcuni coraggiosi cavalieri dotati del potere dei Graffiti (noti come "Graffitici"). Pixel si imbatte nel sigillo del Diavolo mentre cerca di evitare i suoi studi; afferrando la bacchetta per graffiti, finisce per infrangere il sigillo. Dopo che un tentativo di Pastel, la guardiana del sigillo, di insegnare a Pixel a usare la bacchetta porta alla liberazione del Diavolo, Pastel incarica Pixel di affrontarlo e di restaurare il regno. Lungo il cammino, il protagonista incontra Tablet, il figlio del Diavolo, che lo aiuta e lo sfida nel corso delle sue avventure. Pixel attraversa i primi mondi, sconfiggendone i boss e recuperando le chiavi necessarie. Mentre è diretto verso Palette, la sorella di Tablet, Pastel viene rapita da un emissario di quest'ultima.

Pixel si fa strada combattendo fino al palazzo di Palette, rinsaldando nel frattempo la sua amicizia con Pastel. Affronta quindi Palette e la sconfigge; tuttavia, Tablet sembra perdere la vita facendosi colpire al posto di Pixel. Determinato a fermare il Diavolo, Pixel combatte all'interno del palazzo di quest'ultimo e lo sconfigge, riducendolo in fin di vita. Tuttavia, Tablet sottrae la bacchetta a Pixel e batte lui stesso il padre, proclamandosi poi il nuovo Diavolo. Pastel consegna a Pixel una bacchetta di riserva (ne custodisce molte altre dentro di sé); Pixel sconfigge Tablet e crea per lui un nuovo corpo. Successivamente, impedisce a Pastel di sigillare nuovamente il Diavolo, azione che avrebbe comportato anche la prigionia della ragazza insieme a lui. Il Diavolo riesce a fuggire ancora una volta, sebbene ormai gravemente indebolito. Pixel accetta di lasciargli il tempo di riprendersi, a patto che il Diavolo si impegni a restaurare il regno al meglio delle sue possibilità. La sequenza finale mostra Palette scatenare il caos in città, prima di essere affrontata da Pixel e Tablet in uno scontro che avviene fuori campo.

Modalità di gioco Come nel predecessore, il giocatore può creare personaggi (noti come "Graffiti Creatures") disegnandone le parti del corpo e assegnando una funzione (come "gamba" o "testa") a ciascuna di esse; tuttavia, sarà possibile personalizzare anche gli attacchi e i movimenti. Man mano che il livello del giocatore aumenta, vengono resi disponibili ulteriori strumenti per la creazione dei mostri, come penne decorative, funzioni per gli arti e una funzione di clonazione delle parti. È possibile ottenere nuovi attacchi e abilità di movimento "catturando" altre creature, il che consente anche di trasformarsi in esse per un breve periodo. Raccogliendo carte rilasciate raramente dai mostri sconfitti, queste vengono aggiunte alla collezione, permettendo trasformazioni illimitate e a piacimento, oltre alla possibilità di personalizzarne l'aspetto e gli attacchi.

La versatilità del sistema di creazione dei mostri ha riscosso un notevole successo, soprattutto in Giappone: molti giocatori hanno creato personaggi dettagliati basati sia su design originali che su quelli tratti da videogiochi, anime e altri media esistenti. È possibile salvare una collezione più ampia in file di salvataggio dedicati, organizzandola all'interno di appositi raccoglitori di carte presenti nel titolo.

Mentre il precedente sistema di combattimento si basava su meccaniche a turni simili al gioco della "morra cinese", Graffiti Kingdom è un platform più orientato all'azione, pur mantenendo alcuni elementi tipici dei GDR, come la possibilità di salire di livello per aumentare la salute e l'energia massime. È possibile acquisire abilità per i mostri, come salti più elevati, per facilitare le fasi platform. Tali abilità e attacchi consumano energia, che si rigenera col passare del tempo.

Personaggi Pixel – Il principe del regno; è testardo, risoluto e leale verso i suoi amici. A differenza degli altri personaggi, egli tende a essere più spensierato e a dare priorità a ciò che conta davvero per lui. Insieme a Pastel, decide di sigillare nuovamente il Diavolo e restaurare la pace. Pastel – Una "boxdog" custode del sigillo del Diavolo. Prende molto sul serio il suo compito e rivolge spesso commenti pungenti a Pixel riguardo alle sue priorità. Alla fine, si scopre che Pastel è un'umana (cosa che aveva sempre sostenuto) e che ha assunto la forma di boxdog proprio per sigillare il Diavolo. Appare cinica e sarcastica, ma tiene profondamente a Pixel. Tablet – Il figlio del Diavolo e "amico" di Pixel. A volte aiuta Pixel fornendogli informazioni sui boss, mentre altre volte lo ostacola costringendolo a partecipare a dei giochi. Considera Pixel il suo rivale ideale e arriva a opporsi al padre e alla sorella pur di ottenere la bacchetta di Pixel. Inizialmente crede che essere un demone significhi dover essere malvagio, ma la sequenza finale mostra che ha superato questa convinzione. Palette – La figlia viziata del Diavolo e sorella di Tablet. Tiene d'occhio Pixel e i suoi progressi verso il palazzo del padre. Finisce per rapire Pastel, con cui un tempo era implicitamente amica, spingendo Pixel a farsi strada combattendo fino al suo palazzo. Viene sconfitta nello scontro che ne segue, ma nel processo sembra sconfiggere Tablet; nella scena finale la si vede combattere contro Pixel e Tablet. Diavolo – La piaga del regno. Anni prima era stato sconfitto da alcuni valorosi cavalieri. Pixel lo libera accidentalmente, permettendogli di trasformare il regno nel suo palazzo distorto. Pixel penetra nel suo santuario interiore e lo sconfigge due volte, finché Tablet non ruba la bacchetta e si rivolta contro il Diavolo. Quest'ultimo riesce poi a fuggire di nuovo, ma viene lasciato andare a patto che riporti il ​​regno alla normalità; promessa che alla fine mantiene.

Accoglienza

Come il gioco precedente, anche Graffiti Kingdom ricevette giudizi "nella media" in base al sito web aggregatore di recensioni Metacritic. Jane Pinckard di 1UP.com, per quanto loda il concetto critica solo la storia andante a rilento e le sequenze animate, queste ultime accompagnate da voci sdolcinate. GameGirl di GamePro lo considera fresco, divertente e innovativo, e decisamente migliore di Magic Pengel. Brian Gee di GameRevolution vorrebbe riconoscere il merito agli sviluppatori per aver tenuto fede a un'idea coraggiosa, ma purtroppo l'hanno poi racchiusa in una struttura d'azione priva di spessore. Per lui "il gameplay, eccessivamente ripetitivo e semplicistico, la fa da padrone, e solo l'editor di mostri impedisce al gioco di esaurire completamente l'inchiostro". Secondo Greg Mueller di GameSpot, il titolo è decisamente divertente per chiunque abbia anche solo una minima scintilla di ambizione creativa, nonostante l'azione poco entusiasmante e la storia breve.

Scrivendo per GameZone, Nick Valentino critica i combattimenti ripetitivi e una trama poco avvincente, ma conclude dicendo che Graffiti Kingdom è uno di quei titoli originali che fanno ben sperare, dimostrando che è lecito allontanarsi dagli schemi consueti. Come sostiene Jim Schaefer del Detroit Free Press: "I giocatori più esperti, attratti da epopee infuocate, potrebbero trovare il sistema di combattimento del titolo un po' fiacco e, alla lunga, noioso; tuttavia, per i giocatori più giovani, saprà sicuramente offrire divertimento". Ed Lewis di IGN afferma che il sistema di creazione dei personaggi è uno strumento straordinario, capace di dar vita a creature tanto folli e grottesche quanto meravigliosamente dettagliate. È proprio questo a rendere ancora più frustrante e deludente il fatto che il resto del gioco offra un'esperienza così semplice e, a tratti, snervante.

Note

Collegamenti esterni

ラクガキ王国2 魔王城の戦い PS2 (2004) TVCM, su YouTube