. Biografia Ambrogio Luvini era figlio del commerciante Antonio Maria Luvini e di Antonia Martina, nata Luvini. Nel 1794 sposò Martina Perseghini, figlia di Giacomo, un ricco spedizioniere di Lugano. Studiò giurisprudenza all'Università di Pavia. Successivamente tornò a Lugano e divenne avvocato e notaio, nonché giudice presso la Corte suprema del Cantone Ticino.

Il «Teatro sociale» di Lugano fu inaugurato il 10 gennaio 1806 con una rappresentazione dell’«Antigone» di Vittorio Alfieri a cura di un gruppo di dilettanti locali sotto la direzione di Ambrogio Luvini.

La sua carriera militare iniziò come ufficiale nel Regno di Sardegna, poi tornò a Lugano e fu capitano delle milizie nel baliaggio di Lugano. Dal 1797 comandò il corpo dei volontari luganesi dei Bianchi, che nel 1798 si oppose ai Cisalpini, e nel 1799 il primo battaglione della spedizione del Cantone di Lugano. Dal 1813 al 1834 comandò, in qualità di generale, le truppe ticinesi.

Come politico fu esponente del centro liberale (l’odierno PLR) e dal 1813 al 1830 fece parte del Gran Consiglio ticinese; in qualità di inviato partecipò alla Dieta federale dal 1814 al 1815, nonché dal 1815 al 1817, dal 1821 al 1829 e dal 1830 al 1837 in qualità di Consigliere di Stato ticinese.

Note

Bibliografia Antonio Gili: I protocolli dei governi provvisori di Lugano (1798–1800). 2010.

Celestino Trezzini: Ambrogio Luvini. In: Historisch-Biographisches Lexikon der Schweiz. Band 4: Liebegg – Mailand. Paul Attinger, Neuenburg 1927, S. 742; (PDF Digitalisat).

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