La basilica di San Pietro, nota anche come San Pietro apostolo o San Pietro dentro le mura (intra moenia), è un edificio di culto cattolico situato a Siracusa, in via San Pietro, nel quartiere Graziella dell'isola di Ortigia.
Storia
Origini La storiografia locale attribuisce la fondazione dell'edificio al vescovo Germano, vissuto a Siracusa nel IV secolo, e la colloca tradizionalmente nel 326, pochi anni dopo l'editto di Milano del 313, che rese lecito il culto cristiano nell'impero. Allo stesso vescovo la tradizione attribuisce la fondazione di altre chiese siracusane delle origini, tra cui San Paolo, San Giovanni Battista e lo Spirito Santo.
L'impianto originario, di forma quadrangolare (circa 14,20 × 13,60 m), sorgeva a margine di un'antica strada greca; presentava abside semicircolare a ovest, ingresso da un vestibolo a est e aula ripartita in tre navate da una doppia fila di archi su coppie di pilastri.
Tipologia Come le altre chiese sorte dopo l'editto di Milano, l'edificio non riprende il modello del tempio greco-romano, inteso come dimora della divinità e spazio riservato, ma quello della basilica civile romana: un edificio pubblico a pianta rettangolare, destinato ad assemblee e attività giudiziarie e commerciali, adatto ad accogliere un gran numero di persone. La scelta riflette la diversa concezione cristiana del culto, incentrata sull'assemblea riunita per l'ascolto delle Scritture e la celebrazione eucaristica anziché sul sacrificio nel recinto sacro.Richard Krautheimer, Architettura paleocristiana e bizantina, Einaudi, 1986.
Età bizantina Tra il VII e l'VIII secolo l'edificio fu ampliato sul lato orientale con l'aggiunta di un nuovo corpo di fabbrica, di un transetto e di una nuova abside, in accordo con la prassi liturgica orientale che prevedeva l'orientamento dell'abside a est; è ipotizzabile in questa fase l'apertura di un nuovo ingresso su uno dei prospetti laterali. Di questo periodo restano tracce di affreschi parietali e frammenti di pavimentazione in cocciopesto.
Età medievale Tra il XIV e il XV secolo l'edificio fu oggetto di una radicale riconfigurazione: l'asse fu ruotato secondo la direzione nord-sud, furono modificate le arcate delle navate ed eliminati due pilastri, fu chiuso un ingresso laterale di epoca sveva sulla parete nord e venne aperto un nuovo portale ogivale in stile gotico aragonese, in asse con un altare collocato in una cappella sul lato meridionale, delimitata da un arco del medesimo stile, ornato da colonnine e fregio vegetale.
Età moderna e decadenza Dopo il terremoto del 1693 la chiesa subì interventi di età barocca: intorno al 1710 la navata centrale fu sopraelevata con l'apertura di quattro finestroni laterali, e le fonti documentarie attestano la presenza di stucchi, affreschi e altari. Tra XVIII e XIX secolo l'edificio perse progressivamente la conformazione originaria, con la privatizzazione di parte dell'endonartece. Dopo la confisca dei beni ecclesiastici del 1865 la decadenza si accentuò; nel 1914 la chiesa fu requisita dall'esercito e adibita a stalla.
Restauri contemporanei I restauri novecenteschi, orientati al recupero di una presunta immagine originaria, alterarono in modo irreversibile la spazialità interna. Negli anni ottanta l'edificio fu destinato a funzioni civili, come auditorio e spazio espositivo. Un intervento di restauro conservativo si è concluso nel 2008; il progetto è stato presentato nel 2010 alla XII Mostra internazionale di architettura della Biennale di Venezia e nel 2013 ha ricevuto l'Italian Heritage Award nella categoria restauro.
Descrizione L'edificio conserva le stratificazioni delle diverse fasi costruttive: frammenti della pavimentazione paleocristiana e del pavimento in cocciopesto di età bizantina, resti di affreschi, capitelli in pietra calcarea e il portale ogivale di età aragonese, elemento oggi più riconoscibile del prospetto.
La basilica è aperta alle visite ed è tornata a essere luogo di culto. La comunità parrocchiale di riferimento, unita a quella di San Paolo Apostolo, vi svolge attività di catechesi, incontri biblici per adulti e percorsi formativi per giovani e adolescenti, tra cui l'iniziativa denominata "Connessione studenti". Alla comunità fanno capo inoltre attività di doposcuola, distribuzione di pasti e sostegno alle persone senza dimora.
Note
Bibliografia Lucia Acerra, Architettura religiosa in Ortigia, Ediprint, 1995. Richard Krautheimer, Architettura paleocristiana e bizantina, Einaudi, 1986.
Voci correlate Ortigia Chiesa del Carmine (Siracusa) Arcidiocesi di Siracusa
Collegamenti esterni
Pietro Categoria:Architetture paleocristiane della Sicilia Categoria:Chiese dedicate a san Pietro