Il palazzo Sylva-Taroucca (in ceco Palác Sylva-Taroucca), noto anche come palazzo Piccolomini, palazzo Nostitz e palazzo Savarin, è un palazzo barocco situato nella Città Nuova di Praga, al numero 10 di Na Příkopě.
L'aspetto attuale dell'edificio deriva dalla grande ricostruzione eseguita tra il 1743 e il 1752 per la famiglia Piccolomini. Il progetto è attribuito a Kilian Ignaz Dientzenhofer; dopo la sua morte, avvenuta nel 1751, i lavori furono completati da Anselmo Lurago.
Il palazzo è tutelato come monumento culturale della Repubblica Ceca.
Storia
Le costruzioni precedenti Sul sito dell'attuale palazzo sorgevano originariamente diversi edifici residenziali, progressivamente unificati e trasformati nel corso dei secoli XVI e XVII.
Nel 1668 la proprietà entrò in possesso della famiglia Piccolomini, che nei decenni successivi acquisì anche gli edifici adiacenti, creando le condizioni per la successiva costruzione di una grande residenza aristocratica.
La ricostruzione barocca Nel 1743 ebbe inizio una radicale ricostruzione del complesso per il principe Ottavio Piccolomini. L'intervento è attribuito a Kilian Ignaz Dientzenhofer e costituisce una delle ultime grandi opere dell'architetto.
Il progetto trasformò le strutture precedenti in un vasto palazzo organizzato intorno a più cortili e dotato, originariamente, di giardino, scuderie e maneggio.
Dopo la morte di Dientzenhofer nel 1751, la direzione dei lavori passò ad Anselmo Lurago, che completò il palazzo nel 1752. A questa fase appartengono anche parte delle sistemazioni interne e del giardino alla francese.
Alla decorazione del palazzo parteciparono importanti artisti dell'ambiente barocco praghese, tra cui lo scultore Ignác František Platzer e il pittore Jan Petr Molitor.
I Nostitz e i Sylva-Taroucca Nel 1766, dopo la morte del proprietario Giovanni Pompeo Piccolomini, il palazzo fu acquistato dal conte Bedřich Mořic z Nostic-Rienecku e passò così alla famiglia Nostitz.
Durante il periodo dei Nostitz furono effettuate diverse modifiche agli interni e alle strutture di servizio. Nell'area dell'antico giardino vennero ampliate le scuderie e realizzato un nuovo edificio destinato a maneggio.
Nel 1885 il palazzo passò ad Arnošt Emanuel Sylva-Taroucca, dal cui casato deriva l'attuale denominazione.
Tra il 1895 e il 1905 alcuni ambienti furono utilizzati per conservare le collezioni del Museo etnografico, mentre altre parti dell'edificio vennero affittate a istituzioni commerciali e bancarie.
XX secolo Nel 1908 Arnošt Sylva-Taroucca vendette il palazzo al comune di Praga.
Nel 1925 l'edificio venne concesso allo Společenský klub, un'importante associazione sociale praghese. Due anni dopo, nell'area dell'antico giardino barocco, venne aperto il celebre Caffè Savarin, dal quale deriva un'altra denominazione tuttora utilizzata per il complesso.
Il caffè prendeva il nome dallo scrittore e gastronomo francese Jean Anthelme Brillat-Savarin.
Dopo il 1948 il palazzo fu utilizzato dallo Stato per diverse funzioni. Nel 1960 vennero effettuati importanti lavori di adattamento degli interni per ospitare una casa centrale della cultura destinata ai lavoratori dell'istruzione, della scienza, della cultura e della stampa.
Architettura
Il palazzo costituisce un vasto complesso edilizio sviluppato in profondità rispetto a Na Příkopě.
La struttura comprende due grandi cortili quadrangolari. Un terzo cortile d'onore si trova nella parte posteriore del complesso, circondato dagli edifici delle antiche scuderie e collegato alla struttura dell'ex maneggio.
Facciata principale La facciata tardo-barocca verso Na Příkopě è simmetrica e articolata su nove assi.
Il centro della composizione è occupato da un monumentale portico formato da quattro coppie di colonne tuscaniche, sulle quali poggia un balcone con balaustra metallica decorata.
Al piano nobile la facciata è scandita da paraste con capitelli ionici. Le tre finestre centrali sono concluse da archi ribassati e sormontate da frontoni segmentali, mentre quelle laterali presentano frontoni triangolari.
Il settore centrale è coronato da un grande timpano triangolare, affiancato da elementi curvilinei e da decorazioni scultoree.
Interni Uno degli elementi più significativi dell'interno è lo scalone monumentale di rappresentanza.
Lo scalone conduce al vestibolo principale ed è decorato con sculture di Ignác František Platzer e con una pittura sul soffitto attribuita a Václav Bernard Ambrož.
Al piano nobile sono conservati diversi saloni con decorazioni in stucco settecentesche.
Le modifiche effettuate tra XIX e XX secolo hanno tuttavia alterato parte della distribuzione originaria degli ambienti.
Scuderie e maneggio La parte posteriore della proprietà comprende l'antico complesso delle scuderie e del maneggio.
Queste strutture furono ampliate soprattutto durante il periodo dei Nostitz e costituivano originariamente una parte funzionale della residenza aristocratica.
Il maneggio, disposto lungo l'asse del complesso verso la via V Cípu, costituisce ancora oggi uno degli elementi architettonici principali dell'area retrostante il palazzo.
Denominazioni Nel corso della sua storia il palazzo è stato conosciuto con diversi nomi, derivati principalmente dalle famiglie che ne furono proprietarie.
Come palazzo Piccolomini è ricordato il periodo della grande ricostruzione barocca del XVIII secolo.
Dopo il 1766 fu noto anche come palazzo Nostitz.
La denominazione palazzo Sylva-Taroucca deriva dalla famiglia che ne divenne proprietaria nel 1885.
Nel XX e XXI secolo si è inoltre diffuso il nome palazzo Savarin, derivato dall'omonimo caffè aperto nel complesso nel 1927.
Note
Voci correlate Kilian Ignaz Dientzenhofer Anselmo Lurago Città Nuova (Praga) Na Příkopě Barocco boemo
Altri progetti
Collegamenti esterni Památkový katalog – Palác Sylva-Taroucca Atlas české architektury – Palác Sylva-Taroucca
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