LEstonia (), nome ufficiale Repubblica d'Estonia (), con capitale Tallinn, è una repubblica parlamentare situata nell'Europa nord-orientale, confinante a est con la Russia e a sud con la Lettonia e bagnata a nord e a ovest dal Mar Baltico. Le coste sono frastagliate e fronteggiate da un arcipelago di circa ottocento isole, la più grande delle quali è l'isola di Saaremaa.
È il più settentrionale dei Paesi baltici, con i quali è spesso accomunata da simili vicende storiche; tuttavia la lingua e la cultura non sono di origine baltica ma ugrofinnica, come la vicina Finlandia.Mensile Geo Ottobre 2011
La superficie totale è pari a , mentre la popolazione totale è di abitanti (circa 29 abitanti per km²Matthew Holehouse The Telegraph, 28 August 2015). È uno Stato membro dell'Unione europea, della NATO e dell'OCSE ed è anche uno dei Paesi firmatari del protocollo di Kyoto. È stata protagonista di una crescita economica dal 2010, grazie alla ripresa della domanda estera e delle esportazioni verso i suoi principali partner commerciali scandinavi, Svezia e Finlandia.
L'Estonia è passata dalla corona estone all'Euro il 1º gennaio 2011, divenendo il diciassettesimo membro dell'eurozona.
Storia
Preistoria La regione è stata popolata a partire dal 10.000 a.C. Le prime presenze umane in Estonia sono legate alla cultura di Kunda. I primi insediamenti si stabilirono nel Mesolitico attorno al fiume Pärnu. La cultura dei Kunda prende il suo nome dal sito dell'insediamento di Lammasmäe, vicino alla città di Kunda nel nord dell'Estonia, che risale all'8500 a.C. Ossa e manufatti in pietra simili a quelli trovati vicino a Lammasmäe sono stati rinvenuti ovunque nel territorio estone, così come in Lettonia, nel nord della Lituania e nel sud della Finlandia. Tra i minerali, la pietra focaia e il quarzo vennero utilizzati nella maggior parte dei casi per fare utensili e armi da taglio e caccia.
Le tribù ugro-finniche e l'Ordine teutonico Il territorio corrispondente all'odierna Estonia è stato per lungo tempo oggetto di dominazioni straniere. Fu abitata fin dall'antichità da tribù di ceppo finnico, che si dimostrarono in grado di imporsi sulle limitrofe tribù slave e sui principati della Rus'. Nel Medioevo (XII-XIII secolo), l'Estonia fu contemporaneamente cristianizzata e portata sotto la dominazione germanico-teutonica: danese nella parte settentrionale e tedesca più a sud, in Livonia.
Dal XVII al XX secolo
Dagli inizi del XVI secolo fino alla grande guerra del nord l'Estonia (come la Finlandia) rimase sotto il dominio dell'Impero svedese, che fu costretta a cederla all'Impero russo con il trattato di Nystad del 1721.
I territori baltici acquisiti dall'Impero russo furono inquadrati nel governatorato della Livonia.
L'impronta generale del Paese, l'ordinamento giudiziario, la religione protestante, le amministrazioni locali e regionali e il sistema educativo rimasero istituzioni di stampo prettamente germanico, fino alla fine del XIX secolo. Nell'Impero svedese il livello d'istruzione della nobiltà tedesca era nella media, ma rispetto alla nobiltà russa il livello era molto superiore, per tale motivo l'impero tendeva ad affidare loro l'amministrazione e anche a reclutarli per altri incarichi.
La situazione dei contadini invece peggiorò, con l'estensione all'Estonia della servitù della gleba, ancora in vigore in Russia.
Il dominio degli zar russi si protrasse fino agli sconvolgimenti provocati dalla prima guerra mondiale e dalla Rivoluzione d'ottobre del 1917.
Vanno menzionati inoltre i molteplici tentativi di cristianizzazione della regione: missionari cattolici erano tipici nel Medioevo, mentre i missionari ortodossi arrivarono in Estonia in tempi "relativamente" più recenti (1750/1800 circa).
La Dichiarazione di indipendenza del 1918 e la guerra del 1918-1920
A seguito della caduta dell'Impero russo gli estoni colsero l'occasione per affermare la loro identità nazionale, risorta nel corso dell'Ottocento e dichiararono l'indipendenza il 24 febbraio 1918.
L'indipendenza estone non fu riconosciuta subito dall'Impero tedesco, che a partire dall'ottobre del 1917 cominciò a occupare militarmente il territorio estone. L'occupazione militare si esaurì nel marzo del 1918, in seguito al trattato di pace Brest-Litovsk tra la Russia bolscevica e gli imperi centrali. I bolscevichi, nel vuoto di potere lasciato dai tedeschi, invasero l'Estonia. Ne scaturì una sanguinosa guerra tra estoni, aiutati dagli Stati occidentali, e russi.
La guerra d'indipendenza estone (1918-1920) si concluse con la firma trattato di Tartu che segnava i confini tra Unione Sovietica e Repubblica d'Estonia. Il nuovo Stato estone venne riconosciuto il 2 febbraio 1920. Entrò a fare parte della Società delle Nazioni nel 1921.
Gli anni dell'indipendenza
Gli anni dell'indipendenza furono un momento positivo per diversi aspetti, sia economici sia culturali, che gli estoni rimpiangeranno durante il periodo post-bellico, di occupazione sovietica.
Nel periodo dell'indipendenza era attivo a Tallinn un Istituto Italiano di Cultura che per un periodo fu diretto dal giornalista Indro Montanelli.
Era del silenzio Sul piano politico il timore di una sovversione bolscevica spinse il governo a destra. Fin dal 1918 Konstantin Päts aveva proposto una forma di unione personale tra Finlandia ed Estonia, allora appena resisi indipendenti dalla Russia. Nel 1922 compì la prima visita ufficiale all'estero di un primo ministro estone, in Finlandia.
Nel 1934 Päts, capo del governo insieme con Johan Laidoner, capo dell'esercito, assunsero il potere violando la costituzione.
Iniziò così la cosiddetta Era del Silenzio, una forma di autoritarismo presidenziale di destra molto vicino alla dittatura, senza mai assumerne la forma, in cui il presidente Pats si dichiarò: Protettore dello Stato contro la minaccia dei militanti di estrema destra chiamati Vaps. Questo periodo si protrasse per alcuni storici fino al 1938, mentre per altri fino alla seconda guerra mondialeStoria dei Paesi Baltici - Ralph Tuchtenhagen - Ed. il Mulino.
L'occupazione sovietica del 1940 e quella nazista nella seconda guerra mondiale (1941-1944)
Occupazione sovietica 1940 Prima della seconda guerra mondiale, nell'agosto 1939, la Germania nazista e l'Unione Sovietica stipularono un accordo di non aggressione, il patto Molotov-Ribbentrop, il quale conteneva un protocollo segreto col quale Germania ed URSS si dividevano la Polonia, la Finlandia e i Paesi baltici. Poco dopo l'Unione Sovietica occupò e si annetté unilateralmente il Paese e, per questo atto, venne espulsa dalla Società delle Nazioni. Gli Stati Uniti d'America, con la dichiarazione di Welles (23 luglio 1941), notificarono all'Unione Sovietica che essi non avrebbero mai riconosciuto come legittima tale annessione. Infine, con elezioni a lista unica e sotto intimidazioni i bolscevichi-stalinisti trasformarono il Paese nella Repubblica Socialista Sovietica EstoneR. Tuchtenhaghen, Storia dei paesi baltici. Coloro che non avevano la prova del voto stampata sul proprio passaporto rischiavano di essere uccisi.The Times, 19 agosto 1940.Time magazine, 19 Aug. 1940 at Time magazine on Monday, 19 Aug. 1940 Gli estoni dissidenti iniziarono a essere deportati. Questa prima occupazione sovietica influì profondamente sulla successiva scelta di molti estoni di allearsi a fianco dei tedeschi, come atto di resistenza ai sovietici.R. Tuchtenhagen. Storia dei paesi baltici. il Mulino
Invasione tedesca e "soluzione finale"
In seguito all'operazione Barbarossa, nel 1941 e fino al 1944, la Germania nazista occupò i Paesi baltici. I tedeschi vennero accolti dalla resistenza estone come dei possibili liberatori dall'occupazione sovietica; quindi gli estoni su una popolazione di appena un milione di abitanti, fornirono 100 000 soldati, inquadrati in tutti gli eserciti tedeschi. Altri si allearono nell'esercito di resistenza della FinlandiaLa Commissione di Stato Estone sull'Analisi delle Politiche di Repressione , p. 29 contro l'Armata Rossa sovietica.
In realtà i piani nazisti, delineati nel cosiddetto Generalplan Ost sotto l'impulso dei professori Konrad Meyer-Hetling e Walter Christaller e fortemente sostenuti dall'apparato delle SS di Heinrich Himmler, negavano il ritorno all'indipendenza estone e prevedevano la germanizzazione forzata dell'Estonia e di tutti i Paesi baltici: il territorio sarebbe stato destinato alla colonizzazione tedesca e le popolazioni autoctone "non germanizzabili" deportate nell'estM. Mazower, L'impero di Hitler, pp. 222-226. Inoltre anche in Estonia venne messo in atto il processo di annientamento della popolazione locale ebraica; con la collaborazione di elementi antisemiti baltici, le organizzazioni di distruzione tedesche (Einsatzgruppen) sterminarono i 2 000 ebrei estoni entro la fine del 1941 e Reinhard Heydrich poté definire l'Estonia, nel documento riassuntivo della Conferenza di Wannsee del 20 gennaio 1942, il primo Paese europeo judenfrei ("libero da ebrei")E. Collotti, La soluzione finale, pp. 107-108..
Altri estoni combatterono invece contro il Nazismo. Nell'offensiva del Baltico del 1944, nelle file dell'Armata Rossa combatté l'8º Corpo d'armata estone comandato dal generale Pern e furono queste truppe a entrare a Tallinn il 22 settembre 1944J. Erickson, The road to Berlin, p. 416..
La rioccupazione sovietica e la perdita dell'indipendenza (1944) A guerra finita l'Estonia, fortemente indebolita, non riuscì più a ritrovare la propria indipendenza e fu rioccupata diventando parte dell'Unione Sovietica, la quale sostenne che il patto Molotov-Ribbentrop, per l'annessione,
I tentativi di Resistenza estone: i Fratelli della foresta
Fra i Fratelli della foresta, un movimento di resistenza anti-sovietica che aveva agito durante la seconda guerra mondiale, si distinse la figura di Alfons Rebane, pluridecorato militare estone, ufficiale della 20. Waffen-Grenadier-Division der SS Estland e uno degli artefici del movimento di resistenza ai soviet. I Fratelli della foresta furono attivi anche durante il periodo post-bellico di occupazione sovietica. Nel 1950, durante la guerra fredda, una commissione del Congresso degli Stati Uniti d'America definì le divisioni Waffen-SS estoni, che avevano combattuto accanitamente a fianco dell'esercito tedesco sul fronte orientale fino a Berlino, "distinte dalle SS" e "non ostili" alla politica perseguita dal governo statunitense; ciò per cercare di giustificare pubblicamente l'appoggio dato a forze anti-regime sovietico neo-naziste.
La russificazione forzata e la spersonalizzazione della cultura estone
Stalin proseguì nella politica di "russificazione" del territorio e di deportazione dei dissidenti estoni in Siberia.La Commissione di Stato dell'Estonia sull'Analisi delle politiche sovietiche di repressione , p. 30 I sovietici imposero una sistematica politica di spersonalizzazione del popolo estone: ogni manifestazione esteriore dell'identità culturale estone venne proibita (per esempio indossare abbigliamento con i colori nazionali era fuori legge), il patrimonio artistico e tutto ciò che poteva ricordare altre culture, specie se tedesca, fu depauperato.
L'azione sovietica
I danni materiali causati dalla fine della seconda guerra mondiale, aggravati dalla conseguente occupazione sovietica, rallentarono la crescita economica estone nel dopoguerra, creando come risultato un enorme divario nella ricchezza rispetto alle vicine Finlandia e Svezia. A partire dal 1991, con la restaurazione dell'indipendenza, l'economia dell'Estonia ha registrato una decisa ripresa, rallentata solo dalla crisi globale del 2008.