La Palazzina di Marfisa d'Este è un palazzo storico di Ferrara, tra i migliori esempi cittadini di residenza signorile del XVI secolo.

Storia

Venne costruita a partire dal 1559 come parte di un vasto complesso di edifici in un'area adibita in parte a giardini. Questo complesso, proprietà di Francesco d'Este, passò in eredità alla figlia Marfisa, sposata prima con Alfonsino d'Este e poi con Alderano Cybo-Malaspina. Marfisa visse qui fino alla sua morte, rifiutandosi di lasciare la città anche dopo la devoluzione di Ferrara allo Stato Pontificio, quando la famiglia estense si trasferì a Modena.

Alla scomparsa di Marfisa la palazzina divenne sede dell'amministrazione Cybo fino alla metà del XVIII secolo; da allora cominciò un lento degrado dell'immobile, destinato per un secolo e mezzo a usi impropri.

Dopo l'acquisto nel 1861 da parte del Comune - il quale, tra i vari usi, pensò anche di collocarvi, senza concludere tale intenzione, la Scuola speciale degli Ingegneri - tra il 1910 e il 1915 la palazzina venne restaurata e anni dopo, nel 1938, divenne sede museale..

Descrizione L'interno è decorato da affreschi sui soffitti riconducibili alla bottega del Filippi; soprattutto le grottesche sono di notevole inventiva e raffinatezza. Il mobilio risale al XVI e XVII secolo ed è in parte ferrarese, in parte proveniente da acquisti sul mercato antiquario. Gli affreschi furono in parte rifatti durante i restauri del XX secolo, ad opera di Giuseppe Mazzolani prima ed Errico Giberti, Luigi Guerresi ed Augusto Pagliarini poi..

Sala delle Imprese (o Sala Rossa) All'interno di questo ambiente si trova uno splendido soffitto a grottesche attribuito a Bastianino che contiene, fra le altre figure, molte imprese di Francesco d'Este. Inoltre sono qui conservate alcune medaglie e monete riconducibili a Francesco d'Este. Sulla parete è visibile il ritratto Alfonso I d'Este, padre di Francesco. Il dipinto è di autore ignoto della metà del XVI secolo e proviene dalla collezione di Donà delle Rose di Venezia.Palazzina Marfisa d'Este, 1996, pp. 250-251.

Loggetta dei Ritratti Anticamente aperto verso il giardino, questo ambiente è dominato da un'elegante decorazione a grottesche, nella quale sono inclusi due ovali con i ritratti delle figlie di Francesco d'Este, Marfisa e Bradamante d'Este, ancora bambine. In una parete è esposto il presunto Ritratto di Marfisa d'Este, copia novecentesca di Mario Capuzzo da un originale conservato a Mantova.

Sala di Fetonte In questa sala le decorazioni originali sono andate completamente perdute. Una parete è occupata da un elegante lavabo in pietra scolpita del Cinquecento; nella sala sono esposti diversi esempi di ceramica ferrarese. Al centro del soffitto una tela raffigurante Apollo che guida il carro del sole erroneamente interpretato come il carro di Fetonte che precipita nelle acque dell'Eridano. Il dipinto riprende in parte un affresco del Primaticcio che si conserva a Mantova a palazzo Te.

Sala dei Banchetti Presenta l'arredamento tipico di una sala da pranzo. Sulle pareti si trovano scene di una Battaglia delle Amazzoni entro sontuose cornici alla sansovina intagliate e dorate. Il soffitto è il più complesso dell'intera palazzina, con vari scomparti divisi da motivi vegetali e contenenti le imprese di Francesco d'Este e scene delle Metamorfosi di Ovidio.

Studiolo Arredato con importanti mobili dei secoli XVI e XVII; sopra una porta si trova il Ritratto di Licia Martinengo di autore ignoto databile alla seconda metà del XVI secolo. Nella sala è esposta una mandola della seconda metà del XVIII secolo. Il soffitto ligneo, acquistato sul mercato antiquario, proviene da una residenza veneta della famiglia Donà.Palazzina Marfisa d'Este, 1996, pp. 248-250.

Sala Grande L'elegante soffitto culmina al centro con un padiglione sostenuto da putti. Alle pareti due grandi credenze da sacrestia del XVII secolo. Al centro della sala sono esposti alcuni esempi di ceramiche antiche provenienti da diverse aree geografiche.

Sala del Camino Dominata da un camino monumentale del XVI secolo, di ambito dei Lombardi. Sulle pareti si notano un pregevole Ritratto di gentiluomo della fine del XVI sec. e l'arazzo fiammingo Giuditta decapita Oloferne, del sec. XVII. Fra i mobili, notevoli il cassone veneto in noce lumeggiato in oro e soprattutto uno stipo toscano del Cinquecento a forma di studiolo, con cassettini e piccole sculture. Su una credenza si trova il busto classico dell'imperatore Lucio Vero fanciullo.

Sala degli Armadi La sala prende il nome da un armadio di area veneta che presenta alcune parti originali del XVI secolo.Palazzina Marfisa d'Este, 1996, p. 281. In questa sala vi è conservato l'originale del Putto di Giuseppe Virgili lì posto in maniera precauzionale dopo il restauro del 1998,. lasciando disadorna la fontana sino al 2006 quando fu messa in posa una copia della statua. Completano il percorso museale alcune foto storiche della palazzina e un filmato dell'Istituto Luce che documenta l'inaugurazione del museo avvenuta il 22 giugno 1938.

Loggia e giardino

Nel giardino è stato collocata una vera da pozzo quattrocentesca, in parte restaurata, che presenta ai lati le imprese della famiglia d'Este.

Attraverso ciò che resta del grande giardino, si raggiunge la Loggia, affrescata a finto pergolato, anticamente usata come sede di concerti e piccoli spettacoli. Un'antica tradizione ipotizza che qui possa essere stata rappresentata per la prima volta l'Aminta di Torquato Tasso.Palazzina Marfisa d'Este, 1996, p. 78.

Riguardo alla Fontana, costruita durante i massivi lavori di restauro alla fine degli Trenta del Novecento rimase disadorna sino al 1951, anno in cui venne deciso di porvi il Putto del 1935 di Giuseppe Virgili acquistato il 30 gennaio dello stesso anno dall'Amministrazione comunale di Ferrara, successivamente ad una delibera, decidendone la collocazione nel successivo dicembre. Necessitante di restauro già negli anni Novanta, fu soggetto di interventi nel 1998 grazie al finanziamento del Lions Club Ferrara Host sotto la direzione dei Civici Musei Arte Antica di Ferrara.Indicazioni tecniche sul restauro in Civici Musei Arte Antica - Ferrara, Dalle Chiese alle Delizie - un percorso di restauro, VIII Edizione del Salone dell'arte del Restauro e della Conservazione dei Beni Culturali e Ambientali, Ferrara-Fiere, 29 marzo - 1 aprile 2001, pp. 2, 15; Lions Club Ferrara Host, 50 anni di lionismo 1956-2006, Distretto 108Tb, Ferrara, 2006, pp. 72, 80 e a p. 99 l'indicazione della conferenza del 16/3/1999 in onore dello scultore, relatore Ottorino Bacilieri. Nel 2006, grazie all'impegno del Garden Club di Ferrara, venne realizzata una copia, ad opera di Maurizio Bonora, scultore ferrarese allievo di Virgili, da porre sulla fontana rimasta disadorna dato che l'originale venne posto, dopo il restauro, prima nella Sala di Fetonte e successivamente nella Sala degli Armadi: contestualmente fu attuata la riqualificazione della fontana con il restauro della struttura, il ripristino delle aiuole e quello degli impianti idrico ed elettrico. Solo nel giugno 2015, a cura degli Eredi di Virgili, venne infine posta la targa in onore dell'autore e dell'opera.

Note

Bibliografia

Per le integrazioni bibliografiche a tale volume, si veda AA. VV. Palazzina di Marfisa d'Este a Ferrara - Studi e catalogo, (Corbo editore, Ferrara, 1996) in Lucio Scardino, Estro e accanimento - Inediti scritti d'arte (1980-1996), Liberty house, Ferrara, 1997, pp. 31-32.

Ripubblicato in Independently published, 2025, ISBN 979-8317232856.

Voci correlate Corso della Giovecca

Altri progetti

Collegamenti esterni

Marfisa Categoria:Musei di Ferrara Categoria:Architetture rinascimentali di Ferrara Categoria:Architetture estensi Categoria:Residenze degli Este