Origine Era il figlio maschio secondogenito del Maggiordomo di palazzo di Neustria e Burgundia, poi anche di Austrasia Fredegarii scholastici chronicum continuatum, Pars tertia, auctore anonymo austraso, CXVI ed infine re di tutti i Franchi, Pipino il Breve (che era figlio del Maggiordomo di palazzo di Austrasia e in seguito maggiordomo di palazzo di tutti i regni dei Franchi, Fredegarii scholastici chronicum continuatum, Pars secunda, auctore anonymo austraso, CVII Carlo Martello) e della moglie Bertrada di Laon, figlia del conte Cariberto di Laon (ca. 695 -ca. 750) e di Bertrada di Colonia. Quindi era il fratello minore di Carlo Magno.
Biografia Nell'estate del 754, assieme al fratello maggiore Carlo, ricevette il titolo di "Patrizio dei romani" (cioè protettori di Roma) dal papa Stefano II e, durante la Messa a Parigi, dallo stesso Stefano II fu unto erede del regno dei Franchi, assieme a tutta la famiglia Rerum Gallicarum et Francicarum Scriptores, tomus tertius: Annales Francorum Ludovici Dufour, p. 707 dopo che il padre era stato unto re dei Franchi.
Nel 756 la richiesta di aiuto del papa era rivolta oltre che a Pipino e Carlo anche a Carlomanno.
Nel 762, assieme al fratello Carlo, fu al seguito del padre, Pipino, quando, entrato in Aquitania, Monumenta Germanica Historica, tomus primus: Annalium Petavianorum continuatio, p. 11 pose l'assedio a Bituricam (l'attuale Bourges) Fredegarii scholastici chronicum continuatum, Pars quarta, auctore anonymo, CXXVI e la conquistò, Annales Regni Francorum, anno 762 permettendo a tutti i difensori inviati da Waifer che erano stati catturati di tornare alle proprie terre, mentre Bitorica ricostruita venne occupata dai Franchi.
Nel 768 il padre Pipino si recò in Aquitania con la regina Annales Regni Francorum, anno 768 ed i due figli, Carlo e Carlomanno, Fredegarii scholastici chronicum continuatum, Pars quarta, auctore anonymo, CXXXIV per portare a termine la guerra contro il duca d'Aquitania, Waifer, che venne sconfitto catturato e ucciso. Fredegarii scholastici chronicum continuatum, Pars quarta, auctore anonymo, CXXXV
Sempre in quello stesso anno, Carlomanno, con la madre, Berta, e il fratello, Carlo, seguirono il re Pipino, ormai ammalato e febbricitante, Fredegarii scholastici chronicum continuatum, Pars quarta, auctore anonymo, CXXXVI che lasciata l'Aquitania ritornò a Parigi a Saint-Denis dove, constatato che la sua vita era giunta al termine, col consenso dei notabili e dei vescovi dei Franchi, divise il regno tra i figli: a Carlo, il maggiore, andarono l'Austrasia e a Carlomanno la Burgundia, la Provenza, la Gotia, l'Alsazia e L'Alemannia, mentre l'Aquitania, appena conquistata, fu divisa tra i due: Carlo ebbe l'Austrasia, gran parte della Neustria e la metà nord-occidentale dell'Aquitania (ossia il nord e l'Occidente della Francia più la bassa valle del Reno); Carlomanno ebbe la Borgogna, la Provenza, la Gotia, l'Alsazia, l'Alamagna, e la parte sud-orientale dell'Aquitania (cioè il sud e l'Oriente della Francia più l'alta valle del Reno).
Secondo il biografo di corte, il monaco Eginardo (775-840), Carlo Magno ricevette la parte del regno che era stata di suo padre, Pipino, mentre a Carlomanno toccò la parte di regno che era stata dello zio Carlomanno. Monumenta Germanica Historica, tomus secundus: Einhardi vita Karoli Magni, p. 445, Carlomanno e il fratello, Carlo, furono unti e incoronati re nello stesso giorno di ottobre Fredegarii scholastici chronicum continuatum, Pars quarta, auctore anonymo, CXXXVII rispettivamente a Saxonis (l'attuale Soissons) e a Noviomem (l'attuale Noyon).
Nel 769 Carlomanno sposò Gerberga, una nobile franca, che alcuni storici accreditano come figlia del re dei Longobardi, Desiderio.Probabilmente Gerberga è accreditata come figlia di Desiderio per il fatto che, nel 772, dopo che i figli erano stati spodestati da Carlo Magno, trovò rifugio alla corte del re Desiderio e poi, dopo la vittoria dei Franchi, nel 773, si rifugiò nella fortezza di Verona assieme ad Adelchi, che pare che messo sotto assedio dai Franchi, consegnasse Gerberga e i due figli a Carlo, che chiuse i due bimbi in convento, mentre di Gerberga non si hanno più notizie.
Siccome sembra accertato che il fratello maggiore Carlo fosse nato prima del matrimonio dei suoi genitori, Carlomanno forse riteneva Carlo alla stregua di un illegittimo; comunque sia i due fratelli non si trovarono mai d'accordo, mentre la loro madre, Berta, vedova dal 768, continuò nella sua opera di consigliera dei figli.
Quando Hunaldo II d'Aquitania, nel 769, si era ribellato a Carlo, secondo gli Annales Sangallenses Baluzii fu affrontato in Vasconia e sconfitto da Carlo Magno, Monumenta Germanica Historica, tomus I: Annales Sangallenses Baluzii, p. 63 poiché Carlomanno si era rifiutato di aiutarlo a domare la rivolta aquitana (secondo gli Einhardi Fuldensis Annales invece Carlomanno cooperò con Carlo e insieme catturarono Hunaldo II Monumenta Germanica Historica, tomus I: Einhardi Fuldensis Annales, pag. 348).
Secondo gli Einhardi Annales Hunaldo II si rifugiò in Guascogna, presso il nonno (padre di sua madre) e nello stesso tempo prozio (zio di suo padre), Lupo II di Guascogna, che venne, a sua volta, attaccato da Carlo Magno. Hunaldo allora venne consegnato, con la moglie, a Carlomanno, dopo che Lupo II si era riconosciuto suo vassallo.
Carlomanno trascorse la fine del 769 e i primi mesi del 770, a Salocca (l'attuale Seltz), con la madre, Bertrada, Monumenta Germanica Historica, tomus primus: Annales Laurissenses, p. 148 che poi si recò in Italia, da dove rientrò con una delle figlie del re Desiderio, Desiderata, per darla in moglie al figlio Carlo. Monumenta Germanica Historica, tomus primus: Einhardi Fuldensis Annalis, p. 348 Anche in occasione di questo matrimonio, Carlomanno diede il suo sostegno al papa Stefano III, che si era preoccupato parecchio per la scelta delle alleanze di Carlo.
In pochi mesi però il partito longobardo a Roma prese il sopravvento, tanto che il papa inviò una lettera a Carlo dove aveva parole di elogio per il re longobardo, e Carlomanno si trovò isolato e antagonista del papa. Comunque, sempre secondo Eginardo, fu Carlomanno a nutrire difficoltà nel mantenere la concordia col fratello e addirittura pare che Carlomanno avesse preso in considerazione una guerra contro Carlo; secondo Eginardo la prova di tutto questo si può desumere dal fatto che, dopo la sua morte, la moglie, i figli e diversi notabili della sua corte si recarono in Italia per avere la protezione del re dei Longobardi, Desiderio.
La morte di Carlomanno, sempre secondo Eginardo, avvenne a seguito di una malattia, dopo poco più di due anni di regno. Avvenne a Salmontiaco e fu improvvisa (4 dicembre 771) e chiacchierata, e pur avendo degli eredi, in particolare il figlio maschio maggiore, Pipino, la metà del regno posseduta da Carlomanno, dopo una ristretta riunione di nobili, andò a Carlo, che fu proclamato successoreIl figlio di Carlomanno, Pipino vantava indiscutibili diritti di successione, ma la forza ebbe la meglio sul diritto, disprezzato, in questo caso da Carlo. del fratello per cui ebbe il potere su tutto il regno dei Franchi, senza spargimento di sangue.
Carlomanno venne inumato nella chiesa abbaziale di Saint-Remi, a Reims. Nel corso del XIII secolo il sepolcro fu trasferito a Parigi, nella Basilica di Saint-Denis.
Discendenti Carlomanno da Gerberga ebbe due figli: Pipino (ca. 770-?), fu chiuso in un monastero dallo zio Carlo. Secondogenito (non si conosce il nome, ca. 771-?), fu chiuso in un monastero dallo zio Carlo.
Ascendenza
Note
Bibliografia Fonti primarie Fredegario, FREDEGARII SCHOLASTICI CHRONICUM CUM SUIS CONTINUATORIBUS, SIVE APPENDIX AD SANCTI GREGORII EPISCOPI TURONENSIS HISTORIAM FRANCORUM. Annales Xantenses. Monumenta Germanica Historica, tomus secundus. Monumenta Germanica Historica, tomus primus. Rerum Gallicarum et Francicarum Scriptores, tomus tertius. ANNALES REGNI FRANCORUM.
Letteratura storiografica G. L. Burr, "La rivoluzione carolingia e l'intervento franco in Italia", cap. XI, vol. II (L'espansione islamica e la nascita dell'Europa feudale) della Storia del Mondo Medievale, pp. 336–357. Gerhard Seeliger, "Conquiste e incoronazione a imperatore di Carlo magno", cap. XII, vol. II (L'espansione islamica e la nascita dell'Europa feudale) della Storia del Mondo Medievale, pp. 358–396. Gerhard Seeliger, "Legislazione e governo di Carlo magno", cap. XIV, vol. II (L'espansione islamica e la nascita dell'Europa feudale) della Storia del Mondo Medievale, pp. 422–455. F. J. Foakes-Jackson, "Il papato fino a Carlo magno", cap. XV, vol. II (L'espansione islamica e la nascita dell'Europa feudale) della Storia del Mondo Medievale, pp. 456–476.
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