La Betica o Hispania Baetica fu una delle province romane in cui venne suddiviso il territorio della penisola iberica (Hispania) a partire dalla riforma augustea del 27 a.C. Il nome fa riferimento al fiume Guadalquivir, che i Romani chiamavano Baetis.
Statuto
La provincia comprendeva la parte meridionale della penisola, in corrispondenza con l'attuale Andalusia, con capitale Corduba (nome ufficiale Colonia Iulia Patricia Corduba, l'attuale Cordova). Fu inserita tra le province senatorie e venne governata da un propretore.
Storia Inizio della conquista romana (218-206 a.C.)
La seconda guerra punica tra Cartagine e Roma venne provocata dalla disputa tra le due potenze su chi dovesse controllare Sagunto, una città costiera ellenizzata e alleata dei Romani. Dopo una grande tensione nel governo cittadino culminante nell'assassinio dei sostenitori di Cartagine, Annibale cinse d'assedio la città di Sagunto nel 218 a.C. La città chiese aiuto ai Romani, ma i Romani non mossero un dito per aiutarli. In seguito a un prolungato assedio e una battaglia sanguinosa in cui Annibale stesso venne ferito e l'esercito praticamente distrutto, i Cartaginesi si impossessarono della città.; ; .
I Cartaginesi provarono a difendere il loro operato e quello di Annibale, adducendo come scusa che nel trattato precedente dopo la prima guerra punica non si faceva alcun cenno all'Iberia e quindi all'Ebro,. ma Sagunto era considerata alleata ed amica del popolo romano.. La guerra fu inevitabile,.. solo che come scrive Polibio, la guerra non si svolse in Iberia [come auspicavano i Romani] ma proprio alle porte di Roma e lungo tutta l'Italia.. Era la fine del 219 a.C. e iniziava la seconda guerra punica...
In seguito (218 a.C.) i Romani inviarono in Spagna i due fratelli Scipioni, Gneo e Publio, i quali avevano deciso di dividere tra loro l'esercito, in modo che Gneo comandasse la guerra per terra e Publio per mare (216 a.C.).. Seguirono due anni di continui scontri tra Romani e Cartaginesi per il predominio della penisola iberica (battaglia di Cissa, del fiume Ebro e di dertosa).
E mentre continuava la logorante guerra in Italia, la campagna in Spagna aveva assunto un ruolo sempre più importante. La Hispania Ulterior si sarebbe ribellata ai Romani nel 214 a.C., se Gneo e suo fratello Publio Cornelio Scipione (padre del più famoso Scipione l'africano), non avessero oltrepassato l'Ebro, per incoraggiare gli animi incerti.. I Romani inizialmente posero il loro accampamento presso Castrum Album (Alicante), famosa località per una cocente sconfitta rimediata in passato da Amilcare il Grande.. La rocca era fortificata. In essa i Romani vi avevano posto importanti riserve di grano, tuttavia erano stati sorpresi dalla cavalleria nemica e 2.000 di loro erano stati uccisi. Fu così che si erano ritirati, accampandosi presso il "monte della Vittoria". Qui giunsero i due Scipioni con l'esercito al gran completo. Contemporaneamente Asdrubale Giscone con un esercito completo si posizionò al di là del fiume, di fronte all'accampamento romano.. Livio racconta che Publio, partito per un giro d'ispezione, venne sorpreso da un contingente nemico, che lo costrinse a rifugiarsi su un'altura e, se non fosse stato per il pronto intervento del fratello Gneo, sarebbe stato pesantemente sconfitto.. In questo stesso periodo Castulo, che aveva dato i natali alla moglie di Annibale, passò dalla parte dei Romani. Intanto i Cartaginesi si apprestarono ad assediare Iliturgi, dove si trovava un presidio romano dall'anno precedente. Si racconta che Gneo Scipione, partito in soccorso dei suoi con una legione, passò in mezzo a due accampamenti nemici, facendone grande strage e riuscendo a penetrare all'interno di Iliturgi; il giorno seguente ci fu una nuova battaglia, al termine della quale rimasero uccisi ben 12.000 nemici. Vennero inoltre fatti prigionieri più di mille uomini e vennero sottratte 36 insegne nemiche.. Così i Cartaginesi si ritirarono da Iliturgi e si recarono a Bigerra (forse l'odierna Bogarra), nel territorio degli Oretani, anch'essa alleata dei Romani. E anche questa volta l'intervento di Gneo Scipione pose fine all'assedio senza dover combattere.. I Cartaginesi, dopo questo ennesimo scontro, preferirono trasferire i propri accampamenti nei pressi di Munda (l'odierna Montilla) ed i Romani li seguirono fino nella Hispania Baetica. Anche in questa occasione scoppiò una nuova battaglia che durò per quattro ore circa. L'esito finale rimase incerto anche poiché Gneo rimase ferito al femore e i Romani preferirono ritirarsi..
I-II secolo Nel I secolo Vespasiano accordò il diritto latino a tutti i municipi della penisola iberica e creò un'assemblea provinciale per la Betica, che si riuniva una volta all'anno, per celebrare il culto imperiale e discutere dell'amministrazione della provincia.
La Betica restò ai margini dei disordini politici e delle prime invasioni barbariche, ma fu interessata nel 180 dall'invasione dei Mauri in rivolta, che avevano attraversato lo stretto di Gibilterra e devastarono la provincia, sprovvista di truppe come tutte le province senatorie. Il legato Aufidio Vittorino vi riportò l'ordine.
Le invasioni del V secolo
Nel 409, la prima invasione dei Vandali, degli Suebi e degli Alani sconvolse la penisola e i territori ispanici vennero divisi tra gli invasori per sorteggio:
La Betica venne attribuita ai Vandali Silingi, ma questi vennero annientati nel 417 dai Visigoti di re Vallia al soldo imperiale, che restituirono la provincia di Betica all'Impero, e annientarono anche gli Alani in Cartaginense e in Lusitania; gli sconfitti si riunirono quindi ai Vandali Asdingi in Galizia.Idazio, anni 417-418: «Vallia, re dei Goti, agendo a nome dell'impero romano, fece grandi massacri dei barbari in Spagna. Gli Alani, che dominavano i Vandali e gli Svevi, furono quasi completamente sterminati dai Goti. I rimanenti, deceduto il loro re Atace, scordarono persino il nome del loro regno, e si misero sotto la protezione di Gunderico, re dei Vandali, che si era stabilito in Galizia.»
Grazie a questi successi, le province ispaniche della Lusitania, della Cartaginense e della Betica tornarono sotto il controllo romano,. ma il problema ispanico non si era tuttavia ancora risolto, anche perché dopo la sconfitta, Vandali Silingi e Alani si coalizzarono con i Vandali Asdingi, il cui re, Gunderico, divenne re dei Vandali e Alani. Costanzo richiamò i Visigoti in Aquitania: era sufficientemente soddisfatto del risultato delle campagne militari, essendo tutta la Spagna tornata in mano imperiale a parte la provincia periferica della Galizia, provincia il cui possesso era rinunciabile a causa della sua bassa produttività.. La diocesi di Spagna riprese per qualche tempo a funzionare come in precedenza e per difendere i territori riconquistati dai barbari residui in Galizia fu creato per l'occasione l'esercito di campo della Spagna, attestato per la prima volta dalla Notitia Dignitatum, databile al 420 circa. Nel frattempo, i Visigoti furono stanziati in Gallia Aquitania come foederati, ricevendo terre nella valle della Garonna. L'Aquitania sembra sia stata scelta da Costanzo come terra dove far insediare i foederati Visigoti per la sua posizione strategica: infatti era vicina sia dalla Spagna, dove rimanevano da annientare i Vandali Asdingi e gli Svevi, sia dal Nord della Gallia, dove forse Costanzo intendeva impiegare i Visigoti per combattere i ribelli separatisti Bagaudi nell'Armorica..
Nel frattempo la nuova coalizione vandalo-alana tentò di espandersi in Galizia a danni degli Svevi (419), costringendo i Romani a intervenire nel 420: l'attacco romano, condotto dal comes Asterio, non portò però all'annientamento dei Vandali, ma li spinse piuttosto in Betica.Idazio, anno 420: «Asterio, conte di Spagna, interviene costringendo i Vandali a levare il loro assedio agli Svevi. Il vicario Maurocello ne uccise un gran numero a Braga durante la loro ritirata. Abbandonando la Galizia, passarono in Betica.» Lungi dall'essere vittoriosa, fu quindi disastrosa in quanto spinse involontariamente i Vandali ad invadere la Betica mettendo a forte repentaglio i risultati positivi delle campagne di riconquista di Vallia: a differenza della periferica e poco importante provincia della Galizia, infatti, la perdita della Betica avrebbe costituito un forte danno per lo stato romano a causa della sua posizione centrale nella diocesi di Spagna.. In compenso Asterio riuscì a catturare l'usurpatore Massimo, che aveva per la seconda volta tentato di usurpare il trono, ricevendo come premio il titolo di patrizio (421/422).. I massimi vertici dell'Impero, comunque, si resero conto della necessità di annientare i Vandali nella Betica e nel 422 fu organizzata una nuova spedizione sotto il comando del generale Castino per annientarli definitivamente: a questa spedizione avrebbe dovuto prendere parte anche il comes Africae Bonifacio, con le sue truppe africane, ma i due litigarono e di conseguenza Bonifacio rifiutò di partecipare alla spedizione; il generale Castino si scontrò in battaglia contro di essi con un esercito rinforzato da foederati visigoti, ma, forse grazie a un presunto tradimento dei Visigoti, fu da essi sconfitto:Secondo Idazio, la sconfitta fu dovuta a un presunto tradimento dei Visigoti, ma bisogna ricordare che Idazio odiava profondamente i Visigoti, cosicché la sua testimonianza è ritenuta poco attendibile da Heather, che attribuisce le cause della sconfitta al valore della coalizione vandalo-alana. Cfr. .
Nel 425 i Vandali costruirono una flotta e invasero le Baleari e nel 428 conquistarono i porti di Siviglia e di Cartagena.Idazio, anno 425: «I Vandali saccheggiano le isole Baleari, distruggono Cartagena e Siviglia, devastano la Spagna e invadono la Mauritania.» Nel 429 i Vandali e gli Alani, condotti dal re Genserico, invasero l'Africa settentrionale.
Sembra che in seguito all'invasione vandalica dell'Africa, Ezio ristabilì il controllo romano in tutta la Spagna tranne in Galizia, ma con l'ascesa di re Rechila gli Svevi stanziati in Galizia, approfittando della scarsità di truppe romane in Spagna, conquistarono tra il 439 e il 441 la Betica, la Lusitania e la Cartaginense:
Nel 446, però, Ezio, nel tentativo di recuperare la Betica e la Cartaginense, inviò un esercito in Hispania sotto il comando del generale Vito, ma questi fu sconfitto da Rechila, che riuscì in questo modo a mantenere il possesso di gran parte della Spagna.Idazio, anno 446.