I bronzetti sardi o nuragici (brunzitu sardu nuragicu o nuraghesu / nuraxesu in lingua sarda) sono statue miniaturistiche in bronzo tipiche della civiltà nuragica (Sardegna).
Furono realizzate tra la fase finale dell'età del bronzo e l'età del ferro e la loro funzione era quella di ex voto.
Ritrovamenti
Durante gli scavi archeologici sono stati ritrovati più di cinquecento bronzetti, soprattutto presso i luoghi di sepoltura e di culto come tombe dei giganti, pozzi sacri e templi (megara) nonché nei villaggi e nei nuraghi.
Numerosi bronzetti sardi sono state scoperti anche in scavi effettuati nell'Italia centrale (Lazio settentrionale e Toscana), nelle tombe villanoviane del IX secolo a.C.
Datazione Si è pensato per lungo tempo che fossero state realizzate tra il IX secolo a.C. e il VI secolo a.C., ma alcuni ritrovamenti di frammenti risalenti al XIII secolo a.C., a Orroli e Ballao, hanno permesso di datare ad un'epoca anteriore la loro realizzazione.
L'archeologo Ralph A. Gonzalez data le statuette più antiche, come quelle in stile Uta, al periodo tra il XII e il VI secolo a.C.
Materiali Le statuette sono state sottoposte a sofisticate analisi che hanno stabilito la loro composizione. La base metallica è prevalentemente il bronzo, una lega costituita principalmente da rame che include quote minori di stagno e piombo. Inoltre, sono state identificate anche tracce di altri elementi, tra cui argento e arsenico, in alcuni esemplari.
È interessante notare che il rame utilizzato per la produzione del bronzo per questi manufatti non proviene da un'unica fonte locale. Sebbene una parte significativa sia stata estratta nella Sardegna sud-occidentale, con la miniera di Sa Duchessa, nell'Iglesiente, ritenuta la candidata più probabile per la fornitura sarda, le relazioni commerciali erano molto più estese. Il metallo, infatti, arrivava anche da aree remote come la valle di Alcúdia e il distretto di Linares, entrambe situate nell'attuale Spagna.
Tecnica di scultura
Misuranti fino a 35-40 cm e ottenuti con la tecnica della cera persa, ritraggono persone di varie classi sociali, guerrieri, capi tribù, divinità, animali ma anche oggetti della vita quotidiana delle popolazioni protosarde come vasi, armi in miniatura e carri o modelli di nuraghe. I soggetti rappresentati sono altresì importanti anche per le implicazioni culturali che ne scaturiscono. Per esempio le rappresentazioni di cane col collare, carro a due ruote, vagonetto a quattro ruote con coperchio o l'arciere che cavalca in piedi.
Tra le statuette spiccano per quantità e per raffinatezza le navi (cosiddette navicelle nuragiche), che formano il più grande numero di copie in scala di vere e proprie barche antiche, sia in confronto alle popolazioni della stessa epoca che degli altri periodi, a dimostrazione della grande familiarità delle popolazioni nuragiche con il mare e la navigazione.
Nelle varie sculture, secondo alcuni studiosi, si possono distinguere tre diversi stili: stile mediterraneo, stile Uta, stile Abini-Teti.
Non è ancora stato verificato se questi stili siano contemporanei fra loro o se si siano succeduti uno dopo l'altro nel tempo.
Principali musei
Le più belle collezioni si possono ammirare nel Museo archeologico nazionale di Cagliari, nel museo nazionale archeologico ed etnografico G. A. Sanna di Sassari, e nei musei di Nuoro e Oristano oltre che nei musei locali dove si trovano i principali siti archeologici dell'Isola.
Numerosi esemplari sono stati ceduti al tempo degli scavi a collezioni private e a musei italiani ed esteri e si trovano in città quali Torino, Roma (museo nazionale preistorico etnografico Luigi Pigorini, museo nazionale etrusco di Villa Giulia), Firenze, Crotone (museo archeologico nazionale di Crotone) Londra (British Museum), New York e Los Angeles (Getty Museum). Al momento non è stato ancora effettuato un censimento delle opere degli antichi sardi presenti nei musei esteri.
Diversi sono anche i casi di bronzi sardi messi all'asta da famose case come Sotheby's o Christie's.
Galleria d'immagini
Note
Bibliografia AA.VV., La civiltà in Sardegna nei secoli, Torino, Edizioni ERI. Casula F.C., La storia di Sardegna, Sassari, 1994. Foddai L., Sculture zoomorfe. Studi sulla bronzistica figurata nuragica, Cargeghe, 2008. Lilliu, G. La civiltà dei Sardi dal neolitico all'età dei nuraghi, Torino, Edizioni ERI, 1967. Lilliu G. Sculture della Sardegna nuragica, Verona, 1962. M.Perra, F.Lo Schiavo, O. Fonzo, N. Garnier, P. Marinval, "La Tomba di Giganti del nuraghe Arrubiu di Orroli (CA)", "Rivista di Scienze Preistoriche - LXV - 2015, 87-116, Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria".
Voci correlate
Civiltà nuragica
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