La gazzella di Cuvier (Gazella cuvieri ), nota anche come edmi o gazzella dell'Atlante, è una specie di mammifero artiodattilo appartenente alla famiglia dei Bovidi e alla tribù degli Antilopini. Endemica dell'Africa nord-occidentale, vive in Marocco, Algeria e Tunisia, dove occupa principalmente rilievi montuosi e collinari, altopiani, steppe semiaride, macchie mediterranee e foreste aperte. È una delle poche specie di gazzella strettamente associate agli ambienti montani e può spingersi dalle basse quote fino a oltre 2000 m di altitudine.
La specie prende il nome dallo zoologo francese Frédéric Cuvier.
Descrizione
La gazzella di Cuvier è una gazzella di medie dimensioni e di costituzione relativamente robusta. La lunghezza testa-corpo è generalmente di circa 95-105 cm, cui si aggiungono 15-20 cm di coda, mentre l'altezza al garrese è di circa 60-69 cm. I maschi pesano normalmente 20-35 kg e le femmine 15-20 kg; in popolazioni allevate a fini conservazionistici sono stati registrati valori medi di circa 34 kg nei maschi adulti e 26 kg nelle femmine.
È una delle specie più scure del genere Gazella. Il mantello delle parti superiori varia dal grigio-bruno al fulvo-bruno, con tonalità generalmente più intense sul dorso e sul collo. Le parti ventrali sono bianche e sono separate dai fianchi da una larga fascia bruno scura o quasi nera. Anche lo specchio della groppa è bianco e la coda presenta una marcata colorazione nerastra.
Il capo mostra un caratteristico disegno facciale costituito da bande scure che decorrono dagli occhi verso il muso, alternate a strisce più chiare. Una macchia scura può essere presente sul dorso del naso.
Le corna sono presenti in entrambi i sessi. Nei maschi sono robuste, fortemente anellate per gran parte della loro lunghezza, leggermente ricurve all'indietro e quindi rivolte verso l'alto e l'interno; misurano generalmente 25-37 cm. Nelle femmine sono più sottili e meno fortemente anellate e raggiungono in genere circa 20-30 cm.
Il colore relativamente scuro del mantello è stato interpretato come coerente con l'utilizzo di ambienti mediterranei boscosi e montani, assai diversi dai deserti sabbiosi frequentati dalla più pallida gazzella bianca (Gazella leptoceros).
Tassonomia
La specie fu descritta scientificamente dallo zoologo irlandese William Ogilby nel 1841 con il nome di Antilope cuvieri. L'olotipo, conservato presso il Natural History Museum di Londra con il numero BMNH Mamm.1853.8.29.97, proviene da «Mogadore», l'odierna Essaouira in Marocco.
Il nome specifico cuvieri rende omaggio allo zoologo francese Frédéric Cuvier, fratello minore di Georges Cuvier.
Nel corso della storia tassonomica la specie è stata indicata anche con altri nomi, tra cui Antilope corinna, Gazella vera e Gazella kevella. Il Mammal Diversity Database considera questi nomi sinonimi di G. cuvieri.
La posizione filogenetica della gazzella di Cuvier è particolarmente vicina a quella della gazzella bianca (Gazella leptoceros) e della gazzella delle sabbie (Gazella marica). Studi molecolari basati su marcatori mitocondriali e nucleari hanno ripetutamente identificato queste specie come appartenenti allo stesso clade.
Uno studio pubblicato nel 2017, basato su 327 campioni provenienti dall'Africa nord-occidentale, non rilevò una chiara differenziazione genetica tra G. cuvieri e le popolazioni algerine tradizionalmente attribuite a G. leptoceros loderi. Gli autori proposero pertanto di considerare queste popolazioni come ecotipi, rispettivamente montano e deserticolo, di una stessa specie. I due gruppi risultavano tuttavia nettamente differenti dal punto di vista morfologico ed ecologico: G. cuvieri è più scura ed è legata prevalentemente a rilievi e vegetazione arbustiva o forestale, mentre G. leptoceros è chiara e associata soprattutto ai deserti sabbiosi.
Questa proposta non è stata generalmente adottata nelle classificazioni successive. Il Mammal Diversity Database continua a riconoscere Gazella cuvieri e Gazella leptoceros come specie distinte.
Distribuzione e habitat
La gazzella di Cuvier è endemica del Maghreb. Secondo il Mammal Diversity Database, la distribuzione attuale comprende il Marocco, l'Algeria settentrionale e la Tunisia; non sono invece note segnalazioni affidabili dalla Libia.
L'areale è fortemente frammentato. In Marocco le popolazioni principali sono concentrate nell'Anti Atlante, nel bacino inferiore del Draa, lungo i rilievi che delimitano il Sahara atlantico e, più localmente, nel Medio e nell'Alto Atlante. In Algeria la specie sopravvive in numerosi settori dell'Atlante Telliano, degli altopiani e dell'Atlante Sahariano, dall'area di Tébessa a est fino a Tlemcen e alle regioni occidentali prossime al confine marocchino. In Tunisia occupa soprattutto i rilievi della Dorsale tunisina e alcune aree protette dell'interno.
La specie è tradizionalmente associata ai rilievi montuosi e collinari, ma possiede una notevole plasticità ecologica. Frequenta foreste mediterranee aperte di Pinus halepensis, Tetraclinis articulata, Quercus ilex, Quercus suber, ginepri e, localmente, cedro dell'Atlante, così come macchia e gariga, steppe a Stipa tenacissima e Artemisia herba-alba, altopiani rocciosi e ambienti predesertici.
Nel Marocco meridionale raggiunge ambienti decisamente sahariani, in particolare lungo rilievi, gole e wadi nei quali sopravvive una vegetazione arborea e arbustiva più sviluppata rispetto alle pianure circostanti. Qui la specie può vivere in regioni con precipitazioni estremamente irregolari e condizioni di forte aridità.
Popolazioni sono state segnalate da quote prossime al livello del mare fino a circa 2600 m, sebbene la maggior parte viva a quote intermedie in territori accidentati.
Studi condotti nel Marocco nord-occidentale hanno evidenziato una preferenza per gli ambienti boschivi durante l'alimentazione. In una riserva in cui vive insieme alla gazzella dorcade (Gazella dorcas) e alla gazzella dama (Nanger dama), G. cuvieri utilizzava prevalentemente il bosco, mentre le altre due specie si alimentavano soprattutto negli arbusteti e nelle praterie. Durante l'estate tutte e tre ampliavano tuttavia la gamma degli habitat utilizzati in risposta alla diminuzione delle risorse alimentari.
Biologia La gazzella di Cuvier vive prevalentemente in piccoli gruppi, generalmente composti da circa tre-sei individui. La struttura sociale varia nel corso dell'anno e comprende femmine con giovani, maschi territoriali solitari e gruppi di giovani maschi.
Durante il periodo riproduttivo, che si concentra soprattutto in autunno e all'inizio dell'inverno, i maschi adulti formano gruppi riproduttivi costituiti normalmente da un maschio e diverse femmine con la loro prole dell'anno precedente. I giovani maschi vengono allontanati dai gruppi familiari e possono formare gruppi di scapoli.
Gli animali sono particolarmente attivi nelle ore più fresche del mattino e del tardo pomeriggio. Nei periodi più caldi possono trascorrere parte del giorno riposando tra la vegetazione o all'ombra delle rocce. Il terreno accidentato offre sia riparo sia vie di fuga e la specie è particolarmente agile sui pendii rocciosi.
Alimentazione La gazzella di Cuvier è un erbivoro selettivo che combina brucatura e pascolo, ma numerosi studi indicano una predominanza della prima, soprattutto negli ambienti aridi.
Nelle regioni mediterranee consuma foglie e germogli di alberi e arbusti, oltre a erbe e piante erbacee. La composizione della dieta varia marcatamente con la stagione e con la disponibilità locale della vegetazione.
Uno studio pubblicato nel 2023 sulla popolazione del Sahara atlantico marocchino ha identificato almeno 18 specie vegetali appartenenti a 15 famiglie nella dieta. Le risorse più importanti erano le acacie, soprattutto Vachellia tortilis e Vachellia flava, integrate da arbusti e piante erbacee annuali quali Anastatica hierochuntica.
Le acacie assumono un'importanza particolare durante le siccità prolungate, poiché gli alberi e gli arbusti dei canaloni e delle vallate conservano risorse alimentari anche quando la vegetazione erbacea è quasi completamente scomparsa. La specie è quindi in grado di mantenere popolazioni sedentarie persino in ambienti iperaridi, purché siano disponibili rilievi con vegetazione legnosa.
Riproduzione Il sistema riproduttivo è poliginico. In natura il periodo degli accoppiamenti cade soprattutto in autunno e all'inizio dell'inverno e la maggior parte delle nascite avviene in primavera. Nelle popolazioni allevate sono stati osservati anche un secondo periodo di concepimento in primavera e un conseguente picco minore di nascite in autunno.
La gestazione dura circa cinque mesi e mezzo, approssimativamente 160-170 giorni. Poco prima del parto la femmina tende ad allontanarsi dal gruppo e cerca un luogo appartato e protetto.
Una caratteristica relativamente insolita tra le gazzelle è l'elevata frequenza dei parti gemellari. Nelle popolazioni studiate in cattività i gemelli costituiscono fino a circa il 39% delle nascite. Le femmine raggiungono la maturità sessuale relativamente presto, intorno agli 8–9 mesi in condizioni di allevamento, mentre i maschi possono essere fertili a circa 12-13 mesi.
Conservazione La Lista rossa IUCN classifica la gazzella di Cuvier come vulnerabile (VU). La valutazione globale di riferimento stima una popolazione complessiva di circa 2360-4560 individui, concentrata soprattutto in Marocco e suddivisa in numerose sottopopolazioni isolate. Questa stima, pur risalendo alla valutazione del 2016 e quindi soggetta a notevole incertezza, continua a essere quella maggiormente utilizzata nella letteratura recente.
La specie era in passato molto più diffusa nel Maghreb, ma nel corso del XX secolo ha subito una forte contrazione dell'areale e una notevole frammentazione delle popolazioni. Le principali cause del declino sono state la caccia e il bracconaggio, cui si sono aggiunte la trasformazione dei territori in coltivi e pascoli, la degradazione degli habitat, la costruzione di infrastrutture e l'aumento del disturbo antropico.
Un'indagine condotta tra il 2012 e il 2014 ha confermato la presenza della specie in almeno 13 province dell'Algeria, ma in molti settori l'areale si è notevolmente contratto.
Uno studio pubblicato nel 2026 nella regione di Saida, nell'Algeria nord-occidentale, ha mostrato a scala locale che la presenza delle gazzelle era favorita dalla distanza dalle strade asfaltate e dagli insediamenti umani, dalla disponibilità di alimento e da una moderata accessibilità del territorio. L'intensa attività umana rappresentava invece uno dei principali fattori negativi. Gli autori hanno indicato come prioritarie la protezione della connettività tra gli habitat e l'estensione dei corridoi ecologici.
La crescente pressione del bestiame sulle risorse vegetali rappresenta inoltre una potenziale minaccia nelle regioni desertiche. Nel Sahara atlantico, in particolare, la conservazione delle acacie e degli altri alberi dei wadi è considerata essenziale per permettere alla specie di superare i prolungati periodi di siccità.
La gazzella di Cuvier è inclusa nell'Appendice I della CITES e nell'Appendice I della Convenzione di Bonn (CMS).
Allevamento e reintroduzioni
La specie è oggetto di un importante programma di conservazione ex situ. Nel 1975 presso l'Estación Experimental de Zonas Áridas di Almería, in Spagna, fu avviata una popolazione riproduttiva a partire da soli quattro fondatori provenienti dal Marocco. Una femmina appartenente a una nuova linea di sangue fu aggiunta nel 1986.
Nonostante il numero estremamente ridotto dei fondatori, una gestione accurata degli accoppiamenti ha consentito di mantenere una popolazione vitale e di fornire animali per programmi di reintroduzione.