Biografia

Figlio dell'avvocato conte Francesco Saverio Mancini, 7º marchese di Fusignano e di Maria Grazia Riola, studiò presso il Seminario di Ariano, poi all'Università degli Studi di Napoli Federico II. Nel 1840 sposò Laura Beatrice Oliva ed ebbe undici figli, tra i quali Francesco Eugenio, ufficiale dei bersaglieri, Angelo, Grazia, Leonora, Rosa e Flora.

Nella sua attività di avvocato, assistette tra gli altri Giuseppe Garibaldi per la causa di annullamento del suo secondo matrimonio, con la marchesa Giuseppina Raimondi.

Alla concessione dello statuto da parte di Ferdinando II, il 27 gennaio del 1848, il Mancini iniziò a pubblicare il giornale politico Riscatto italiano. In conseguenza di un articolo dello stesso giornale ebbe un colloquio con il re che incise sulla decisione di inviare parte dell'esercito in Lombardia per la prima guerra di indipendenza.

Dopo la dura repressione avvenuta il 15 maggio e l'abrogazione dello statuto da parte del Re, Mancini stese questa fiera protesta (che fu sottoscritta da 54 deputati del Parlamento napoletano):

Riparato a Torino, dopo l'unificazione fu parlamentare, autore di un'importante relazione sulle immunità parlamentariV. Regno d'Italia, Camera dei deputati, Doc. n. 2ter della sessione 1869-'70 (seconda della X legislatura): Relazione a firma Pasquale Stanislao Mancini, presentata alla Camera dei Deputati, nella seduta del 30 luglio 1870 («Sull'interpretazione dell'art.45 dello Statuto costituzionale del Regno», redatta su mandato della Commissione composta dai deputati Sanminiatelli, Mancini P.S., Sineo, Regnoli, Villa Tommaso, Spantigati e Greco-Cassia), citata in G. Buonomo, Lo scudo di cartone, Rubbettino, 2015, ISBN 9788849844405, p. 106.. Fu più volte Ministro della pubblica istruzione del Regno d'Italia. Da Ministro di grazia e giustizia fu assertore della scienza statistica e nel suo utilizzo nella conoscenza dei dati giudiziariGiovanna Tosatti, I MAGISTRATI NEI GABINETTI GOVERNATIVI IN ETÀ LIBERALE, Studi Storici, Anno 51, No. 4, la Magistratura italiana tra età liberale e fascismo (OTTOBRE-DICEMBRE 2010), pp. 848.. Da Ministro degli affari esteri si impegnò a favore dell'espansione coloniale italiana in AfricaTeobaldo, Filesi. "RISVOLTI ANTICIPATORI DELLA CONFERENZA DI BERLINO: UN CURIOSO CARTEGGIO (aprile-maggio 1884)." Africa: Rivista trimestrale di studi e documentazione dell'Istituto italiano per l'Africa e l'Oriente, Sep 1, 1984, Issue. 3, p391-415, 25p. e contribuì alla ratifica del primo trattato della Triplice Alleanza (1882), all'interno del quale fece aggiungere la postilla conosciuta convenzionalmente con il suo nome. Declinò nel 1882 l'offerta britannica di un intervento congiunto in Egitto, per stroncare la rivolta di Orabi PasciàA. Del Boca, Gli italiani in Africa Orientale, Vol. I.

Da giurista si impegnò per l'abolizione della pena di morte, poi attuata con il Codice Penale approvato nel 1889Lacche, Luigi. n.d. "Un Code Pénal Pour l'Unité Italienne: le code Zanardelli (1889) - La Genèse, le Débat, le Projet Juridique." Seqüência; Estudos Jurídicos e Políticos, vol. 35, no. 68 (Jun 2014), p. 37..

Fu il primo presidente dell'Istituto di diritto internazionale, fondazione internazionale che ottenne il Premio Nobel per la pace nel 1904Mills, Alex. "The Private History of International Law." The International and Comparative Law Quarterly, Jan 1, 2006, Vol. 55, No. 1 (Jan 2006), p. 1. e che contribuì a numerose codificazioniPICCINELLI G. PASQUALE STANISLAO MANCINI E LA CODIFICAZIONE EGIZIANA (1875–1883). Oriente Moderno, 1/1/1990, Vol. 9 (70), Issue 1/6, p. 59-79..

Contributo alla scienza del diritto

Oltre a fondamentali contributi alla teoria del liberalismo nel diritto costituzionale (sulla libertà di stampa), amministrativoIn occasione della discussione alla Camera dei deputati sul disegno di legge per l'abolizione del contenzioso amministrativo, affermò: «Confondere per istituto negli stessi uffici la qualità di giudice e di parte rimarrà sempre l'estremo ed il più ardito degli assurdi, a cui mente umana possa spingersi nell'opera del civile ordinamento» (intervento citato in A. SALANDRA, La giustizia amministrativa nei governi liberi, Torino, 1904, 334)., civile (sull'abolizione della prigionia per debiti) ed ecclesiastico (sul concordato)Ferrari, A. (2010). CIVIL RELIGION IN ITALY: A "MISSION IMPOSSIBLE"? The George Washington International Law Review, 41(4), 839-859. Retrieved from http://search.proquest.com/docview/863491095?accountid=25299., ha avuto un ruolo determinante nella prima elaborazione della disciplina del diritto internazionale privato italiano, la cui ratio consiste - a suo modo di vedere - nella ricerca di principi in base ai quali si può decidere, agevolmente, quale legislazione debba applicarsi a ciascuna specie di rapporti di diritto.

I tre fondamentali criteri, da lui indicati, per attuare la scelta della legislazione applicabile sono: il criterio della nazionalità (riferito alla disciplina dei rapporti di famiglia, della condizione delle persone e delle successioni)Giuseppe, Tucci. 2011. "Il matrimonio dello straniero in Italia nella tradizione della nostra codificazione civile. Da Pasquale Stanislao Mancini al 'Pacchetto Sicurezza." Rivista di diritto privato, 2011, 16-2., il criterio di libertà (per la disciplina delle fattispecie per le quali il legislatore non ha interesse a introdurre con proprie leggi limitazioni alla libertà dello straniero) ed il criterio di sovranità (assoggettamento dello straniero alle leggi penali, di ordine pubblico e di diritto pubblico dello Stato).

Il concetto di nazione Il 22 gennaio 1851 nella lezione introduttiva del corso di Diritto internazionale dell'Università degli Studi di Torino pronuncia la prolusione accademica Della nazionalità come fondamento del diritto delle genti, cioè il diritto internazionale che regola i rapporti tra le nazioniVincenzo Orioles, Plurilinguisme: modèles interprétatifs, terminologie et retombées institutionnelles, Revue française de linguistique appliquée 2004/2 (Vol. IX), pp. 11-30.. Per Mancini la nazione è un soggetto necessario e originario, che non è mai stato creato, non ha avuto un inizio e non avrà una fine; le nazioni costituiscono una dimensione naturale e necessaria della storia umana, la cui vitalità storica dipende tuttavia dalla loro libertà e indipendenza. Non è stata creata su un patto tra gli uomini (origine contrattualistica della nazione). La nazione è sempre esistita, magari anche solo nella coscienza degli uomini; è una componente necessaria, gli uomini ne hanno bisogno.

Mancini però aggiunge che, se è vero che la nazione vive indipendentemente dalle scelte degli uomini, è anche vero che una nazione – per vivere come entità storicamente vitale e dinamica – ha bisogno di leggi e di governo, ha bisogno di agire come un corpo politicoLa sua attenzione per la scienza politica è confermata dal merito che egli riconosce a Niccolò Machiavelli, di averla liberata dal "giogo teologico": P.S. Mancini, Della dottrina politica del Machiavelli (Torino: Lampato, Barieri, 1852), citato in Giorgini, Giovanni. Five Hundred Years of Italian Scholarship on Machiavelli's Prince, The Review of Politics, Jan 1, 2013, Vol. 75, No. 4 (Fall 2013), p. 625-640.; sono gli uomini che la compongono a darle leggi e istituzioni, consentendole di avere un corpo politico sovrano. La nazione esiste in natura ma come corpo inerte e inanimato, quindi ha bisogno di leggi e istituzioni: le leggi rappresentano la voce della nazione, le istituzioni ne sono gli arti. L'uomo non crea e non distrugge una nazione ma è solo grazie al suo intervento che la nazione si dota di leggi e istituzioni, così da affermarsi come soggetto storicamente dinamico. Per Mancini la nazione non è un mero aggregato di fattori naturali e storici bensì un corpo politico che possiede un governo, una volontà giuridica e leggi proprie. Senza la conquista, attraverso lo Stato, dell'unità e dell'indipendenza, la nazione rischia di restare un corpo inanimato, una realtà naturale e, come tale, inestirpabile ma privo di vitalità storica.

Opere

Della nazionalità come fondamento del dritto delle genti, 1851. https://www.omeka.unito.it/omeka/files/original/e20adb831520f41af065de901399dd11.pdf

Processo per diffamazione contro il giornale Il Fischietto tribunale correzionale di Torino, Genova 1855. Per l'abolizione della pena di morte, Torino 1865. Diritto internazionale: prelezioni con un saggio sul Machiavelli, Napoli 1873. Sommi lineamenti di una storia ideale della penalità, Roma 1874. Della vocazione del nostro secolo per la riforma e la codificazione del diritto delle genti, e per l'ordinamento di una giustizia internazionale, Roma 1874. Enciclopedia giuridica italiana, Milano, 1884–1892. Discorsi parlamentari, Roma 1893–1897. Impressioni di un viaggio campestre, Napoli, 1836 (poesie). Articoli per la rivista Le Ore solitarie (Napoli, 1838 - 1847). Articoli per i giornali L'Indipendente e L'Eco della Libertà (Napoli, 1848). Incerti voli, 1904 (poesie giovanili, postumo). Senza amore, 1904 (poesie, postumo).

Intitolazioni La biblioteca civica di Ariano Irpino è a lui intitolata, così come un liceo scientifico in Avellino e una scuola media nella stessa Ariano Irpino.

Onorificenze

Note

Bibliografia Rinaldis, Bartolomeo de, Su la vita e le opere di Pasquale Stanislao Mancini: ministro guardasigilli nel regno d'Italia. n.p.: Stabilimento tipografico dell'Unione, 1876. Mancini, Pasquale Stanislao. Discorsi parlamentari di Pasquale Stanislao Mancini. (a cura di Giovanni Zucconi e di Giustino Fortunato): Roma, Tip. della Camera dei deputati, 1893-97. Autori Vari, Pasquale Stanislao Mancini. L'uomo, lo studioso, il politico, Atti del Convegno, Istituto Suor Orsola Benincasa, Ariano Irpino, 11-13 novembre 1988, introduzione di Giovanni Spadolini, Napoli, Guida, 1991. Stasi, Daniele, Liberalismo e idea di nazione in Pasquale Stanislao Mancini, Soveria Mannelli, Rubbettino 2019.

Voci correlate Biblioteca civica Pasquale Stanislao Mancini Codice civile sabaudo Dichiarazione Mancini Diritto internazionale privato Mancini (famiglia) Pena di morte in Italia

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