Il trattato di Vienna fu un accordo firmato a Vienna da Italia e Austria il 3 ottobre 1866, con il quale veniva dichiarata chiusa la terza guerra di indipendenza.

In base all'accordo di pace, l'Impero austriaco avrebbe ceduto il Veneto, il Friuli e la provincia di Mantova (ultimi territori rimasti del Regno Lombardo-VenetoLa Lombardia era stata ceduta al Regno di Sardegna con la pace di Zurigo del 1859 ) alla Francia, che a sua volta li avrebbe poi trasferiti al Regno d'Italia, previo il consenso degli abitanti dei territori interessati, tramite un plebiscito.

I diplomatici italiani tentarono durante i negoziati del trattato di ottenere anche il Trentino fino a Salorno, fallendo però nel tentativo: difatti gli austriaci si attennero al testo dell'armistizio di Cormons che fissava come frontiera tra i due Stati l'ex-confine amministrativo tra Lombardo-Veneto e terre ereditarie. Simili tentativi non vennero neanche tentati per l'Istria o Trieste, considerati etnicamente misti.

Il trattato fu firmato dal generale italiano Luigi Federico Menabrea e dal suo omologo francese, Emmanuel Félix de Wimpffen. Il plebiscito delle province venete e quello di Mantova si svolse il 21 e 22 ottobre 1866.

Note

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