La città di Roma, dalle origini a oggi, è sempre stata scenario di numerosi interventi urbanistici ed architettonici. Negli anni sono stati costruiti e frequentati centinaia di teatri, alcuni ancora operanti altri no, alcuni distrutti ed altri che hanno subito un cambio di destinazione d'uso, regalando alla capitale una vasta offerta teatrale.

Roma antica

In Roma antica la costruzione dei teatri poteva avvenire solo per motivi legati alla religione e al culto degli dei. Allo stesso modo anche i ludi teatrali, anfiteatrali (nella fattispecie le lotte tra i gladiatori, le naumachie, gli spettacoli con fiere e belve) e circensi (detti anche ludi plebei: corse di cavalli, parate e processioni) coincidevano con le festività religiose. Per lungo tempo non si eressero teatri stabili per il timore che ciò portasse a comportamenti devianti rispetto alla morale cittadina. Grazie ai resoconti di alcuni storici come Livio, Tacito e Plinio si hanno notizie, seppur frammentarie, di alcuni stabili costruiti in legno in Campo Marzio o nei pressi del tempio di Apollo (Teatro ad Apollonis) o ancora nei pressi del Palatino (Teatro di Longino e Messala). Di alcuni anfiteatri lignei non si conosce invece bene l'ubicazione.

Teatri

Teatro di Pompeo, costruito tra il 61 ed il 55 a.C. ed oggi scomparso. Si trovava nella zona attualmente occupata dal Monte della Farina, tra Campo de' Fiori e la basilica di Sant'Andrea della Valle; Teatro di Marcello, costruito a più riprese tra il 46 ed il 13 a.C. per volere di Gaio Giulio Cesare prima e di Augusto poi, smette di funzionare come teatro nel IV secolo; Teatro di Balbo, voluto da Lucio Cornelio Balbo, costruito nel 13 a.C. e di cui oggi rimangono pochi resti nel perimetro stradario formato da via delle Botteghe Oscure, via Caetani e via Delfini tra il rione Pigna ed il rione Sant'Angelo; Odeon di Domiziano, voluto dall'omonimo imperatore, costruito tra il 92 e il 96 d.C., era situato accanto allo Stadio di Domiziano, attuale Piazza Navona, e vi si tenevano spettacoli musicali.

Altri edifici di intrattenimento Oltre ai teatri propriamente detti, nella Roma antica era possibile assistere ad altre forme di spettacolo come le naumachie o le lotte tra gladiatori o, ancora, le corse tra i cavalli in differenti tipologie di edificio, assimilabili architettonicamente, per alcune caratteristiche comuni, ai teatri. Sebbene tali manifestazioni non rientrino propriamente nella storia del teatro, sono per certi versi invece importanti per definire la storia dello spettacolo nelle sue diverse forme, fornendo un quadro d'insieme sulla latinità dal punto di vista dell'urbanistica legata al ludo.

Anfiteatri

Anfiteatro di Statilio Tauro, primo anfiteatro di Roma costruito in muratura e risalente al 29 a.C., oggi distrutto; Anfiteatro Flavio, più famoso col nome di Colosseo, oggi saltuariamente utilizzato per rappresentazioni teatrali; Anfiteatro Castrense, costruito nel III secolo d.C., i cui resti sono in parte incorporati nelle mura aureliane.

Circhi

Nei pressi di Roma

Teatro romano di Ostia, costruito da Agrippa nel 27 d.C., tuttora funzionante nelle sole stagioni estive, è l'unico teatro antico a possedere un cartellone completo; Anfiteatro Severiano di Albano, risalente al III secolo d.C., di cui si possono vedere i resti ma non che non è più sede di spettacoli teatrali; Teatro romano di Tuscolo o teatro di Cicerone, nei pressi dell'antica città di Tuscolo, in passato utilizzato per spettacoli di fiere, gladiatori e ginnasti, oggi saltuariamente utilizzato per spettacoli di prosa; Teatro del santuario di Ercole Vincitore nei pressi di Tivoli, utilizzato a partire dal 2001 come sede di sporadiche rappresentazioni teatrali; Teatro antico di Nemi, situato nei pressi del lago omonimo nella selva Aricina, di cui rimangono alcune vestigia; probabilmente in passato vi si svolgevano duelli e lotte.

Durante il Medioevo Il teatro medievale non lascia tracce, a livello architettonico, nella capitale. L'evoluzione della storia del teatro e dello spettacolo in genere nel Medioevo non ha permesso, infatti, la costruzione di stabili successivamente giunti a noi.

In epoca moderna È consuetudine concordare sul fatto che la nascita del teatro moderno avvenne, nell'Urbe, nel 1513, anno in cui fu eretto, sulla piazza del Campidoglio, un teatro ligneo ad opera di Pietro Rosselli. Non esistono, tuttavia, resti di strutture su cui ricostruire una storia del teatro cinquecentesco a Roma. Sappiamo però che, nonostante la stragrande maggioranza dei teatri fosse privata, ci fu qualche tentativo di teatro pubblico.

Nel Cinquecento Edifici scomparsi Teatro sul Campidoglio, costruito per celebrare il conferimento della cittadinanza romana a Giuliano de' Medici. Aveva forma rettangolare con sette ordini di gradinate su tre lati, per una capienza di 3000 persone. Era riccamente decorato e curato nei dettagli; Teatro Anguillara, costruito forse nel 1561 dal poeta Giovanni Andrea Anguillara in una sala del suo palazzo signorile in piazza Santi Apostoli nel rione Trevi; Teatro in via Giulia, nel rione Regola, attivo dal 1560 circa al 1575 e destinato alle rappresentazioni delle commedie. Probabilmente fu un teatro pubblico.

Nel Seicento Il XVII secolo vide la nascita del teatro all'italiana, ideato per le esigenze di un mutato gusto nel campo dello spettacolo. La diffusione del gusto barocco e la nascita del melodramma modificarono profondamente l'architettura teatrale, destinata a sottolineare fortemente la divisione delle classi nel secolo in cui l'apertura dei teatri avvenne anche definitivamente in favore del pubblico. I teatri di quest'epoca sono:

Teatro Capranica, aperto nel 1679 come teatro privato della famiglia Capranica nel proprio palazzo presso Santa Maria in Aquiro, nel rione Colonna, più tardi divenuto sala cinematografica; Teatro Altemps o teatro di Palazzo Altemps, poi teatro Goldoni: dotato di una lunga sala rettangolare, fu inaugurato come teatro privato nei primissimi anni del Seicento, ricavato da un seminterrato del palazzo omonimo nel rione Ponte per volere del cardinale Girolamo Riario.

Edifici scomparsi

Teatro Tordinona inaugurato nel 1670, divenuto poi Teatro Apollo dal 1795. Voluto da Giacomo d'Alibert che ottenne i locali in affitto da un'arciconfraternita per merito dell'intercessione di Cristina di Svezia presso il papa Clemente IX, si trovava sulla sponda opposta al Castel Sant'Angelo. Primo teatro romano ad adottare la sala a ferro di cavallo, aveva uno dei lati corti che dava direttamente sulle acque del Tevere. Per molti anni il teatro ospitò drammi, commedie e vari generi teatrali, subendo nel tempo anche numerosi lavori di manutenzione e rinnovamento che modificarono sensibilmente l'assetto interno della sala. Alla fine dell'aprile del 1798 vi recitarono per la prima volta tre donne: Susanna Banchieri, Maria Concetta Matrilli e Anna Priori. Il teatro venne distrutto nel 1888 per permettere la costruzione degli argini del fiume. La sua ricostruzione, sostanzialmente differente dalla precedente, avvenne negli anni trenta del XX secolo; Teatro Barberini, allestito nel 1633 dall'omonima famiglia in un edificio attiguo al loro palazzo alle Quattro Fontane, dietro il Quirinale e curato nella facciata da Pietro da Cortona. Oggi scomparso; Teatro Bernini: si trovava in via del Corso in un palazzo di proprietà di Gian Lorenzo Bernini; Teatro di Cristina di Svezia. La monarca amante delle arti si fece costruire nel 1666 un teatro nel palazzo Riario alla Lungara, in Trastevere, dedito alle commedie licenziose e alle cantate: morta la sovrana nel 1686, i successivi proprietari del palazzo, i Corsini, distrussero il teatro con i lavori di ammodernamento; Teatro Pace, eretto in legno nel 1691 nel rione Parione. Dedito alla commedia e agli intermezzi, venne chiuso per inagibilità nel 1853. Al suo nome è dedicata una via vicina, via del teatro Pace; Numerosi altri teatri, principalmente privati e di dimensione modeste, operarono a Roma nel diciassettesimo secolo. Tra questi vi erano il teatro del Collegio Romano, il Colonna, il teatro del Collegio Clementino, l'Ameyden, il Rospigliosi ed il teatro Orsini.

Nel Settecento

È in questo secolo che avviene la definitiva apertura al pubblico dei teatri, frequentatissimi perché le rappresentazioni potevano essere fatte solo in limitati periodi dell'anno, complici le severe leggi della Chiesa romana. I teatri privati cessano di essere la maggioranza sopravvivendo nei collegi e, complici anche i cambiamenti epocali dettati dalla Repubblica Romana al volgere del secolo, mutano anche i gusti dello spettacolo teatrale stesso: le donne calcano le assi dei palcoscenici, le tragedie iniziano il loro declino come genere lasciando spazio futuro all'intimità del dramma borghese, le classi sociali iniziano a mescolarsi all'interno dei teatri stessi, ormai divenuti salotti dove discutere, incontrarsi, mangiare, ballare. Teatro Argentina, sorge nel rione Sant'Eustachio. Fu costruito nel 1732 su progetto di Gerolamo Theodoli e commissionato da Giuseppe Sforza Cesarini. Venne più volte modificato nei secoli fino a raggiungere l'aspetto odierno. Attualmente costituisce il Teatro Stabile di Roma e la principale tra le tre sedi dell'associazione Teatro di Roma, organismo che produce e distribuisce spettacoli di prosa. Fa parte del circuito dell'Unione dei Teatri d'Europa; Teatro Valle, eretto inizialmente in legno nel 1727 ad opera di Camillo Capranica su progetto dell'architetto Tommaso Morelli, sito anch'esso nel rione Sant'Eustachio. Appartenne sino al 2011 al circuito dell'Ente Teatrale Italiano (ETI), sotto la cui supervisione registrò stagioni regolari di prosa anche senza produrre spettacoli. Divenne poi autogestito da lavoratori dello spettacolo e, successivamente, passò di proprietà al Comune di Roma nel 2018. L'attuale aspetto del teatro si deve ai numerosi interventi e modifiche strutturali eseguite tra il XIX ed il XX secolo.

Edifici scomparsi Teatro Alibert, costruito tra il 1716 ed il 1718 per volere di Antonio d'Alibert, figlio del Giacomo d'Alibert che aveva già costruito il teatro Tordinona. Non possedeva una vera e propria facciata ma tre ingressi, uno dei quali su via Margutta. Il teatro non fu molto frequentato, al punto che la gestione passò nel 1726 in mano all'Ordine di Malta che impose il nome teatro delle Dame. Vi si rappresentarono spettacoli circensi, melodrammi, tragedie e commedie. Si diffuse la notizia che nel teatro recitarono per la prima volta delle donne, ma la notizia è infondata. Nel 1863 fu distrutto da un incendio e mai ricostruito. Il teatro fu costruito nei pressi di via del Babuino in un luogo dove prima si svolgeva il giuoco della pallacorda. Furono rappresentate anche opere del Metastasio, del Paisiello e del Cimarosa. Vi si svolsero anche feste e veglioni tra i quali rimase famoso quello in occasione della discesa a Roma di Gioacchino Murat nel 1809: gli addobbi furono curati dal Valadier. Nel 1859 fu acquistato dal Torlonia e fu completamente rinnovato; purtroppo 4 anni dopo un incendio lo distrusse completamente; Teatro Pallacorda (poi Teatro Metastasio), ricavato nel 1714 da Nicola Minchetti in un cortile nei pressi di Piazza Firenze, in Campo Marzio. Nel 1841 prese il nome Metastasio e fu definitivamente demolito nel 1926;