La coronazione di spine (o incoronazione di spine) è un episodio della vita di Gesù narrato nei Vangeli di Matteo (27:29), Marco (15:17) e Giovanni (19:2) e citato già da commentatori antichi e padri della Chiesa come Clemente Alessandrino, Origene e altri.
La coronazione di spine corrisponde al terzo mistero doloroso del Santo Rosario recitato il martedì e il venerdì.
Episodio evangelico
La corona di spine è la corona con cui, secondo i testi sacri, fu incoronato Gesù, poco prima della sua condanna a morte, per mano dei soldati romani. I soldati si divertirono a umiliarlo rivestendolo di un mantello purpureo e facendogli impugnare una canna nella mano destra per ridicolizzare la rivendicazione della sua regalità, e si presero gioco del condannato inscenando la beffarda adorazione di un re, che salutarono con una formula derisoria. Gli scherni e le sofferenze perpetrati a Gesù dai soldati non sono però stati tramandati da Luca che s'interessa piuttosto alle derisioni riservate a Cristo dagli uomini di Erode Antipa.
Contesto culturale L'episodio della coronazione di spine di Gesù non è completamente slegato dal contesto culturale del mondo greco-romano dell'epoca: già Plutarco, infatti, fa riferimento nel suo Consigli alle coppie sposate alla tradizione (originariamente greca) di "coronare [la sposa] con un serto di acanto spinoso" per simboleggiare non solo la pazienza e le sofferenze, ma anche la gioia del matrimonio (dato il profumo della pianta).
Nel caso specifico, però, gli studiosi sono oggi concordi nel ritenere che la coronazione di spine del Cristo da parte dei soldati romani fosse qualcosa di culturalmente più riconducibile a una crudele parodia della corona civica indossata dagli imperatori. Questa corona era una decorazione militare offerta dai soldati a chi salvava la vita ai cittadini di Roma, spesso dopo una battaglia o una guerra, ed era divenuta una regalia fissa dopo Augusto.
Reliquia della corona Gerusalemme Molti scrittori dei primi sei secoli dopo Cristo narrano di una reliquia venerata con grande devozione nella forma di una corona di spine. San Paolino di Nola, dopo il 409, entra nello specifico dicendo "le spine con le quali il Nostro Salvatore venne incoronato" conservata insieme alla croce alla quale Cristo venne inchiodato e alla colonna alla quale venne flagellato (Epistola a Macario in Migne, Patrologia Latina, LXI, 407). Cassiodoro (circa 570), quando commenta il Salmo LXXXVI, parlando del fatto che queste reliquie sono la gloria di Gerusalemme dove sono conservate, riporta: "Qui noi possiamo osservare la corona di spine, che venne posta sul capo del Nostro Redentore di modo che tutte le spine del mondo fossero riunite sul suo capo e spezzate" (Migne, LXX, 621).
Quando Gregorio di Tours nel De gloria martyriPubblicato nel Monumenta Germaniae Historica: Scriptores Merovingenses", I, 492. riferisce il fatto che le spine nella corona appaiono ancora verdi, egli ricorda anche che ogni giorno essa appare come composta di rovi appena colti, miracolosamente, così come il Breviarius e lItinerarius di Antonino da Piacenza (VI secolo) riporta che la corona di spine si trovava all'epoca esposta nella chiesa sul monte Sion.Geyer, Itinera Hierosolymitana, 154 e 174. Da queste testimonianze e da altre di datazione posteriore (il "Pellegrinaggio" del monaco Bernardo nell'870 che riporta la reliquia al monte Sion), sono la più antica testimonianza della venerazione di questa reliquia a Gerusalemme ove rimase per diversi secoli.
Bisanzio Lo studioso Francois de Mély suggerisce che la corona non venne portata a Bisanzio fino al 1063. Si sa che l'imperatore Giustiniano I (morto nel 565) diede ordine di donare una spina a san Germano, vescovo di Parigi, reliquia che ancora oggi è conservata nella chiesa parigina di Saint-Germain-des-Prés, mentre l'imperatrice Irene, nel 798 o nell'802, inviò a Carlo Magno diverse spine che vennero da lui deposte nella chiesa di Aquisgrana per la pubblica venerazione. Otto di queste risultarono essere presenti alla consacrazione della basilica di Aquisgrana al momento della venuta del papa Leone III.
La presenza del papa alla consacrazione è sicuramente una leggenda posteriore, ma la situazione appare maggiormente confermata per le reliquie dal momento che quattro di queste nell'877 vennero donate a san Cornelio di Compiègne da Carlo il Calvo. Ugo il Grande, marchese di Neustria, ne inviò una al re Atelstano d'Inghilterra, re degli anglo-sassoni, nel 927, in occasione di alcuni negoziati matrimoniali, ed essa ancora oggi si trova nell'Abbazia di Malmesbury. Un'altra venne donata a una principessa spagnola attorno al 1160, mentre un'altra ancora venne donata all'Abbazia di Andechs in Germania nel 1200.
Francia
Nel 1238 Baldovino II, imperatore latino di Costantinopoli, ansioso di ottenere il supporto desiderato alla difesa del proprio impero, offrì la corona di spine a Luigi IX, re di Francia. L'oggetto però si trovava all'epoca nelle mani dei veneziani che l'avevano tenuta a pegno di un forte prestito concesso all'imperatore dalla Serenissima (13 134 pezzi d'oro), ma Luigi IX pagò il prezzo necessario e ottenne la reliquia facendo costruire per essa la Sainte-Chapelle (completata nel 1248) per accoglierla degnamente in Francia. La reliquia rimase in questa sede sino alla Rivoluzione francese quando, dopo essere stata ospitata per qualche tempo alla Bibliothèque nationale, e sulla base poi del Concordato del 1801, la chiesa poté tornarne in legale possesso, deponendola presso la cattedrale di Notre-Dame.
La reliquia ancora oggi visibile consiste in un cerchio di vetro al cui interno si trova una corona intrecciata con Juncus balticus, una pianta nativa delle aree marittime della Bretagna settentrionale, della regione baltica e della Scandinavia; delle spine, che si credevano rimosse dalla medesima corona nel tempo, sono conservate in un reliquiario separato, ma sono in realtà di Ziziphus spina-christi, una pianta nativa dell'Africa e dell'Asia meridionale e occidentale.. Altri reliquiari vennero in seguito realizzati per la reliquia, tra cui uno commissionato da Napoleone Bonaparte in stile neoclassico e uno neogotico commissionato da Napoleone III di Francia in oro, gemme e cristallo di rocca, disegnato dall'artista francese Eugène Viollet-le-Duc. Il papa Giovanni Paolo II la trasferì personalmente dalla Sainte-Chapelle dove era tradizionalmente conservata, alla cattedrale di Notre Dame, nel corso delle celebrazioni della Quarta Giornata Mondiale della Gioventù, in occasione della sua visita in Francia. La reliquia è rimasta integra a seguito dell'incendio del 15 aprile 2019 che rovinò gravemente la cattedrale di Notre Dame.
La Catholic Encyclopedia riporta a proposito della corona di spine francese:
Spine della corona
Il Gazeteer of Relics and Miraculous Images indica i seguenti luoghi ove a oggi si trovano reliquie derivate da spine della corona conservata a Parigi: Belgio: chiesa parrocchiale di Wevelgem: una porzione della corona di spine (dal 1561) Belgio: Gand, chiesa di San Michele: una spina della corona Repubblica Ceca: Praga, Cattedrale di San Vito: una spina della corona, incastonata nella croce della corona di San Venceslao, parte del tesoro della corona boema Francia: Parigi, cattedrale di Notre-Dame: la reliquia della corona di spine, esemplare più accreditato come originale, è oggi custodita nel Tesoro della cattedrale di Notre-Dame di Parigi, e viene esposta alla venerazione dei fedeli ogni primo venerdì del mese, nonché tutti i venerdì di quaresima e il Venerdì santo. Nonostante l'incendio del 15 aprile 2019 a Notre Dame non ha subito danni. Vénération de la Sainte Couronne d'épines | www.notredamedeparis.fr Francia: Sainte-Chapelle: una parte della corona di spine Germania: Duomo di Treviri: una spina della corona Germania: Colonia, Museo diocesano Kolumba: una spina della corona, donata da Luigi IX ai domenicani di Lüttich e una seconda spina dal tesoro della chiesa di Santa Kolumba Germania: Elchingen: chiesa dei benedettini dell'Abbazia di Elchingen: una spina della corona giunta nel 1650/51 Italia: Ariano Irpino, cattedrale: Reliquia contenente due spine della corona Italia: Ascoli Piceno, chiesa di San Pietro Martire: una spina della corona. Italia: Avellino, Duomo Maria Santissima Assunta in Cielo: Reliquia contenente una spina della corona. Italia: Bari, Basilica di San Nicola: una spina della corona, donata nel 1301 da Carlo II d'Angiò, devoto a San Nicola. Italia: Cefalù, Duomo di Cefalù: alcune spine della corona donate da Ruggero II di Sicilia e successivamente alcune trafugate e portate a Gratteri(PA). Italia: Enna, Duomo di Enna: una spina della corona. Italia: Monreale, Duomo di Monreale: una spina della corona donata da Filippo III di Francia al Duomo di Monreale dove riposa parte dei resti del padre Luigi IX di Francia. Italia: Napoli, Santa Maria Incoronata: un frammento della corona Italia: Lagonegro, Concattedrale San Nicola di Bari: una spina della corona. Italia:Petilia Policastro, Santuario della Sacra Spina:la Sacra Spina fu donata nel 1498 dalla regina di Francia Giovanna di Valois, moglie di re Luigi XII, al suo confessore Dionisio Sacco, che decise di portarla nel suo convento d'origine, appunto a Petilia. Essa, però, giunse a Petilia solo nel 1523 grazie a padre Ludovico Albo e fu collocata nella chiesa del convento, al tempo chiamato Santa Maria dei Frati. Italia: Pisa, Spedali Riuniti di Santa Chiara: un ramo intero con delle spine della corona Italia: Roma, Santa Croce in Gerusalemme: due spine della corona. Italia: Roma, Santa Prassede: una piccola parte della corona. Italia: Sabbioneta, chiesa dell'Assunta: una spina della corona. Italia: San Giovanni Bianco, Parrocchia di San Giovanni Bianco: una spina della corona. Italia: Sciacca, Chiesa di San Michele: due sacre spine che si trovano presso la chiesa di San Michele arcangelo. Queste spine furono donate da Eleonora d'Aragona figlia di Giovanni di Sicilia e dal marito Guglielmo Peralta; esse sono state ritenute autentiche dall'allora vescovo di Agrigento Matteo Fugardo quando il 31 maggio 1386 emanò una bolla vescovile in occasione dell'inaugurazione della chiesa e parte del Monastero di Maria Santissima dell'Itria conosciuta come la Badia grande. Queste sacre spine erano appartenute alla famiglia reale siciliana, a cui erano arrivate tramite i D'Angiò. Italia: Santa Lucia del Mela,Concattedrale di Santa Maria Assunta: una spina della corona conservato in un reliquiario datato 1300. Italia: Vasto, chiesa di Santa Maria Maggiore: una spina della corona. Italia: Vicenza, Tempio di Santa Corona: una spina della corona donata da Luigi IX al vescovo di Vicenza Bartolomeo da Breganze nel 1260. Spagna: Oviedo, cattedrale: cinque spine (originariamente otto) della corona Spagna: Barcellona, cattedrale: una spina della corona Spagna: Siviglia, Iglesia de la Anunciación (Hermandad del Valle): una spina della corona Regno Unito: British Museum, Londra: Holy Thorn Reliquary, Salting Reliquary, una spina della corona Regno Unito: Stanbrook Abbey, Worcester: una spina della corona Regno Unito: Stonyhurst College, Lancashire: una spina della corona Stati Uniti: St. Anthony's Chapel, Pittsburgh: una spina della corona Ucraina: Odessa, St. Prophet Elijah Monastery: frammento di una spina della corona
Reliquie di terza classe legate alla corona