Il teatro d'impresa ha lo scopo di unire l'arte e il business applicando le metodologie tipiche dell'arte teatrale in ambito formativo, organizzativo, comunicativo e promozionale all'interno delle aziende.
Impiega le tecniche dell'arte teatrale non in sostituzione, ma come integrazione e supporto di quelle della formazione tradizionale coinvolgendo e motivando attivamente e piacevolmente i partecipanti in maniera esperienziale, divertente e al tempo stesso molto incisiva ed efficace. Tale metodologia riesce a unire due contesti apparentemente lontani fra loro come il mondo del lavoro, fondato sull'organizzazione produttiva con obiettivi concreti e razionali di profitto, e l'arte del teatro, basata sulla finzione ludica e creativa finalizzata all'espressività e all'estetica. L'unione fra teatro e azienda è possibile con un approccio metaforico, interpretando il contesto organizzativo con la metafora teatrale e il teatro come metafora della vita sociale. Riguardo agli ambiti di applicazione delle metodologie teatrali per animazione, formazione e comunicazione in contesti organizzativi, possiamo distinguere le due terminologie teatro d'impresa e teatro d'azienda, spesso usate come sinonimi in quanto le potenzialità di applicazione dello strumento teatrale possono riguardare realtà non solo d'impresa (intesa come un'azienda con fini di lucro), ma anche di strutture organizzative con finalità sociali che forniscono servizi anziché prodotti come le associazioni no-profit, le pubbliche amministrazioni o le cooperative.
Storia La prima forma di Teatro d'impresa nasce nel 1984 con il nome francese di Thèâtre d'entreprise, a Montréal, in Canada, con la fondazione della società Thèâtre à la carte da parte di Christian Poissonneau, il primo ad applicare la metodologia teatrale alla formazione aziendale e a divulgare questo innovativo e originale sistema. Poissonneau, convinto che ogni azienda avesse un suo vissuto fatto non solo di cose da comunicare e condividere, ma anche di conflitti e problemi di organizzazione, iniziò con interventi di recitazione basati sulle storie aziendali ognuna ambientata nel proprio contesto organizzativo. Non erano semplici rappresentazioni di intrattenimento e animazione, ma un valido mezzo di comunicazione, riflessione e formazione. Ma è stato a Parigi, dopo l'incontro e lo scambio di esperienze con Michel Fustier, esperto in gestione del personale e anch'egli autore di alcuni esperimenti di teatro in azienda, che il Teatro d'impresa ha assunto le tipologie che tuttora lo caratterizzano. Nei primi anni Novanta a Parigi nacquero diverse società di formazione e consulenza che si avvalevano di metodologie teatrali e poi il sistema si è diffuso e sviluppato anche altrove giungendo in pochi anni anche in Gran Bretagna con il nome di Business theatre, in Germania e nel resto dell'Europa. Dal 1991 a Nantes (Francia) si svolge il Festival Internazionale del Teatro d'Impresa, un'occasione di incontro e confronto aperto agli operatori e alle imprese europee che hanno utilizzato le metodologie formative e comunicative del Teatro d'impresa. Nel corso dell'A.A. 1996/1997, a Trieste, con i docenti Maddalena Berlino e Andrea Notarnicola, il teatro d'impresa diventa per la prima volta materia obbligatoria di studio in un master in business admistration in Italia (MIB).In Italia i primi progetti di Teatro d'impresa prendono forma verso la fine degli anni Novanta. Il primo spettacolo di Teatro d'impresa va in scena all'Arena del Sole di Bologna, il 17 luglio 1997, con una lezione spettacolo sulla creatività aziendale tenuta da Paolo Vergnani. Nel 1999 in Italia, a Firenze, Roberta Pinzauti dà vita a un'altra realtà molto attiva di Teatro d'impresa con una grossa rete di attori, registi, autori, formatori e consulenti aziendali detti FormAttori. Dopo un iniziale scetticismo, nel tempo l'ingresso del teatro in azienda è stato progressivamente sempre più oggetto di curiosità e interesse, tanto che oggi rappresenta una realtà abbastanza diffusa e affermata nel contesto formativo e manageriale anche delle aziende italiane. Nel 2004, in occasione dell'ingresso dei paesi dell'Est nell'Unione Europea, si è tenuto a Venezia il "Palio Interculturale della Rappresentazione d'Impresa", ispirato ad una rilettura in chiave aziendale delle maschere della commedia dell'arte. Maddalena Berlino e Eva Campi con Business theatre training: from a formative experience to a social event, in occasione del X Forum Internazionale dell'Approccio Centrato sulla Persona, nel maggio 2007, portano in "scena" la terza edizione del "Palio Interculturale della Rappresentazione d'Impresa" a Palma di Maiorca. Nel giugno 2011 è stato organizzato, dall'Associazione Italiana Formatori, il primo Festival italiano di teatro d'impresa presso il Teatro San Salvatore di Bologna.
Nuove esigenze formative La società moderna ha subito profondi cambiamenti anche dal punto di vista lavorativo e formativo e occorrono nuove strategie di adattamento e rinnovamento, nonché la capacità per chi lavora di riuscire a reinventarsi per inserirsi in contesti che mutano continuamente. Da una concezione rigida e autoritaria con compiti e ruoli stabiliti dal vertice aziendale e una dimensione lavorativa prettamente tecnica ed addestrativa, il nuovo modello di organizzazione aziendale si è evoluto in maniera più flessibile e dinamica, valorizzando sempre più il fattore umano e la componente relazionale, coordinativa e comunicativa. In questo nuovo scenario organizzativo sono emerse esigenze formative nuove tese ad investire maggiormente sulle risorse umane non solo dal punto di vista del sapere tecnico, ma puntando anche a sviluppare maggiormente le capacità di relazione e le competenze esperienziali preziose per la crescita personale e il miglioramento del “saper essere” del lavoratore, sia a livello manageriale che impiegatizio. Questo perché per avere successo in ambito personale e lavorativo non bastano le competenze intellettuali e professionali, ma occorre sviluppare la propria intelligenza emotiva dal punto di vista personale con la conoscenza e la padronanza di sé, e dal punto di vista relazionale per la gestione dei rapporti con gli altri. In un contesto di formazione adulta e in generale nell'ambito dell'andragogia, è poi di fondamentale importanza il “come” e il “perché” insegnare e non solo “cosa” insegnare. Alla luce di questa evoluzione, chi si occupa di formazione nelle aziende si deve quindi rinnovare e deve ricercare e sperimentare nuove metodologie formative per soddisfare le nuove esigenze. Nel contesto del Teatro d'impresa si affronta anche l'aspetto della formazione-formatori e l'azienda si avvale di consulenze formative teatralizzate portate avanti da “FormAttori” con l'obiettivo della crescita personale dei dirigenti, dei formatori e dei dipendenti.
Perché teatralizzare la formazione La figura del formatore, così come quella del leader, si può paragonare a quella dell'attore e del regista. Entrambi devono saper stare sul "palcoscenico” e saper organizzare il lavoro assegnando i ruoli giusti alle persone giuste, essere credibili e persuasivi coinvolgendo il loro “pubblico” sia sul piano razionale comunicando contenuti, che emotivo trasmettendo energia e simpatia. Devono essere in grado di comunicare efficacemente attraverso linguaggi verbali e non verbali in stili diversi in presenza di varie tipologie di “spettatori”, e avere il carisma necessario per attrarre l'attenzione e quindi, trasferendo il concetto in ambito aziendale, devono saper motivare e gestire gruppi di collaboratori.
Oltre a sviluppare la leadership, il teatro in azienda è altamente esperienziale per le varie figure professionali e aiuta nei percorsi formativi utili per il teambuilding, per la capacità di lavorare in gruppo, per l'apprendimento di tecniche di negoziazione e vendita, per una comunicazione molto efficace all'interno e all'esterno dell'azienda, per la gestione dello stress, dei conflitti e degli imprevisti dovuti ai cambiamenti e alle innovazioni aziendali. Si tratta di una "formazione-azione". Infatti la formazione supportata da tecniche teatrali fa sì che i partecipanti, lavorando con la mente, il corpo e le emozioni, acquistino maggiore consapevolezza di sé, del proprio ruolo e delle proprie capacità, e sviluppino la loro creatività, la capacità di comunicare e l'empatia. Inoltre il “fare teatrale” mette in gioco aumentando la sicurezza in se stessi e offre la possibilità di sperimentare aspetti diversi della propria personalità e di scoprire nuove potenzialità cambiando identità in scena. È un mezzo divertente e ironico che rompe la monotonia e sdrammatizza la realtà e crea situazioni virtuali dove tutto può diventare possibile, dove la finzione può far emergere questioni altrimenti sommerse nel “non detto”, e dove i problemi possono essere affrontati anche da altri punti di vista con la possibilità dunque di trovare soluzioni alternative. Utile a tal fine è l'apprendimento delle tecniche di improvvisazione teatrale che aiutano molto nella gestione degli imprevisti che in questo modo non sempre vengono percepiti solo come ostacoli da superare, ma possono trasformarsi in spunti per un cambiamento talvolta anche originale.
Finalità e funzioni Nei contesti lavorativi il teatro ha diversi scopi e obiettivi. Può avere una funzione di animazione in occasione di corsi e seminari, incontri di lavoro, presentazioni, oppure può servire per focalizzare l'attenzione su un particolare aspetto aziendale sul quale far riflettere il pubblico, spesso appartenente all'azienda stessa. Inoltre può essere un'ottima spinta al cambiamento perché attraverso un percorso di riflessione riesce a mettere in discussione modelli e schemi comportamentali e facilita il rinnovamento. Il teatro può dunque essere utilizzato con finalità di animazione organizzativa per rendere più piacevoli le occasioni di socializzazione aziendale come per esempio i meeting e le convention, arricchendo di una componente ludica questi eventi che per esigenze aziendali devono essere in ogni caso costruttivi. I progetti teatrali di animazione aziendale devono essere infatti in grado di conciliare finalità di intrattenimento con finalità costruttive. La rappresentazione teatrale è anche uno strumento di marketing aziendale, una sorta di Promotional Theatre con lo scopo di pubblicizzare sia all'interno che all'esterno, per esempio ai clienti, i prodotti o i servizi forniti dall'azienda. Il marketing in tal modo diventa esperienziale e durante le rappresentazioni teatrali, oltre alla presentazione del prodotto, può essere messa in scena una simulazione del processo di vendita e acquisto mettendone in evidenza le potenzialità e le criticità. Questa forma è particolarmente efficace per comunicare messaggi e capace di attirare l'attenzione e farsi ricordare da un pubblico piuttosto vasto. Il Teatro d'impresa è anche un importantissimo strumento di comunicazione aziendale, molto coinvolgente e interattivo per veicolare informazioni e comunicazioni interne finalizzate all'aggiornamento, alla diffusione di vision e mission, allo stimolo del senso di appartenenza o per celebrare particolari momenti della storia aziendale (Celebration Theatre). Fondamentale la finalità formativa del Teatro d'impresa che si pone l'obiettivo della crescita e dello sviluppo del personale attraverso un percorso catartico e ludico di apprendimento esperienziale sia individuale che di gruppo messo in atto sperimentando diversi canali di comunicazione e relazione in contesti non usuali e in nuove prospettive. Lo scopo principale della formazione teatralizzata è di far sì che la crescita personale dei partecipanti, raggiunta attraverso azioni e riflessioni sulle azioni, sia un arricchimento spendibile anche nel contesto lavorativo.
Modalità di partecipazione e coinvolgimento