Il grande capo (The Boss Of It All) è un film del 2006 diretto da Lars von Trier. Debutta in questo film la tecnica dellautomavision. L'attore Jens Albinus, che in questo film interpreta Kristoffer, interpreta un personaggio dallo stesso nome nel film Idioti, pellicola a sua volta diretta da von Trier.
Trama In Danimarca un'importante società che si occupa di informatica sta per essere venduta ad un burbero islandese, Finnur, che vuole firmare il contratto con il proprietario. Il vero proprietario, Ravn, però non ha mai rivelato la sua identità, fingendo di essere un semplice esperto legale che operava per conto del grande capo. Decide quindi di assumere un attore disoccupato, Kristoffer, perché reciti la sua parte per concludere la cessione dell'azienda. La firma del contratto viene, però, ritardata e a Kristoffer è richiesto di recitare il ruolo del grande capo anche con gli stessi dipendenti, in modo da scaricare il vero proprietario dalle responsabilità delle scelte più impopolari passate e future. La situazione è però destinata a sfuggire di mano.
Kristoffer rimane nel ruolo per alcuni giorni, lavorando con il personale fino alla prima riunione per vendere l'azienda. L'ilarità deriva dal fatto che Kristoffer non sa nulla di ciò che sta accadendo tra Ravn e il personale aziendale. Kristoffer incontra Ravn in tutto il film nelle aree pubbliche per fare domande sui rapporti che intercorrono tra Ravn e i suoi dipendenti ed anche, ottenere appunti sulla sua performance.
Lise, ex Moglie di Kristoffer e avvocato di Finnur, dice a Kristoffer che i sei membri del personale originali hanno tutti dato a Ravn 15.000 Corone ciascuno per aiutarlo a iniziare l’attività; quindi, tutti pensano di possedere parte della società. Tuttavia, Ravn non ha detto ai sei anziani che sta vendendo la società e ha intenzione di licenziare tutti loro e prendere tutti i profitti. Kristoffer pensa che questo sia sbagliato, quindi convince Ravn a confessare e dire a tutti che è stata un'idea del capo.
In un incontro con il presidente della società islandese, Kristoffer cerca di contrattare per $ 50 milioni in più rispetto all'offerta originale ($ 254 milioni), facendo sì che il presidente si precipiti alla riunione. Kristoffer e Ravn, hanno un incontro finale con la società islandese, in cui sono presenti i sei anziani. Durante questo incontro, Ravn confessa finalmente di essere il capo di tutto e di aver assunto Kristoffer per fargli da sostituto. Tutti prendono questa notizia sorprendentemente bene e decidono di non vendere l'azienda. Ma Kristoffer ha ancora diritto legale come proprietario e potrebbe ancora vendere la società. Alla fine, decide di non vendere, ma quando il capo islandese menziona Gambini, Kristoffer rimane impressionato e firma l'accordo di vendita.
Il film si chiude con tutti i membri che fanno le valigie, prendono le loro cose e se ne vanno, mentre Kristoffer esegue un monologo di Gambini per il capo islandese.
Curiosità Il drammaturgo Gambini, ossessione di Kristoffer, in realtà non esiste. Von Trier vide quel nome su un camion di alimentari e ne prese spunto. In realtà, come da lui stesso dichiarato in un'intervista, intendeva alludere a Henrik Ibsen. All'inizio del film, come la stessa voce narrante segnala, compare Lars von Trier dietro alla telecamera, riflesso nelle finestre dell'edificio. Al termine della scena in cui Kristoffer e Ravn sono al cinema, nel momento in cui Ravn guarda lo schermo, si sente una delle poesie che fanno parte dell'audio del film "Lo specchio" del regista russo Andrej Tarkovskij.
Note
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