Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A. (MPS) è un istituto di credito italiano, fondato nel 1472 sotto forma di Monte di Pietà per correre in aiuto alle classi disagiate della popolazione della città di Siena. È la più longeva banca in attività e la più antica al mondo.
Costituisce, assieme alle altre società del gruppo tra cui Banca Widiba e Mediobanca, acquisita nel 2025, il terzo gruppo bancario italiano dopo Intesa Sanpaolo e UniCredit. È attivo sull'intero territorio italiano e sulle principali piazze internazionali. L'operatività del gruppo, oltre all'attività bancaria tradizionale, copre l'asset management, il private banking (fondi comuni di investimento mobiliari, gestioni patrimoniali per i clienti privati, fondi pensione e polizze vita), l'investment banking alla finanza innovativa d'impresa (finanza di progetto, private equity e consulenza finanziaria).
Fino al 17 marzo 2017 è stata quotata nell'indice FTSE MIB della Borsa Italiana da cui è uscita in seguito al protrarsi della sospensione stabilita dalla CONSOB il 22 dicembre 2016, quando chiuse a un prezzo di 15,08 € per azione pari a una capitalizzazione scesa a soli 442 milioni di euro, in seguito alla richiesta dell'intervento dello Stato nel capitale sociale, dopo il fallito aumento di capitale da 5 miliardi di euro. Dal 25 ottobre 2017 in seguito all'approvazione della CONSOB del prospetto informativo dopo la ricapitalizzazione effettuata dallo Stato torna a essere quotata in Borsa con una capitalizzazione superiore ai 5 miliardi di euro. Dal 18 giugno 2018 è presente nell'indice FTSE Italia Mid Cap della Borsa Italiana e dal 20 marzo 2023 è tornata a far parte di FTSE MIB, dato che la capitalizzazione ha superato quella di Buzzi Unicem. Il 5 ottobre è stata annunciata la vendita ad una società partecipata da fondi gestiti da Warburg Pincus della controllata belga Banca Monte Paschi Belgio (BMPB). Il prezzo di vendita è stato fissato in 42 milioni di euro, soggetto ad un non meglio specificato meccanismo di aggiustamento prezzo.
L'azionista di maggioranza del Gruppo Montepaschi è stato fino al 2024 lo Stato italiano, che deteneva allora complessivamente l'11,731% del capitale sociale, con la partecipazione diretta del Ministero dell'economia e delle finanze, conservando invece oggi una quota inferiore al 5%.
Storia Dalla fondazione al ventennio fascista Le Magistrature della Repubblica di Siena fondarono un Monte di Pietà chiamato Monte Pio il 27 febbraio 1472, con una delibera del Consiglio Generale della Repubblica, al fine di concedere il prestito alle “povare o miserabili o bisognose persone” con un minimo tasso d’interesse. Il successivo 4 marzo, il Consiglio della Campana di Siena con 196 voti a favore e 14 contrari lo approva definitivamente:
Dalla lettura di queste parole in volgare è possibile comprendere la grande innovazione dell’istituzione senese, operante ininterrottamente sin da quel 1472 e vero e proprio esempio di “welfare” (ante litteram) nei confronti del primo territorio di riferimento.
Due giorni dopo l’approvazione della Delibera con le «provisioni» sul Monte di Pietà senese (organismo laico e pubblico, a differenza, quindi, degli altri sorti in altre città d’Italia), il Consiglio della Campana del Comune di Siena tornò sull’argomento per «provedere al capitale d'esso Monte», in modo da assicurarne solida stabilità. Raggiunto finalmente un capitale iniziale di quasi 8.000 fiorini (anche con il concorso dell’antico Ospedale di Santa Maria della Scala) il Monte Pio iniziò a funzionare il 1º maggio 1472 anno in cui venne approvato il suo statuto e dal quale l'istituto di credito opera senza interruzione. Dopo l'annessione di Siena al Granducato di Toscana, con la riforma del 1568, le attività del Monte Pio si espansero al di fuori di quella del prestito su pegno senza interessi ai ceti più umili, e in particolare incominciò l'attività di credito fondiario ai possidenti agrari.
Nel 1580 il Monte assunse i caratteri della "banca pubblica", in quanto incominciò a svolgere la funzione di esattoria. Nel 1624 fu costituito un secondo monte, specializzato nel credito agrario, chiamato Monte non vacabile dei Paschi della città e stato di Siena, cui Ferdinando II de' Medici concesse a garanzia dei debiti le rendite dei pascoli demaniali della Maremma (i cosiddetti "Paschi"). Nel 1629 scoppiò un grave scandalo che coinvolse il camerlengo dell'istituto in carica tra il 1602 e il 1622, e cioè Armenio Melari. Venne accusato dalle autorità cittadine di aver sottratto 40.000 scudi (2 milioni di euro attuali) dalle casse del Monte e condannato a morte tramite impiccagione. Pare però che il condannato sia riuscito a fuggire e a nascondersi in un convento, facendo perdere ogni sua traccia.
Nel 1783 i due monti furono unificati e la banca assunse l'attuale denominazione nel 1872.
Con l'unità d'Italia la Banca estende la propria attività in tutta la penisola italiana, dando inizio a nuove attività, tra cui il credito fondiario, prima esperienza in Italia. Nel 1929 la Banca partecipa alla fusione tra Credito Toscano e Banca di Firenze dando vita alla Banca Toscana.
Con il R.D.L. 12 marzo 1936, n. 375 venne dichiarato istituto di credito di diritto pubblico. La banca si dota quindi di un nuovo statuto che, pur con varie modifiche, resta in vigore fino al 1995: in base a esso, nelle nomine di vertice vengono compartecipate le autonomie locali senese e toscanaBetts, Paul. "Italian Communist Party in Bank Appointments Row." Financial Times [London, England] 3 Aug. 1977: 4. The Financial Times Historical Archive, 1888-2010..
Gli anni 1990 Nei primi anni novanta il Monte dei Paschi era diventato la quarta banca italiana per raccolta;Napoleone Colajanni, Storia della banca italiana, Roma, Newton Compton, 1995 nel periodo che va dal 1990 al 1995, il Monte dei Paschi di Siena è la prima banca in Italia a diversificare la propria attività nella bancassicurazione, con Monte dei Paschi Vita. Tramite Ducato Gestioni opera nei fondi comuni d'investimento. Nel 1990 acquisita il controllo del Mediocredito Toscano e dell'INCA (Istituto Nazionale per il Credito Agrario), le cui attività confluiranno in MPS Banca per l'Impresa e successivamente in MPS Capital Services. Acquisisce inoltre partecipazioni di controllo in banche estere, in Belgio, in Svizzera e in Francia.
Il decreto del Ministero del tesoro dell'8 agosto 1995 dà origine a due enti: la Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A. e la Fondazione Monte dei Paschi di Siena, quest'ultimo un ente no-profit che ha per scopo statutario finalità di assistenza e beneficenza, nonché di utilità sociale nei settori dell'istruzione, della ricerca scientifica, della sanità e dell'arte, soprattutto con riferimento alla città e alla provincia di Siena.
Il 25 giugno 1999 la Banca Monte dei Paschi di Siena viene quotata sulla Borsa Italiana con un'offerta pubblica che fa registrare richieste di acquisto pari a dieci volte l'offerta.
Gli anni 2000, l'acquisizione di Banca Antonveneta e la riorganizzazione Con la quotazione in Borsa comincia un'intensa fase di espansione territoriale e operativa. Vengono acquisite partecipazioni in significative banche regionali con forte radicamento territoriale, tra cui Banca Agricola Mantovana e Banca del Salento (poi Banca 121). L'acquisizione della BAM ha permesso alla Banca di incrementare la sua presenza nell'Italia settentrionale, quella della Banca del Salento principalmente nel meridione. Si dà vita al potenziamento delle strutture produttive, nel settore del credito specializzato e dei prodotti finanziari per le imprese, così come nel comparto del credito al consumo, con la società Consum.it, e nel settore dell'investment banking, nel risparmio gestito e nel parabancario, in particolare con la banca MPS Leasing & Factoring. Parallelamente, si procede con il riassetto organizzativo interno del gruppo, finalizzato all'applicazione di un modello specialistico multimercato.
L'8 novembre 2007 il Monte dei Paschi di Siena, presieduto da Giuseppe Mussari, annuncia con una nota di aver raggiunto un accordo con Banco Santander per l'acquisto di Banca Antonveneta per 9 miliardi di euro, esclusa la controllata Interbanca che rimane di proprietà della banca spagnola. Antonveneta è la banca padovana che, dopo il caso Bancopoli, fu acquistata da ABN AMRO e sarebbe dovuta passare al Banco Santander dopo l'acquisto della banca olandese da parte del consorzio composto da RBS, Santander, Fortis.
Nel 2010 ha superato lo "stress test" effettuato dal Committee of European Banking Supervisors. Il test analizzava la solidità patrimoniale degli istituti bancari per verificare le capacità di resistenza alle crisi. Al 4 febbraio 2011 risultava essere la quarta banca italianaDati in miliardi di euro, aggiornati al 26 marzo 2010 e forniti da Borsa Italiana S.p.A.. La classifica non tiene conto quindi di alcune grandi banche italiane come BNL e Antonveneta, non più quotate perché rilevate da gruppi stranieri, e di Mediolanum e UGF-Unipol Gruppo Finanziario, in quanto gruppi comprendenti anche attività assicurative nella classifica delle 15 banche a maggiore capitalizzazione tra quelle quotate sulla borsa italiana. MPS chiude il 2011 con una perdita netta di 4,69 miliardi di euro. Nell'assemblea dei soci del 27 aprile 2012, su indicazione della Fondazione MPS, viene nominato presidente del Cda della banca Alessandro Profumo, già amministratore delegato di UniCredit dal 1998 al 2010, mentre amministratore delegato diviene Fabrizio Viola, che dal gennaio 2012 è anche direttore generale. A seguito dell'acquisto per 10 miliardi di euro di Banca Antonveneta la banca subisce un pesante passivo che coinvolge anche la Fondazione MPS, principale azionista.
Il 27 giugno 2012 viene approvato il nuovo piano di riassetto del gruppo Montepaschi per il triennio 2012-2015, fortemente improntato alla riduzione dei costi e alla razionalizzazione. L'operazione prevede la soppressione di oltre 4.600 posti di lavoro con incorporazione delle controllate, la chiusura di 400 filiali entro il 2015, cessioni di attivitàIl 60,42% di Biverbanca (Cassa di Risparmio di Biella e Vercelli) a CariAsti per 203 milioni di euro, svalutazione degli avviamenti (per una cifra da definire) e la richiesta di liquidità allo Stato Italiano per 3,4 miliardi di euro (per mezzo dei cosiddetti Monti bond). I sindacati dei dipendenti del gruppo si oppongono a questo piano di riassetto e indicono scioperi generali il 16 marzo 2012 e il 27 luglio 2012; la partecipazione a tali iniziative è molto alta, con adesione allo sciopero di circa l'85% del personale e conseguente chiusura del 90% delle filiali su tutto il territorio nazionale. Folte manifestazioni di protesta (con cortei e comizi) si tengono a Siena (oltre quattromila partecipanti), e in altre città italiane. In questo frangente vennero pesantemente tagliate le attività di sponsorizzazione, su tutte quelle (particolarmente longeve e munifiche) concesse alle società senesi di calcio (AC Siena) e di pallacanestro (Mens Sana Basket), che anche grazie alle risorse MPS avevano ottenuto ottimi risultati a livello nazionale e internazionale. Nel 2014 entrambi i sodalizi in questione, quasi simultaneamente, entrarono irreversibilmente in crisi e cessarono l'attività.
Il 5 maggio 2013 il Fondo Monetario Internazionale, all'interno di un report, stimola le autorità di controllo italiane e il governo all'esecuzione del piano di ristrutturazione come previsto e a intervenire qualora necessario per centrare gli obiettivi prefissati nello stesso. In data 9 giugno 2014 prende inizio un aumento di capitale da 5 miliardi di euro molto diluitivo, destinato a stravolgere gli assetti azionari.
L'8 novembre 2013 nasce Widiba (WIse Dialog BAnk), in seguito ridenominata Banca Widiba la banca online del Gruppo MPS, della quale è socio unico, definita come uno dei pilastri per il rilancio e il riposizionamento del modello di business del Gruppo.