La Società Sportiva Monopoli 1966, meglio nota come Monopoli, è una società calcistica italiana con sede nella città di Monopoli. Milita in Serie C, la terza divisione del campionato italiano di calcio.

Il club affonda le sue radici nella tradizione calcistica cittadina iniziata nel 1966. Il Monopoli ha conosciuto un primo periodo di rilievo nazionale a cavallo tra gli anni ottanta e novanta, militando stabilmente tra i professionisti in Serie C1 e Serie C2.

Dopo alcune rifondazioni che hanno segnato la storia recente del club, la compagine biancoverde è tornata alla ribalta nella stagione 2004-2005, vincendo il campionato di Eccellenza pugliese con il record storico di 102 punti.

Un secondo ciclo di successi ha avuto inizio negli anni duemiladieci: nella stagione 2014-2015 il club ha conquistato la Coppa Italia Serie D, successo che ha fatto da preludio al ritorno nel professionismo. Dal 2015 il Monopoli disputa consecutivamente il campionato di Serie C, raggiungendo i suoi migliori risultati storici con il 3° posto finale nelle stagioni 2019-2020 e 2024-2025.

Storia Le origini: dalla Rinascente all'A.C. Monopoli La storia del club ha inizio nel 1958 con la fondazione della Rinascente Calcio Monopoli per iniziativa del presidente Mario Tarantino. Al fine di evitare il subentro nei debiti della precedente Audace Monopoli, giunta al fallimento, la società scelse di ripartire dal campionato di Seconda Divisione. La prima iscrizione costò 90.000 lire, operazione di cui è ancora oggi conservata la ricevuta originale.

Nel 1966 il sodalizio fu rifondato come Associazione Calcio Monopoli. La struttura societaria vedeva la partecipazione di figure chiave quali Giovanni Vacca, Alfredo Palmieri, i fratelli Giliberti, Giovanni Schena, Giacomo e Giovanni Barnaba, Mundo La Penna, Franco Alba, Gino Biasi, Paolo Mitrotti e Giancarlo Vacca. Per la costruzione della rosa la dirigenza si avvalse della consulenza di Michele Sinesi, all'epoca tecnico della Liberty Bari. Il primo tesserato fu Enzo Sibilla, mentre il primo acquisto fu Lino Brunetti: ex calciatore di Serie A, Brunetti sarebbe in seguito divenuto presidente del club nel periodo in cui la squadra, sotto il nome di Atletico Monopoli, militò nei campionati regionali di Promozione e Prima Categoria.

Il nucleo storico della squadra era composto da: Natale Piepoli, Donato Rizzi, Paolino Greco, Roberto Moro, Paolo Leoci, Giacomo Meo, Enzo Gimmi, Sassanelli, Iannone, Consiglio, Polieri, Cavallaro, Cavallo, Zezza e Ricco.

L'esordio ufficiale con la denominazione A.C. Monopoli avvenne il 27 novembre 1966 sul campo del Noicattaro, dove i biancoverdi si imposero per 4-2 con marcature di Polieri, Cavallo, Iannone e Consiglio. La stagione si concluse trionfalmente con la vittoria del campionato, totalizzando 29 punti sui 32 disponibili. Tuttavia, nel campionato di Seconda Categoria, il Monopoli terminò a pari punti con il Castellaneta, rendendo necessario uno spareggio sul campo neutro di Brindisi. La gara terminò 0-0 anche dopo i tempi supplementari e, non essendo ancora previsti i calci di rigore, la promozione fu decisa dal lancio della monetina, che decretò la sconfitta dei biancoverdi.

L'anno successivo il Monopoli riuscì a vincere il campionato senza subire alcuna sconfitta, ottenendo la promozione in Promozione. Anche in questo caso, la stagione terminò con un arrivo a pari merito in vetta alla classifica, rendendo obbligatorio un nuovo spareggio, stavolta contro il Putignano. La sfida decisiva si disputò sul neutro di Giovinazzo e si concluse nuovamente in parità. Per la seconda volta nella sua storia, il destino del club fu affidato al sorteggio: in questa occasione il capitano scelse il lato corretto della monetina, decretando lo storico approdo in Serie D.

Gli anni settanta I primi anni settanta videro il Monopoli stabilizzarsi nel campionato di Serie D, ottenendo due 12° posti consecutivi, seguiti da un 7° e un 6° posto. La svolta societaria avvenne a metà del decennio con l'ingresso dell'imprenditore Adriano Rivoli, titolare dell'omonimo gruppo industriale, che assunse la presidenza. Sotto la guida tecnica di Michele Cappella e grazie agli innesti di Schipa, Capuano, D'Innocenzo, Abruzzese e Lorusso, la squadra raggiunse il terzo posto, conquistando per la prima volta l'accesso alla Coppa Italia.

La stagione successiva fu segnata dal primo esonero della storia del club: dopo un avvio difficile, Cappella fu sollevato dall'incarico a favore di Gianni Bonanno. Il nuovo tecnico riuscì a invertire la rotta, specialmente nelle gare casalinghe, chiudendo il campionato in 4° posizione e bissando la qualificazione in Coppa Italia. Nel gennaio 1977, alla guida della società subentrò il presidente Petrosillo al posto di Rivoli; la squadra, affidata prima a Michelotti e poi al duo Righetti-Minervini, terminò l'annata all'8° posto.

La riforma della Serie C2 e lo spareggio di Campobasso Nell'estate del 1977, in vista della riforma della Lega Semiprofessionisti che avrebbe istituito la Serie C2, il Monopoli allestì una rosa competitiva per il salto di categoria. Agli ordini di Felice Tinelli arrivarono Faccin, Patat, De Palo, Giovanni Zaccaro, Colangelo, Velluti, Vaccaro e Cataldi. Dopo un rendimento altalenante, Tinelli fu sostituito da Giliberti. L'annata fu caratterizzata da episodi controversi: la sfida interna contro il Gallipoli, inizialmente assegnata 0-2 a tavolino per il presunto ferimento del calciatore salentino Orlando, fu fatta ripetere dalla C.A.F.

Approfittando dell'esclusione dell'Andria dal campionato, il Monopoli riuscì a lottare per uno dei quattro posti utili alla promozione. Decisive furono le ultime tre gare contro Rosetana, Gallipoli (recupero) e Manfredonia: tre vittorie che proiettarono i biancoverdi al 4º posto a pari merito con il Francavilla. Lo spareggio decisivo si disputò allo stadio di Campobasso; dopo lo 0-0 dei tempi regolamentari e supplementari, il verdetto fu affidato nuovamente al lancio della monetina. Il capitano Dino Lenoci scelse correttamente "testa", decretando la storica promozione dell'A.C. Monopoli in Serie C2.

Il consolidamento tra i professionisti Il debutto nel professionismo (1978-1979) fu turbolento, segnato dalle dimissioni e dal successivo reintegro del tecnico Giliberti; la salvezza matematica arrivò grazie a una rete di Pica. L'anno successivo, il Monopoli fu inserito nel girone comprendente squadre campane e siciliane. Dopo un girone d'andata sottotono, la squadra si riscattò nel ritorno, rendendo necessario un ulteriore spareggio-salvezza contro l'Alcamo. Sul campo neutro di Bisceglie, una rete del bomber Prima sancì la permanenza dei biancoverdi nella categoria.

Gli anni ottanta

L'era Palmieri e la storica scalata alla Serie C1 La stagione 1980-1981 segnò un nuovo passaggio di proprietà con l'insediamento alla presidenza di Alfredo Palmieri, discendente della nobile famiglia monopolitana. La guida tecnica fu affidata ad Angelo Mammì, che raggiunse il gruppo durante il ritiro di Melfi. Al termine di un campionato definito "leggendario", il Monopoli si trovò a disputare l'ennesimo spareggio della sua storia, questa volta per l'accesso in Serie C1. Sul campo neutro di Brindisi, tuttavia, i biancoverdi fallirono la promozione, cedendo al Casarano per 1-0 a causa di una rete di Cau. L'annata si concluse con la partenza di Mammì verso la Turris e del capitano Dino Lenoci in direzione Messina.

Il campionato successivo fu caratterizzato da una gestione tecnica travagliata: inizialmente affidata a Lombardi, la squadra passò dopo poche giornate a Michele Cappella, promosso dal settore giovanile. Dopo aver inizialmente lottato nelle posizioni di vertice, la compagine biancoverde ottenne la salvezza solo all'ultima giornata grazie a un pareggio sul campo del Capo d'Orlando. Parallelamente, si verificò un nuovo avvicendamento societario con l'acquisto del club da parte della coppia di imprenditori Lavermicocca e Laruccia.

Il salto nella "Terza Serie" e gli anni d'oro Nel 1983 Vito Laruccia assunse la presidenza a pieno titolo. Nonostante un iniziale avvicendamento in panchina tra il richiamato Angelo Mammì e il confermato Michele Cappella — che portò la squadra al quarto posto, mancando di poco l'obiettivo — la storica promozione in Serie C1 giunse nella stagione 1983-1984 sotto la guida tecnica di Mario Russo.

Il Monopoli inaugurò così un ciclo d'oro, caratterizzato da otto partecipazioni consecutive al campionato di Serie C1. Grazie ai piazzamenti ottenuti, il club conquistò più volte la qualificazione alla Coppa Italia (riservata alle squadre di Serie A e Serie B). Questo periodo di stabilità ad alti livelli vide alternarsi in panchina allenatori come il già citato Mario Russo, Gianni Balugani e Franco Vannini, con la costante presenza di Giovanni Manzari nel ruolo di direttore sportivo.

Gli anni novanta

Il declino e la fine dell'A.C. Monopoli (1988-1994)

Tra il 1988 e il 1992, il Monopoli continuò a misurarsi nel panorama della Serie C1, affidandosi a una serie di tecnici di rilievo: si alternarono in panchina Aldo Sensibile, Nicola Chiricallo (padre di Marcello Chiricallo, allenatore e D.S. negli anni a seguire), Giuseppe Papadopulo e Giorgio Campagna, oltre alle brevi parentesi di Giorgio Sereni (nell'autunno del 1988) e Franco Liguori (nella stagione 1991-1992).

L'ultimo biennio della società fu caratterizzato da due discrete partecipazioni al campionato di Serie C2 sotto la presidenza di Pasquale Bellomo. Tuttavia, la parabola del club si interruppe bruscamente nell'estate del 1994 a causa della mancata iscrizione ai campionati professionistici. Il fallimento pose fine a 68 anni di storia calcistica cittadina, durante i quali il Monopoli era riuscito a scalare le gerarchie del calcio italiano partendo dalle serie inferiori fino a stabilizzarsi in Serie C1, arrivando in più occasioni a ridosso della promozione in Serie B.

Il periodo di transizione e l'Atletico Monopoli La scomparsa dello storico sodalizio aprì un vuoto che sarebbe durato dodici anni prima del ritorno nel calcio professionistico. Un primo tentativo di ripartenza avvenne nel 1996, quando, su iniziativa della Linos Monopoli, fu fondata lAtletico Monopoli. La nuova società acquisì il titolo sportivo dell'U.S. Pezze di Greco (frazione della vicina Fasano) per poter competere nel campionato regionale di Promozione.

L'Atletico militò nel girone pugliese di Promozione per tre stagioni consecutive (1996-1997, 1997-1998 e 1998-1999). L'ultima annata si rivelò tuttavia fallimentare: dopo uno spareggio-salvezza disputato ad Ostuni, la squadra rimediò la retrocessione in Prima Categoria, alla quale il club scelse di non iscriversi, scomparendo dal panorama calcistico nella stagione successiva.

Gli anni duemila Dopo la difficile risalita dai campionati regionali, i primi anni duemila vedono il Monopoli militare stabilmente nel massimo campionato regionale (Eccellenza Puglia). In questo quadriennio la società getta le basi per la successiva rinascita, nonostante risultati sportivi alterni e una dimensione prettamente dilettantistica. In questo periodo militano nel club diversi giocatori locali e specialisti della categoria che mantengono vivo il legame tra la città e la squadra nonostante la militanza nei dilettanti regionali.