Il Museo civico etnografico Giovanni Podenzana ha sede alla Spezia.
Struttura
Il Museo etnografico G. Podenzana della Spezia si trova in via del Prione 156, in piena zona pedonale nel centro storico cittadino.
Il museo ha sede nell'antico oratorio di San Bernardino, edificio del XV secolo nei pressi della porta di Genova (altrimenti appunto detta porta di San Bernardino) nella cinta muraria medievale. Prima di ospitare il museo, l'edificio è stato per alcuni anni sede della Pubblica Assistenza cittadina.
Storia Il museo è dedicato a Giovanni Podenzana, naturalista, viaggiatore, etnografo (La Spezia 1864-Brugnato 1943).
Figlio primogenito di Cesare Podenzana (1840 - 1884), discendente dall'omonima famiglia originaria di Podenzana, in Lunigiana, archeologo che contribuì a fondare il Museo Civico della Spezia nel 1873, Giovanni Podenzana iniziò a viaggiare il 18 luglio 1891, imbarcandosi a Genova sul piroscafo Braunschweig, insieme all’amico Ruggero Schiffini per raggiungere l'Australia. Da qui visitò la Tasmania, la Nuova Zelanda, la Nuova Guinea, il Giappone e gli Stati Uniti. Visse a lungo a Sydney, dove fondò un ensemble di sole donne, il Mandolin Double Quintet, di cui fu direttore. Fu inoltre Conductor of the Royal Italian Mandolin Society, e sempre nella stessa città, aprì lo studio musicale Mandolin, Mandola and Guitar Studio of G. Podenzana. In Australia sposò l'australiana d’origine scozzese Alice Hunter, dalla quale ebbe il figlio Mario Hunter Podenzana (1902 - 1984). Fece numerose tourneé con la sua orchestra, alternando l’attività di compositore a quella di cabarettista e di concertista a bordo delle navi da crociera che collegavano l’Italia con gli Stati Uniti. Trasferitosi a New York, dove risiedette alcuni anni, vi fondò la Lega musicale italiana, importante punto di riferimento e di assistenza ai musicisti italiani in America. Nel 1905 rientrò definitivamente in Italia e al suo incarico di conservatore al Museo Etnografico, al quale, dall’estero, non aveva mai smesso di inviare materiali delle culture extraeuropee. Anche se saltuariamente, tenne ancora concerti come violoncellista, in Giappone nel 1915 e negli Stati Uniti nel 1917. L’incontro con l’etnografo Lamberto Loria segnò la svolta nei suoi interessi che dalle culture lontane si rivolsero a quelle della sua terra: nel 1906 iniziò infatti la raccolta sul campo dei manufatti tradizionali della Lunigiana, al cui studio e ordinamento museale dedicò oltre trent’anni di vita.
Podenzana morì a Brugnato nel 1943 e riposa nel Cimitero dei Boschetti. Gli è stato dedicato il Museo Civico Etnografico della Spezia.
La collezione In oltre trent'anni di viaggi e ricerca sul campo Podenzana raccolse migliaia di oggetti riferibili all'antropologia extraeuropea (Australia, Tasmania, Nuova Guinea, Giappone) e alla cultura e delle tradizioni popolari delle comunità rurali della Lunigiana storica, dalla metà del Settecento ai primi decenni del Novecento. In esposizione permanente i materiali di arte e tradizione popolare della Val di Magra e Val di Vara, databili dalla metà del Settecento ai primi decenni del Novecento. Questi elementi della vita sociale e quotidiana delle comunità rurali del territorio, modificata profondamente a seguito dell'industrializzazione, offrono al visitatore un'interessante sintesi della vita in Lunigiana nel Settecento e nel primo Novecento. Ne emergono un mondo e una società semplici ma ricchi di antiche consuetudini, rituali, credenze; un artigianato sapiente capace a volte di trasformare gli oggetti minuti di uso quotidiano in piccoli capolavori artistici, come le tipiche culle intagliate della zona di Bratto (Pontremoli).
Notevole e ricca la sezione dei tessili e dei costumi tradizionali dell'Ottocento, fra i quali l'abito femminile festivo della Spezia, di Sarzana e delle Cinque Terre, con la presenza delle gonne realizzate nella stoffa turchina tessuta nei telai locali, che rappresenta l'antenato del mitico jeans.
Notevole anche la sezione che documenta i gioielli d'oro in filigrana, da indossare nei giorni della festa, e le croci d'argento di manifattura locale, dalle quali le donne non si separavano mai nemmeno durante il lavoro nei campi. Si conservano anche i singolari cappellini femminili di rafia intrecciata, le cui minutissime dimensioni avevano meravigliato i viaggiatori inglesi del secolo passato in visita nel Golfo. Ma ancora gli strumenti domestici, gli ex voto della devozione popolare, gli oggetti legati alla sfera della superstizione, gli utensili connessi con le attività agricole o della pastorizia, gli arredi e le suppellettili della casa, gli strumenti intagliati della filatura e tessitura, spesso doni di fidanzamento donati alla futura sposa, elementi tutti che costituiscono, per la loro antichità di raccolta e la loro originalità, un repertorio di raro fascino e di sottile seduzione.
Il percorso espositivo La collezione si articola sviluppando i seguenti temi: devozione e culti popolari superstizione e pratiche magico-terapeutiche oreficerie arredi della casa oggetti di corredo personale utensili per la tessitura familiare ed abbigliamento tradizionale
Note
Voci correlate La Spezia Musei della Liguria
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Podenzana