Dopo gli studi in economia, condotti in Ecuador, in Belgio e negli Stati Uniti d'America, nel 2005 è stato nominato ministro delle Finanze dell'Ecuador. Con la vittoria alle elezioni presidenziali nel 2006, il 15 gennaio 2007 si è insediato come presidente della Repubblica ed è stato riconfermato nel 2009 e il 18 febbraio 2013. Tra il 2006 e il 2016, la povertà è diminuita dal 36,7 % al 22,5 %. Allo stesso tempo, la disuguaglianza, come misurata dall'indice di Gini, è diminuita dallo 0,55 al 0,47. È noto anche per aver sostenuto Julian Assange, editore di WikiLeaks.

Cattolico osservante, ex seminarista missionario, si definisce umanista e cristiano di sinistra ed è fautore del socialismo del XXI secolo. ‘Socialismo’ en el discurso de Correa , El Universo 23 luglio 2007. Nel 2020 è stato condannato a 8 anni di carcere in contumacia in quanto avrebbe guidato una rete di corruzione che tra il 2012 e il 2016 avrebbe ricevuto "contributi indebiti" al Palazzo Carondelet per finanziare il suo movimento politico in cambio della concessione di contratti statali a uomini d'affari. Vive in Belgio come rifugiato, Paese che ha rifiutato la sua estradizione ritenendolo vittima di persecuzione politica.

Biografia

Nato in una famiglia di estrazione medio-bassa (ha 2 sorelle, Pierina e Bernarda, oltre ad un fratello, Fabricio), dopo aver conseguito nel 1987 la laurea in economia all'Università Cattolica di Santiago de Guayaquil, è stato per un anno in missione nella provincia del Cotopaxi presso centro di assistenza sociale gestito dai salesianiBiografia di Rafael Correa su revistasiempre.com. Ha appreso così la lingua quechua, parlata dalla maggior parte della popolazione nativa americana della regione delle Ande. Nel 1991 ha conseguito il Master of Arts in Economia presso l'Università Cattolica di Louvain-la-Neuve, in Belgio. Ha studiato quindi negli Stati Uniti presso l'università dell'Illinois all'Urbana-Champaign, dove ha ottenuto nel 1999 il Master of Science in economia e due anni dopo il dottorato di ricerca nella stessa disciplina. Argomento della tesi di dottorato fu il fallimento delle riforme strutturali operate negli anni ottanta in America Latina: mediante un'analisi econometrica ha dimostrato che nessuna di esse ha garantito la crescita economica e che anzi la liberalizzazione del mercato del lavoro ha minato la produttività della regione. Rafael Correa, Three essays on contemporaneous Latin American development. PhD thesis. University of Illinois at Urbana-Champaign, USA.

Rientrato in Ecuador, nel 2005 è stato per quattro mesi ministro dell'Economia e delle Finanze nel governo guidato da Alfredo Palacio. Durante il suo ministero, ha sostenuto la riduzione della povertà e la sovranità economica del Paese. Giudicando con scetticismo l'accordo di libero commercio sottoscritto dall'Ecuador con gli Stati Uniti, contro il parere del Fondo monetario internazionale ha lavorato per accrescere la cooperazione con gli altri Paesi latino-americani. Dopo che la Banca Mondiale ebbe rifiutato un prestito per i cambiamenti al fondo di stabilizzazione dei redditi petroliferi, Correa si dimise. Nel frattempo aveva proposto l'emissione, ad un tasso di interesse ridotto, di titoli di stato governativi la metà dei quali sarebbe stata acquistata dal Venezuela. Correa motivò le proprie dimissioni lamentando il mancato sostegno dell'operazione da parte presidente Palacio, che pure aveva autorizzato la vendita. Lettera di dimissioni da ministro dell'Economia e delle Finanze . Al momento delle dimissioni, secondo alcuni sondaggi, era il membro del governo con la maggiore credibilità nel paese, riscuotendo la fiducia del 57% degli ecuadoriani. Tony Solo. Sovereignty Takes One Step Backwards , Znet, 15 agosto 2005.

Campagna presidenziale del 2006 All'inizio della campagna presidenziale del 2006, Correa ha fondato l'Alianza País — Patria Altiva y Soberana (Alleanza della Patria Orgogliosa e Sovrana), un movimento politico che propugnava la sovranità politica dell'Ecuador, l'integrazione regionale e gli aiuti economici per i meno abbienti.

Durante la campagna elettorale, Correa ha proposto un'assemblea costituente per riscrivere la Costituzione ecuadoriana. Jeremy McDermott, Man of the people closes in on presidency , The Scotsman, 14 ottobre 2006. Correa sostenne di voler chiedere un referendum per iniziare a scrivere la nuova Costituzione e pertanto l'Alianza País non presentò propri candidati al congresso, ma appoggiò quelli del Partito Socialista Ecuadoriano.

In campo economico, sosteneva la necessità di accrescere i commerci ed aprire i mercati con gli altri stati, in particolare attraverso l'integrazione delle economie latino-americane. "Ecuador Joins the Great SouthAm Nation," Prensa Latina, 15 gennaio 2007 Ha criticato invece l'accordo di libero commercio negoziato con gli Stati Uniti."Ecuador rejects US free trade pact," Business Week, 10 dicembre 2006. Ha chiesto inoltre una riforma del settore petrolifero che accrescesse la percentuale dei ricavi da destinarsi a programmi sociali per i poveri, secondo la legge promossa dall'ex ministro dell'Economia e delle Finanze Diego Borja, accusando le compagnie petrolifere straniere di non ottemperare alle norme ambientali e sugli investimenti e di trattenere l'80% del loro fatturato.Ecuador candidate Correa to redraw private oil contracts . MarketWatch, 13 ottobre 2006.

In ambito finanziario, ha criticato le politiche neoliberiste dei precedenti presidenti ecuadoriani. In particolare, a Jamil Mahuad, che aveva guidato il Paese dal 1998 al 2000, ha contestato la decisione di adottare il dollaro come moneta ufficiale del Paese, anche se in seguito ha ammesso che non sarebbe stato possibile abbandonare la strada della dollarizzazione. Tra le riforme proposte vi è stata l'introduzione di un limite ai depositi offshore delle banche locali pari al 10% del loro patrimonio. Ha proposto inoltre misure per ridurre l'incidenza del debito dell'Ecuador verso l'estero e destinare ai programmi sociali i risparmi sugli interessi passivi.Ecuador Sigh of Relief Latin Business Chronicle

In politica estera, ha sostenuto l'opportunità che l'Ecuador si mantenesse lontano dai conflitti interni in Colombia. Ha comunque condannato i rapimenti, le violazioni dei diritti umani e i bombardamenti delle FARC, dichiarando che avrebbe catturato i suoi membri qualora fossero entrati in Ecuador Correa cambia de discurso de campaña: dice que rompería con Chávez y perseguirá a las FARC Diario El Comercio, 19 ottobre 2006. Ad agosto 2006, pur definendo il presidente venezuelano Hugo Chávez un amico personale, ha dichiarato alla stampa di non sentirsi parte del movimento bolivariano del Venezuela. Peraltro, quando Chávez ha paragonato a Satana il presidente statunitense Bush, Correa ha definito il paragone "iniquo per il diavolo".Weitzman, Hal. , Financial Times. 2 ottobre 2006. A giugno 2009 ha condotto l'Ecuador a far parte, con il Venezuela, Cuba e altri stati, dell'Alleanza Bolivariana per le Americhe (ALBA). Rafael Correa reconoce que se reunió con Hugo Chávez El Universo 21 agosto 2006

Nel primo turno delle elezioni generali, il 15 ottobre 2006, Correa ha ottenuto il 22,84%, risultando il secondo candidato più votato dopo Álvaro Noboa (26.83%). Benché la conoscenza dell'idioma nativo della popolazione indigena aveva accresciuto in campagna elettorale l'abilità di Correa a comunicare con loro, egli non è stato il più votato nelle aree a maggioranza indigena. Un Ecuador que pocos ven se tomó tercer lugar El Universo, 20 ottobre 2006. Tuttavia, nel ballottaggio del 26 novembre Correa si è affermato con il 56,67% dei voti.RESULTADOS: NACIONALES Tribunal Supremo Electoral

Primo mandato presidenziale Rafael Correa è stato ufficialmente dichiarato presidente dell'Ecuador il 4 dicembre 2006 e il successivo 15 gennaio si è insediato come 56º presidente della Repubblica.

Ha promesso di combattere la generale corruzione della classe politica ecuadoriana. Jeanneth Valdivieso Correa declares re-election victory Associated Press Mon Apr 27 Voters expected to back new constitution in Ecuador 27/09/2008 BreakingNews.ie Gonzalo Solano Ecuador's Correa favored for re-election Associated Press

Politica economica

Sin dal discorso inaugurale della sua presidenza, Rafael Correa ha eccepito la legittimità del debito pubblico ecuadoriano, in quanto contratto da regimi militari, Pimental, Lester, "Ecuador, Calling Debt 'Illegitimate,' May Repay 40%", Bloomberg.com, 18 gennaio 2007 e denunciato il cosiddetto "Washington Consensus", ossia il pacchetto di prescrizioni del Fondo Monetario Internazionale, della Banca Mondiale e dell'amministrazione federale degli Stati Uniti per la gestione delle crisi economico-finanziarie dei Paesi in via di sviluppo. "Ecuador's new leader has no kind words for US", CBC News, 15 gennaio 2007

A febbraio 2007 Rafael Correa e il nuovo ministro dell'Economia Ricardo Patiño hanno dichiarato che il governo non avrebbe sottoscritto alcun accordo che permetta al Fondo Monetario Internazionale di controllare il proprio piano economico, ma che l'Ecuador, in quanto membro del FMI, avrebbe portato avanti il report annuale noto come "Articolo IV". Associated Press, "Ecuador's Rejects IMF Review of Economy," 02.01.07, Pochi mesi dopo, tuttavia, seguendo l'esempio del presidente argentino Kirchner, ha chiesto la rinegoziazione del debito pubblico dell'Ecuador, che ammontava a 10,2 miliardi di dollari, pari al 25% del PIL, Dudley, Steven, "Ecuador's new leader walks tightrope", Kansas City Star, 16 gennaio 2007 e minacciato di dichiarare bancarotta e di sospendere i controlli di Banca Mondiale e Fondo Monetario Internazionale sui conti pubblici del Paese. Pimental, Lester, "Ecuador, Calling Debt `Illegitimate,' May Repay 40%", Bloomberg.com, 18 gennaio 2007.

Alcuni osservatori internazionali hanno supposto che le dichiarazioni sul rischio di bancarotta facessero parte di una strategia per manipolare il mercato, deprimendo le quotazioni di alcuni strumenti finanziari legati ai titoli di stato ecuadoriani. Ciò avrebbe infatti permesso al governo di acquistarli ad un prezzo favorevole grazie al sostegno delle banche venezuelane. The Economist, 26 luglio 2007.. Correa ha respinto questa ricostruzione sostenendo che essa fosse una cospirazione messa in atto da banchieri potenti. El Comercio, 12 giugno 2007. "Ecuador Prosecutors Probe Patino, Banker Meeting" Bloomberg, 24 maggio 2007. "Una parte no revelada del video señala a venezolanos" El Universo, 29 maggio 2007. La strategia tuttavia non è riuscita in quanto le istituzioni finanziarie venezuelane hanno operato in modo da trarre profitto dall'oscillazione dei prezzi. Dopo la diffusione di un filmato nel quale compariva il ministro delle Finanze Patiño che sembrava avvalorare la teoria della manipolazione, il 26 luglio 2007 Rafael Correa lo ha rimosso e destinato ad altro incarico. Financial Times, 26 luglio 2007 Successivamente Patiño è stato nominato ministro degli Esteri.

Con il manifestarsi della crisi economica globale del 2008, dopo il susseguirsi di alcune indiscrezioni il 12 dicembre 2008 Correa ha dichiarato ufficialmente la bancarotta dell'Ecuador, descrivendo come immorale il debito contratto "a causa della corruzione" dai regimi militari precedenti e dichiarandosi "pronto ad accettare le conseguenze". Ha quindi proposto un piano per il riconoscimento dei diritti dei creditori in misura pari al 30% del valore dei loro crediti. L'11 giugno 2009 è stato annunciato che il governo ecuadoriano ha riacquistato il 91% dei propri titoli di stato ad un prezzo compreso tra il 30 e il 35%.

Tra il 2006 e il 2016, la povertà è diminuita dal 36,7 % al 22,5 %. Allo stesso tempo, le disuguaglianze, come misurato dall'indice di Gini, è diminuito 0,55 al 0,47.

Politica estera