Deputato per i Vosgi dal 1978 al 2002, sindaco di Épinal dal 1983 al 1997 e ministro degli affari sociali e dell'occupazione durante il primo periodo di coabitazione, è stato una figura emblematica della campagna per il "no" al referendum sul Trattato di Maastricht del 1992.

Presidente dell'Assemblea nazionale dal 1993 al 1997, appoggiò Jacques Chirac alle elezioni presidenziali del 1995 prima di prendere le distanze da lui. In seguito, presiedette il Raggruppamento per la Repubblica (RPR) fino al 1999 e si candidò senza successo a sindaco di Parigi alle elezioni del 2001.

Dal 2004 fino alla sua improvvisa scomparsa nel 2010, è stato primo presidente della Corte dei conti. Denunciando gli eccessi delle finanze pubbliche, ha dato visibilità a questa istituzione e ha guidato un'importante riforma degli organi di controllo finanziario.

Oratore formidabile, si presentava come un gollista sociale e incarnava un'ala sovranista di destra che spesso si discostava dalle linee dominanti della sua famiglia politica.

Biografia Figlio di Robert Séguin e Denise Daniéle, il padre fu campione nordafricano nei centodieci metri ostacoli e vicecampione di Francia. In seguito si arruolò nel quarto reggimento fucilieri tunisino dove, durante la liberazione della Tunisia, morì in combattimento all'età di ventitré anni, nel settembre del 1944.

Il nonno materno, Joseph Danièle, originario di Nizza, arrivò in Tunisia all'età di ventotto anni per diventare direttore del Crédit Lyonnais a Sousse, poi a Biserta e agente d'affari a Tunisi, mentre la nonna Adèle Nicolas era figlia di un importante appaltatore di lavori pubblici a Tunisi.

Rimasto orfano all'età di appena un anno, grazie ai sacrifici della madre, vedova di guerra, Séguin studiò al liceo Carnot di Tunisi e poi all'École normale d'instituteurs del Var, a quella di Nîmes e infine a quella di Aix-en-Provence. Si laureò a pieni voti in lettere all'università di Aix-en-Provence, dove si specializzò in studi superiori di storia, e si diplomò presso l'Istituto di studi politici di Aix-en-Provence della stessa città. Dal 1961 al 1963 fu redattore del quotidiano Le Provençal, di proprietà di Gaston Defferre.

Alto funzionario Ammesso all'École nationale d'administration (ENA) di Parigi, nel 1970 fu fra i primi classificati, ottenendo così la possibilità di entrare direttamente alla Corte dei conti. Agli inizi del 1973 fu nominato chargé de missionÈ una figura che assomiglia a quella del consulente in Italia, ma con maggiori poteri. con competenza sul settore agricolo e ambientale presso la Presidenza della Repubblica dal Segretario generale dell'Eliseo Michel Jobert, principale collaboratore dell'allora Capo dello Stato Georges Pompidou. Confermato da Édouard Balladur, succeduto a Jobert nel marzo 1973, Séguin lasciò la Presidenza della Repubblica dopo la morte di Pompidou e l'elezione di Giscard d'Estaing nella primavera del 1974.

Nel 1974 fu nominato vice direttore generale per l'Educazione fisica e lo sport. Rientrato alla Corte dei conti, nel 1977 diventò direttore di gabinetto di Christian Poncelet, segretario di Stato con l'incarico dei Rapporti con il parlamento.

Carriera politica Deputato e ministro Nel 1965 aderì all'Union des jeunes pour le progrès, una formazione gollista. Aderì al movimento Raggruppamento per la Repubblica (RPR) fondato nel 1976 da Jacques Chirac dalle ceneri del partito gollista. Séguin fu un seguace del gollismo sociale, il cui obiettivo è la tutela della democrazia sociale senza tuttavia rimettere in discussione il capitalismo.Questa forma di gollismo, legata alla difesa dell'indipendenza nazionale e al ruolo della Francia nel mondo, è la più vicina al gollismo tradizionale.

Eletto deputato all'Assemblea nazionale nel 1978, 1981, 1986, 1988, 1993 e 1997, fu vicepresidente della stessa dal 1981 al 1986. Sindaco di Épinal (Vosgi) dal 1983 al 1997, fu ministro degli affari sociali e del lavoro nel secondo governo di Jacques Chirac (1986-1988).

Dopo le elezioni legislative del 1988, Philippe Séguin animò insieme a Charles Pasqua una corrente interna al RPR critica nei riguardi della gestione di Jacques Chirac e volta al perseguimento del gollismo sociale. Al congresso del partito tenutosi a Le Bourget l'11 febbraio 1990, la mozione Pasqua-Séguin ottenne il 31,4 per cento e fu quindi battuta da quella maggioritaria quidata da Alain Juppé che ebbe il 68,6.

L'Europa

Scettico sulla prospettiva della moneta unica, nel 1992 fu promotore insieme a Charles Pasqua del fronte contrario alla ratifica del trattato di Maastricht. Dotato di una dialettica brillante, uscì a testa alta dal dibattito televisivo voluto dal presidente della Repubblica François Mitterrand, che nonostante la malattia si spese in prima persona perché il Trattato non fosse respinto dai francesi. All'apertura delle urne, i "sì" alla ratifica prevalsero solo per un'incollatura, e questo contribuì a rafforzare la posizione di Séguin all'interno del movimento neogollista.

Presidente dell'Assemblea nazionale Presidente dell'Assemblea nazionale dal 1993 al 1997, si fece apprezzare anche dalle minoranze per il rigore e per l'imparzialità. Appena insediato, non esitò ad attaccare la politica economica del governo Balladur, definendola una vera "Monaco sociale".Si riferisce all'arrendevolezza dell'accordo siglato nel settembre 1938 nella città bavarese, che servì solo a ritardare di un anno l'aggressione della Polonia da parte dell'esercito nazista). In occasione della campagna per le elezioni presidenziali del 1995, mise il suo formidabile talento oratorio al servizio di Jacques Chirac nella competizione con Édouard Balladur, anch'egli candidatosi all'Eliseo, e fu l'ispiratore dello slogan della lotta alla fracture sociale. Chirac fu eletto, ma la scelta del nuovo Primo ministro cadde su Alain Juppé anziché su Séguin.

Presidente del RPR Nel 1997 fu eletto presidente del RPR, al posto di Alain Juppé che fino a quella data cumulava quel ruolo con la carica di Primo ministro, e che aveva dovuto farsi da parte in conseguenza della disfatta del centrodestra alle elezioni legislative anticipate. La presidenza Séguin durò solo due anni. Si dimise, infatti, nel 1999, alla vigilia delle elezioni europee, a causa di contrasti interni e di dissensi con lo stesso presidente della Repubblica Jacques Chirac.

Candidato a sindaco di Parigi Nel 2001 fu candidato a sindaco di Parigi, in un momento particolarmente delicato per il RPR visto che il sindaco uscente, Jean Tiberi, era in rotta con il partito ed era risoluto a ripresentarsi con una sua lista personale. I risultati andarono al di là delle aspettative più pessimistiche: Séguin fu battuto al secondo turno dal candidato socialista Bertrand Delanoë. A dare man forte al successo del futuro primo magistrato di Parigi contribuì, oltre alla presenza ingombrante della lista Tiberi, lo scarso entusiasmo del presidente della Repubblica Jacques Chirac e del suo entourage nel sostenere Séguin. Le divisioni all'interno del centrodestra fecero il resto.

Dichiaratamente scettico nei confronti della formazione dell'Unione per un Movimento Popolare (UMP), Séguin preferì ritirarsi dalla vita politica, non partecipando alle elezioni legislative del 2002 e dimettendosi dal consiglio comunale di Parigi.

I legami con Nicolas Sarkozy In seguito all'elezione alla presidenza della Repubblica di Nicolas Sarkozy il 6 maggio 2007, François Fillon venne nominato Primo ministro il 17 maggio successivo, mentre Henri Guaino diventò uno dei principali collaboratori del nuovo presidente della Repubblica. Entrambi erano a fianco di Séguin, nel periodo in cui faceva ancora attività politica. Il segretario di Stato ai Rapporti con il parlamento, Roger Karoutchi, fu un altro dei suoi collaboratori. La sua stessa nomina a primo presidente della Corte dei conti nel luglio 2004 fu proposta in consiglio dei ministri da Sarkozy, all'epoca ministro di Stato e ministro dell'Economia e delle Finanze.

Nel maggio 2007 Séguin rifiutò di entrare a far parte del governo Fillon come ministro di Stato, preferendo rimanere alla Corte dei Conti. Uno dei primi atti del nuovo governo fu quello di offrire a Séguin la presidenza della Commissione sugli ostacoli alla crescita economica della Francia (più nota come "commissione Attali"), incarico che, a seguito della mancata accettazione da parte di Séguin, andò poi a Jacques Attali.Probabilmente su indicazione dello stesso Séguin che è stato suo condiscepolo all'Ena. È anche presidente del consiglio di amministrazione dell'Istituto di studi politici di Aix-en-Provence.

Primo presidente della Corte dei Conti Reintegrato alla Corte dei conti nel 2002, insegnò per un biennio all'Università di Montréal.

Nel luglio 2004 fu nominato dal consiglio dei ministri primo presidente della Corte dei conti, prendendo possesso di tali funzioni il successivo 6 settembre.Non è il primo caso in Francia di una personalità impegnata in politica issata ai vertici della magistratura contabile. È successo con André Chandernagor (1983-1990), Pierre Arpaillange (1990-1993) e Pierre Joxe (1993-2001). In tutti e tre i casi, trattasi di ex magistrati che hanno lasciato il governo in cui erano ministri perché nominati alla presidenza della Corte dei Conti. Uno di questi, Pierre Arpaillange, non apparteneva alla magistratura contabile ma a quella ordinaria. In ogni caso, sono stati degli ottimi presidenti e hanno dato prova di assoluta indipendenza. Infine l'attuale primo presidente è l'ex deputato del Partito Socialista Didier Migaud, nominato il 23 febbraio 2010.

La riforma della Corte dei Conti In occasione dell'apertura dell'anno giudiziario 2009, Philippe Séguin annunciò i principi su cui si basava il disegno di legge di riforma della Corte, in seguito approvato dal Consiglio dei ministri il 28 ottobre 2009. La Corte e le 22 sezioni regionali sono raggruppate in una giurisdizione unica centralizzata e modernizzata, le attuali 22 sezioni regionali ripartite in 4 o 5 sezioni interregionali, è attribuito alla sede centrale di Parigi la fissazione del calendario dei lavori e istituito un ruolo statutario unico per i magistrati contabili. Ma dopo la scomparsa di Séguin la riforma fu abbandonata.

Incarichi nel settore calcistico Presiedette la commissione nazionale tripartita presso la Fédération française de football. Dal gennaio 2008 presiedette la commissione "Grands stades Euro 2016", istituita dal Segretariato di Stato allo Sport allo scopo di valutare l'idoneità degli stadi esistenti in vista della candidatura della Francia agli Europei 2016 di calcio. Dal febbraio 2008 fu presidente della Fondazione Football.

Morte e funerale Philippe Séguin morì alle prime ore del 7 gennaio 2010 nella sua abitazione parigina, a causa di una crisi cardiaca. La notizia venne confermata dal Primo ministro François Fillon nel corso di una conferenza stampa.Si può consultare al riguardo la rassegna stampa presentata nella voce del progetto Wikinews, in lingua francese. L'omaggio della classe politica francese fu unanime, e l'11 gennaio ai suoi solenni funerali nella chiesa degli Invalides, parteciparono, oltre al presidente della Repubblica Sarkozy e ai suoi predecessori Giscard d'Estaing e Chirac, le più alte personalità dello Stato, lo stato maggiore dell'UMP e numerosi esponenti dell'opposizione.

Philippe Séguin fu sepolto il 13 gennaio 2010 nella cripta di famiglia a Bagnols-en-Forêt, nel Var.

Curiosità Oltre agli studi storici e il gusto per la battuta tagliente e per le dichiarazioni fuori dai denti, Philippe Séguin condivideva con l'ex presidente della Repubblica italiana Francesco Cossiga una passione sviscerata per il web e per le play-station. Appassionato di calcio, nel giugno 2006 tenne una rubrica sul quotidiano della sera Le Monde dove commentava i risultati dei Mondiali di calcio.