Beduzzo è una frazione del Comune di Corniglio, in provincia di Parma posta tra i 500 e i 600 m s.l.m. sul livello del mare. Si incontra procedendo dalla città di Parma verso sud, lungo la provinciale n. 665 che, costeggiando il torrente Parma, conduce a Corniglio (il Comune).

L'abitato è formato da diversi villaggi sparsi, sulla sinistra orografica del torrente, tra le montagne dell'Appennino, a pochi chilometri dal confine con la Toscana. Il suo fulcro è posto lungo la strada ed è infatti denominato “La Strada” nella topografia, mentre altrettante "località", villaggi e vari nuclei di case, si trovano sia a monte sia a valle della strada. Verso il torrente Parma si trovano: Mulino Vecchio, Case Moroni, la Crocetta, La Costa, Mulino Nuovo, La Palto (L'Appalto). Invece, verso monte: Case Pellinghelli, Torre, Tre Rii e Martano, La Chiastra, Case Bergoni, Cardale, Case Savani, Piazza Superiore, Case Marsigli (Cà di Casé), Mossale e Case Righelli.

Il “vocabolario topografico dei ducati di Parma, Piacenza e Guastalla” di Lorenzo Molossi, che ne collegherebbe le origini con un antico “Vetutianum”, contava nel 1832 per Beduzzo 453 abitantiMolossi, Lorenzo: "Vocabolario topografico dei ducati di Parma, Piacenza e Guastalla", Parma, 1832.

Storia Beduzzo è nominato la prima volta il 10 maggio 879Schiavi, Antonio: "La diocesi di Parma", Parma, 1940. in un diploma dell'imperatore Carlomanno, in cui è detto che donava al cappellano del vescovo parmense Viboldo un casale detto Curatico (da cui deriva l'omonimo paese) che confinava con un altro chiamato Beduzzo. La località è nominata pure nell'atto di vendita di molte terre poste nel ParmenseAffò, Ireneo: "Storia di Parma", Parma, 1795. e in un privilegio del re Lotario a Mainfredo, in cui gli sono confermati molti beni e corsi d'acqua fino alla Villa di BeduzzoSalavolti, O., Soragna, A.: "Cenni storici sugli antichi pievati e castelli della diocesi parmense", Parma, 1906.. Già nel 1387 Beduzzo aveva il suo castello ed era detto castellanzia il suo territorio. È a quell'anno che risale la prima investitura feudale, quando l'imperatore Venceslao ricompensò i Terzi per i servigi resi, investendo con diploma, datato a Norimberga, Nicolò e Guido Terzi da Cornazzano del territorio di Beduzzo e del suo pievatoParma, Archivio di Stato, Famiglie, carte Rossi.. Ma il castello doveva esistere già da prima, poiché i Terzi per ottenere l'investitura dovettero dimostrare di possedere in quei luoghi terre fin dalla prima metà del XIII secolo. Nel 1409 i Terzi perdettero Beduzzo insieme con altre terre e solo nel 1420, sotto il dominio del Duca di Milano, recuperarono Beduzzo tenendolo fino al 1448. Alla morte di Filippo Maria Visconti, scoppiate guerriglie tra il Comune di Parma e alcune potenti famiglie locali, Pietro Maria Rossi occupò Beduzzo nel 1440. L'anno seguente ne ottenne la prima investitura da Francesco Sforza (nel 1452 però l'imperatore Federico III ne investiva Antonio e Giberto da Correggio). Una seconda investitura arrivò al Rossi nel 1470, ma ribellatosi al Duca di Milano nel 1482, il Rossi venne cacciato dal Parmense e Beduzzo affidato a Pietro Francesco Visconti Conte di Saliceto, Consignore di Brignano e di Pagazzano (Bergamo), che già godeva del feudo di Corniglio, con Pugnetolo e Roccaferrara, dal Novembre 1484, con la morte del Visconti, venne ereditato dalla vedova, Eufrosina Barbavara. Dopo molte guerre e molti passaggi, la contea di Corniglio, con Beduzzo, passò a Galeazzo Pallavicino. Ma nel 1521 il conte Filippo Maria de' Rossi riacquistò Beduzzo, al quale succedette il conte Camillo. Sarà con il figlio naturale di quest'ultimo, Filippo Maria, che la signoria dei Rossi su Beduzzo vedrà la fine: incarcerato nel 1593 nelle prigioni della Rocchetta, Filippo Maria morirà senza eredi consegnando così il feudo di Beduzzo alla Camera Ducale di Parma. Perduta la sua funzione di sentinella armata del cornigliese, il castello di Beduzzo cominciò così a rovinare.

Il castello (forse in origine appartenente a un ramo cadetto dei Canossa, gli Attoni d'Antesica, poi passato in mano ai Terzi e infine ai Rossi) dominava la valle dal promontorio dove oggi, al suo posto, vi è la chiesa parrocchiale, costruita nel XVIII secolo. Il luogo di culto, dedicato a San Prospero, sorge col suo campanile (che conserva una campana del 1343) sopra una spianata delimitata verso valle da una scarpata ripida nascosta da fitta vegetazione, che sull'angolo rivela ancora la "scarpa" dell'imponente muro di cinta, non troppo dissimile da analoghi manufatti presenti in altri fortilizi dell'epoca situati nello stesso territorio. Un edificio posto davanti alla chiesa, e fatto costruire alla fine degli anni Cinquanta del Novecento da don Giulio, arciprete di Beduzzo, poggia le sue fondamenta, come testimoniano le sue cantine a volta, su quelle dell'antica torre, i cui resti furono abbattuti proprio per la costruzione dell'edificio, oggi affittato come casa di vacanza.

L'esistenza di questo castello è peraltro confermata anche da un affresco del castello di Torrechiara, dove la rocca di Beduzzo appare perfino dotata di mastio, ponte levatoio e ben due cinte murariePellegri, Marco: "Un feudatario sotto l'insegna del leone rampante. Pier Maria Rossi 1413-1482", Parma, 1996.. La parrocchiale precedente, citata in documentazione risalente al 1230, era posta probabilmente in località Mossale. A testimonianza di questo vi sarebbe il rinvenimento a metà del Novecento di alcune tombe durante i lavori di ristrutturazione delle case Jattoni, poste nella parte alta dell'abitato di Mossale, con sguardo diretto su quella che era la collina sul quale sorgeva il castello. La pieve venne in seguito ricostruita ai piedi del castelloDall'Aglio, Italo: "La diocesi di Parma", Parma, 1966., in località "Ciesòla", e la prima testimonianza ufficiale è del Seicento (a fine Cinquecento la visita Castelli definiva la pieve originaria in pessime condizioni). La nuova chiesa forse ampliava una cappella già presente all'interno della fortificazione. L'affresco della camera d'oro del castello di Torrechiara mostra infatti una chiesetta addossata alla seconda cerchia muraria. Solo alla fine del Settecento, l'edificio, con dispensa vescovile, venne ricostruito sulla sommità della collina, utilizzando materiale di recupero della chiesa precedente e del castello.

Monumenti e luoghi d'interesse Chiesa di San Prospero

Costruita originariamente nei pressi dell'abitato di Mossale in località Cà di Casè, la pieve fu menzionata per la prima volta nel 1230; profondamente danneggiata forse da una frana, la struttura medievale fu abbandonata dopo il XVI secolo, spostando la sede parrocchiale nella cappella del vicino castello di Beduzzo, esistente almeno dal XV secolo. Demolita nel 1735, l'ex cappella del maniero fu ricostruita utilizzando le pietre del fortilizio in rovina e fu infine benedetta l'11 settembre 1783, mentre il campanile fu completato nel 1789; danneggiata da cedimenti del terreno, fu ristrutturata tra il 1893 e il 1894; decorata internamente tra il 1953 e il 1954, fu lesionata dai terremoti del 1983 e 2008 e consolidata strutturalmente in seguito a ciascun evento. L'edificio, caratterizzato dalla facciata neoclassica coronata da un frontone triangolare, è affiancata da un campanile in pietra, isolato dal tempio; gli interni, scanditi da lesene doriche, sono arricchiti da affreschi nelle cappelle laterali e nel presbiterio absidato...

Castello di Beduzzo

La data di costruzione della prima struttura fortilizia di Beduzzo è sconosciuta. Con ogni probabilità, la famiglia Terzi, feudataria del luogo, aveva riadattato o eretto ex novo nel XIV secolo un castello allo scopo di presidiare la zona. I Terzi, che erano stati investiti di questa parte della Val Parma dall'imperatore Venceslao I di Lussemburgo nel 1387, esercitarono la signoria su Beduzzo fino all'aprile del 1448, quando Pier Maria II de' Rossi invase il territorio con le sue truppe, conquistando il castello.

L'investitura su contado e rocca fu sancita al Rossi da Francesco Sforza e riconfermata nel 1470. A seguito della guerra fra i Rossi e Ludovico il Moro, che culminò nel 1483 nella definitiva sconfitta di Guido de' Rossi, con conseguente confisca di tutte le rocche rossiane, il feudo venne assegnato ai Visconti di Saliceto, già signori di Berceto, e in seguito fu tenuto per breve tempo da Galeazzo Pallavicino. Poi, nel 1521, Filippo Maria de' Rossi, figlio di Guido, riuscì a riconquistare il territorio, dando vita alla linea cornigliese dei Rossi. Alla morte di Filippo, avvenuta nel 1529 il feudo passò al figlio Camillo e poi al nipote Filippo Maria che finì per essere incarcerato a Parma nel 1593, morendo senza eredi. L'anno seguente all'arresto di Filippo Maria il castello venne confiscato e passò definitivamente alla camera ducale di Parma.

L'unica descrizione del castello a noi pervenuta si trova per via incidentale in un documento redatto dall'arciprete Giovan Battista de Uccelli nel 1691 in cui viene detto che la struttura aveva ben due cinte murarie. Don Uccelli scrive: "La chiesa di Beduzzo si trova posta dentro al primo circuito di muraglia che cinge la Torre grande, segno del castello; il secondo cinto di muraglia cinge la Torre grande comune della Contea".

Dopo aver perso la funzione di baluardo difensivo dell'Alta Val Parma posto a protezione del feudo di Corniglio, il castello cadde in rovina, su parte della sua fondazione venne costruita la nuova parrocchiale di San Prospero, avvenuta nel 1783. Parte della torre rimasta in piedi fino al Novecento venne abbattuta per costruire negli anni 50 una discutibile casa della gioventù dal parroco dell'epoca.

Attualmente, sono ancora visibili alcune parti della cerchia muraria più interna, compreso un massiccio contrafforte d'angolo. Poco distante, casa Jattoni Dall'Asén è ciò che resta di un'antica torre (forse d'avvistamento) costruita subito sotto la cerchia muraria più esterna del castello.

Hospitale di Beduzzo Sulla strada provinciale in direzione Corniglio, appena fuori dal paese, immediatamente sotto la via principale, verso il torrente Parma, si vede bene un edificio caratterizzato da un lungo loggiato: si tratta di un "hospitale" (ricovero per viandanti) risalente al basso medioevo. La val Parma era infatti percorsa da pellegrini diretti a sud che passavano in Toscana attraverso il vicino passo di CironeBasteri, Maria Cristina: "La via francigena nel territorio parmense", Parma, 1996.. L'hospitale fu acquistato nel XV secolo dalla famiglia Botti di Langhirano che ne fecero la loro residenza privata. Ancora qualche decennio fa - prima delle spoliazioni ad opera degli ultimi proprietari - era possibile ammirare un camino con lo stemma della famiglia.

Casa Jattoni Casa Jattoni Dall'Asén, conosciuta anche come Ca' del Prete e anticamente come Casa Lozza o Loggia, è - con l'hospitale - l'edificio più antico di Beduzzo ancora visibile nella sua struttura più o meno originaria. Ubicata in località Case Bergoni, è probabilmente coeva al castello rossiniano, che risale al XV secolo (ma parte dell'edificio potrebbe essere stato edificato nel secolo precedente, all'epoca della prima struttura fortilizia dei Terzi e ai cui piedi è stata edificata). In origine la struttura aveva una pianta quadrata: si trattava infatti di una torre. Difficile stabilirne l'antica altezza, ma considerando i resti dell'attuale ultimo piano adibito a sottotetto, la torre non doveva essere inferiore ai 15 metri. L'ingresso principale, come era consuetudine all'epoca, si trovava a circa 4 metri di altezza e oggi è inglobato all'interno dell'edificio e riadattato a porta di comunicazione tra due ambienti. Nel piano semi-interrato è visibile una bella volta a botte in pietra, mentre al primo piano, perfettamente allineata con quello che era l'ingresso, si trova una porta in pietra serena scalpellata e oggi tamponata.