Helianthemum Mill., 1754 è un genere di piante spermatofite dicotiledoni appartenenti alla famiglia delle Cistacee, dall'aspetto di piccole erbacee annuali o perenni.
Etimologia L'etimologia del nome del genere è abbastanza intuitiva ed è formata da due semplici parole: hèlios (= sole) e ànthos (= fiore) indicando così la breve durata di un solo giorno dei fiori di questo genere, oppure (secondo altre etimologie) indica il fatto che questi fiori vogliono le zone soleggiate. La prima volta che si trova il termine Helianthemum è in una stampa ad opera del fisico e botanico germanico Valerius Cordus (18 febbraio 1515 – 25 settembre 1544); ma è stato il botanico francese Joseph Pitton de Tournefort (5 giugno 1656—28 dicembre 1708) ad usarlo per primo come valore di genere. Un primo elencò abbastanza completo delle specie di questo genere, partendo ovviamente da quelle spontanee del proprio territorio, è stato fatto dal botanico svizzero Von Haller (1705 – 1777) in una pubblicazione del 1742.
Descrizione
Queste piante sono legnose o sub-legnose, ma anche erbacee a portamento arbustivo (eretto o prostrato) oppure sono erbe perenni (raramente annuali). La forma biologica più ricorrente (almeno per le specie europee) è camefita suffruticosa (Ch suffr), ossia sono piante perenni e legnose alla base, con gemme svernanti poste ad un'altezza dal suolo tra i 2 ed i 30 cm. A seconda della latitudine possono essere sempreverdi o semi-sempreverdi ossia le porzioni erbacee si seccano annualmente e rimangono in vita soltanto le parti legnose. Radici Le radici sono secondarie da fittone. Fusto I fusti sono ramosi-cespugliosi di tipo diffuso-ascendenti ma anche prostrato-ascendenti. Alla base sono quasi legnosi, ispidi e rugosi. I rami sono ascendenti. Foglie
Le foglie sono a disposizione opposta lungo il fusto (ma anche in modo alterno, ma raramente e solo in quelle superiori). Possono avere varie forme: ovali, ellittiche o lanceolate. Sono lunghe mediamente 1 – 4 cm e larghe 0,5 – 2 cm. La superficie può essere più o meno glabra; a volte sono anche tomentose. Il colore delle foglie può essere verde (più o meno lucido) o da biancastro a grigio-verde (se sono tomentose). Alla base delle foglie di alcune specie sono presenti delle stipole. Infiorescenza L'infiorescenza si compone di racemi terminali più o meno lassi con pochi ma anche con tanti fiori. A volte le infiorescenze sono anche a ombrella. Raramente i fiori sono solitari. In generale la fioritura è molto breve in quanto i petali sono presto caduchi. In compenso questo tipo di piante presentano più fioriture durante l'arco della stagione. Spesso si presenta un certo dimorfismo tra le varie fioriture: i primi fiori si presentano con larghi petali, gli ultimi con petali più stretti se non addirittura apetali. Fiori
I fiori sono ermafroditi e attinomorfi; sono pentameri (calice e corolla composta da 5 elementi). Il diametro medio dei fiori va da 2 a 4 cm. Il colore è bianco o giallo, occasionalmente rosa o carnicino. A volte sono bicolori: il centro del fiore ha delle tonalità più accese probabilmente per facilitare il raggiungimento del nettare degli insetti pronubi. I fiori generalmente sono pedicellati, raramente sessili. Formula fiorale: * K 5, C 5, A molti, G (3) (supero)
Calice: i sepali sono tre o cinque e sono persistenti; possono essere pelosi ma anche setolosi e la loro forma è in genere ovata. In diverse specie i sepali sono irregolari, ossia si dividono in due esterni e tre interni. Quelli esterni sono più lineari e lunghi la metà di quelli interni che sono più ampi. Corolla: la corolla è dialipetala; i petali sono cinque e sono più lunghi del calice; sono facilmente caduchi. La forma è spatolata ma anche cuoriforme (o forme intermedie), mentre la superficie può essere spiegazzata. Androceo: gli stami possono essere pochi (5) come numerosi (più di 10) e quasi tutti fertili (ossia con le antere) e liberi; le antere sono colorate di giallo. Gineceo: lo stilo è a sezione cilindrica (esile, lievemente contorto a “S” e ginocchiato alla base e mediamente lungo, e si allarga a cono verso lo stimma) e si trova su un l'ovario pluricarpellare (a 3 carpelli) che è supero e libero e uniloculare (parzialmente può essere considerato triloculare). Gli ovuli sono ortotropici (in posizione eretta) e gli embrioni sono ripiegati una o due volte su sé stessi. Impollinazione: l'impollinazione è entomofila anche se in alcune specie mancano i nettari (comunque i fiori sono ricchi di polline). Frutti Il frutto è una capsula loculicida a tre valve con molti semi. Una membrana riveste internamente il frutto. La forma dell'embrione può essere sia ricurvo (ad anello) che ad uncino, oppure dritto o ripiegato. I semi sono provvisti di albume amilaceo.
Ecologia Alcune larve di lepidotteri (della famiglia delle Bucculatricidae e delle Coleophoridae) si cibano di queste piante .
Distribuzione e habitat Le specie di questo genere sono diffuse in varie zone dell'America, Europa, Nordafrica e Asia minore e Asia centrale, ma soprattutto in quelle aree che si affacciano sul Mediterraneo occidentale ma anche le isole Canarie, le coste atlantiche francesi e quelle inglesi. In effetti questo è un genere tipico della flora mediterranea e dell'Europa meridionale in genere le cui specie spesso sono caratteristiche di una determinata condizione ambientale come ad esempio certe zone aride (quasi da “steppa”, chiamate “garighe”) dell'Italia meridionale o insulare, oppure come la vera steppa russo-asiatica. Come esempio si può citare la degradazione che alcuni terreni mediterranei, anticamente coltivati ad uliveto, subisce attualmente e che la fitosociologia assegna alla comunità vegetale chiamata Helianthemion guttati, costituiti quasi totalmente da un tappeto di erba irsuta a fiori gialli: Helianthemum guttatum (L.) P. Mill. Le circa 20 specie rappresentate nella flora spontanea italiana (alcune delle quali endemiche) frequentano una vasta gamma di ambienti: dai luoghi rocciosi frammisti ai pascoli alpini di alta quota della montagna (sopra la zona delle Conifere e del Faggio) a quote più basse vicino al mare in zone tipiche dell'ulivo ma anche in aree aride e sassose.
Della trentina di specie spontanee della flora italiana 7 (più varie sottospecie) vivono sull'arco alpino. La tabella seguente mette in evidenza alcuni dati relativi all'habitat, al substrato e alla diffusione delle specie alpine. SpecieComunitàvegetaliPianivegetazionaliSubstratopHLivello troficoH2OAmbienteZona alpinaH. apenninum9collinareCabasicobassoaridoF2CN TO VA CO BG BS TN BZ BLH. canum9collinaremontanoCabasicobassoaridoF2CN AO CO BG BS TN BZ BL UDH. hirtum12collinaremontanoCa Ca-SibasicobassoaridoF2CN(?) TO(?)H. lunulatum3montanosubalpinoCabasicobassoaridoC2 F2 F5CNH. nummularium subsp. berteroanum9collinareCa Ca-SibasicobassoaridoC2 F2CNH. nummularium subsp. glabrum10montanosubalpinoCa Ca-Sibasico-neutrobassoseccoC2 F2CN SO BSH. nummularium subsp. grandiflorum10subalpinoalpinoCa SineutrobassoseccoC4 F5tutto l'arco alpino(escl. VC)H. nummularium subsp. nummularium9collinaremontanoCa Ca-SibasicobassoaridoF2CN TO AO VC NO CO BS H. nummularium subsp. obscurum9collinaremontanoCa Sibasico-neutrobassoseccoF2tutto l'arco alpino H. nummularium subsp. semiglabrum9collinareoCa Ca-SibasicobassoaridoC2 F2CNH. nummularium subsp. tomentosum9montanosubalpinoCa Ca-SineutrobassoseccoF2 F5CN AO NO CO BS TN BZ BLH. oelandicum subsp. alpestre10subalpinoalpinoCabasicobassoseccoC4 F5tutto l'arco alpino(escl. VA)H. oelandicum subsp. italicum9collinaremontanoCabasicobassoaridoF2CN TO CO BG SO BS BLH. salicifolium4collinareCa SineutrobassoaridoC1 F1TO BS Legenda e note alla tabella. Per il “substrato” con “Ca-Si” si intendono rocce di carattere intermedio (calcari silicei e simili); vengono prese in considerazione solo le zone alpine del territorio italiano (sono indicate le sigle delle province). Comunità vegetali: 3 = comunità delle fessure, delle rupi e dei ghiaioni 4 = comunità pioniere a terofite e succulente 9 = comunità a emicriptofite e camefite delle praterie rase magre secche 10 = comunità delle praterie rase dei piani subalpino e alpino con dominanza di emicriptofite 12 = comunità delle lande di arbusti nani e torbiere Ambienti: C1 = ambienti sabbiosi, affioramenti rocciosi C2 = rupi, muri e ripari sotto roccia C4 = campi solcati F1 = praterie rase xerofile mediterranee F2 = praterie rase, prati e pascoli dal piano collinare al subalpino F5 = praterie rase subalpine e alpine
Tassonomia
Al genere Helianthemum appartengono circa metà delle specie della famiglia delle Cistaceae originate in prevalenza nella zona mediterranea e nell'Asia occidentale, una ventina delle quali sono presenti spontaneamente sul territorio italiano.
Il Sistema Cronquist assegna la famiglia delle Cistaceae all'ordine delle Violales mentre la moderna classificazione APG (avvalendosi dei recenti progressi della sistematica molecolare) la colloca nell'ordine delle Malvales.
Il genere Helianthemum è suddiviso in varie sezioni (e/o sottogeneri). Qui prendiamo in esame cinque di queste sezioni, definite dal botanico Adriano Fiori (1865 – 1950), relative alle specie spontanee della flora italiana. Anche se questa suddivisione risulta datata può essere interessante esaminarla ugualmente: Gruppo 1A : lo stilo è più o meno lungo; Gruppo 2A : gli stami sono molti (più di 10); quelli esterni generalmente sono sterili (sono presenti solamente i filamenti senza antere); gli ovuli sono “anatropici” (= rovesciati con l'apice verso il basso); gli embrioni sono invece “circinati” (= a forma spiralata); Sezione FUMANA. Gruppo 2B : gli stami in prevalenza sono 5 (o di più) e sono tutti fertili (filamenti con antere); gli ovuli sono “ortotropici” (= in posizione eretta); l'embrione è ripiegato una o due volte su se stesso; Gruppo 3A : le piante sono perenni o suffruticose; lo stilo ha una forma contorta e il più delle volte è ginocchiato; i petali sono molto più grandi dei sepali; gli stami sono molti (più di10); Sezione EUHELIANTHEMUM (appartengono le specie H. apenninum, H. nummularium e altre) Gruppo 3B : le piante hanno un ciclo biologico annuale; lo stilo è diritto; i petali sono più brevi dei sepali (a volte possono mancare); gli stami sono da 5 a 15; Sezione BRACHYPETALUM. Gruppo 1B : lo stilo è molto breve (a volte è quasi nullo, ma non mancante); Gruppo 4A : il portamento delle piante è di tipo erbaceo; sono piante più o meno pelose (ma non tomentose); gli ovuli sono “ortotropici” (= in posizione eretta); l'embrione ha una forma triangolare o da ferro di cavallo; Sezione TUBERARIA. Gruppo 4B : il portamento delle piante è di tipo arbustivo; l'aspetto è argentino; i peli sono squamoso-stellati; gli ovuli sono “ortotropici” (= in posizione eretta); l'embrione è spiralato; Sezione HALIMIUM (appartengono la specie C. halimifolius e altre specie come C. ocymoides della penisola iberica oppure C. lasianthus, o C. umbellatus dell'Europa centro-meridionale).
Qui di seguito sono elencati altri sottogeneri di Helianthemum (l'elenco può non essere completo): Helianthemum sect. Fumana Dunal in DC. (1824) (sinonimo = Fumana) Helianthemum sect. Halimium Dunal in DC. (1824) Helianthemum subgen. Helianthemum Helianthemum subgen. Helianthemum sect. Argyrolepis Spach Helianthemum subgen. Helianthemum sect. Brachypetalum Dunal Helianthemum subgen. Helianthemum sect. Eriocarpum Dunal Helianthemum subgen. Helianthemum sect. Helianthemum Helianthemum subgen. Plectolobum Willk. Helianthemum subgen. Plectolobum Willk. sect. Chamaecistus Willk. Helianthemum subgen. Plectolobum Willk. sect. Macularia Dunal Helianthemum subgen. Plectolobum Willk. sect. Plectolobum
Specie spontanee della flora italiana Per meglio comprendere ed individuare le varie specie del genere (solamente per le specie spontanee della nostra flora) l'elenco che segue utilizza in parte il sistema delle chiavi analitiche.