Sebenico (AFI: ; , ) è una città della Croazia di abitanti, capoluogo della regione di Sebenico e Tenin, situata nella regione storica della Dalmazia lungo il mare Adriatico, presso la foce del fiume Cherca in una baia naturale che è collegata al mare dal canale di Sant'AntonioCfr. "Sebenico" nell'enciclopedia Treccani.Cfr. "Sebenico" nell'enciclopedia Sapere.Dario Alberi, Dalmazia. Storia, arte, cultura, Lint Editoriale, Trebaseleghe (PD) 2008, pp. 710-740.Touring Club Italiano, Croazia. Zagabria e le città d'arte. Istria, Dalmazia e le isole. I grandi parchi nazionali, Touring Editore, Borgaro Torinese (TO) 2004, pp. 91-94.Usporedno Talijansko-Hrvatsko nazivlje mjestat ("Tabella comparativa italiano/croato dei toponimi") pubblicata su Fontes (, rivista scientifica croata edita dall'Archivio di Stato), giugno 2000..
Nel 1412 Sebenico entrò nei Domini da Mar della Repubblica di Venezia, rimanendoci fino alla sua caduta, che avvenne nel 1797. Dopo la caduta della Repubblica di Venezia Sebenico entrò a far parte dell'Impero austriaco in seguito al trattato di Campoformio, che venne firmato nel 1797, rimanendovi, salvo un'interruzione dovuta alla dominazione francese durante l'epoca napoleonica, che in questa zona perdurò dal 1805 al 1813, fino alla fine della prima guerra mondiale (1918), dopo di che entrò a far parte del Regno di Jugoslavia.
A partire da quest'ultimo evento iniziò l'esodo di una parte consistente degli italiani e degli italofoni della Dalmazia, tra cui i sebenicensi italiani, verso Zara, Lagosta, che invece erano annesse al Regno d'Italia, e verso l'Italia stessa. Nel 1941, durante l'invasione della Jugoslavia, operazione militare della seconda guerra mondiale, Sebenico fu occupata militarmente, così come tutta la Dalmazia, dalle truppe italiane del Regio Esercito, per poi venire inquadrata nel Regno d'Italia all'interno della provincia di Zara, che fu nell'occasione ampliata.
A seconda guerra mondiale terminata, Sebenico è tornata alla Jugoslavia per poi passare, in seguito alla dissoluzione di quest'ultima, alla moderna Croazia.
A Sebenico sono presenti due edifici storici che sono stati inseriti nell'elenco dei Patrimoni dell'Umanità dell'UNESCO, la cattedrale di San Giacomo e la fortezza di San Nicolò, quest'ultima facente parte del circuito culturale UNESCO delle opere di difesa veneziane tra XVI e XVII secolo: Stato da Terra-Stato da Mar occidentale. Come conseguenza, la maggiore risorsa economica di Sebenico è il turismo, il cui peso sull'economia locale è cresciuto costantemente.
Geografia fisica Territorio
Sebenico è situata presso la foce del fiume Cherca in un porto naturale collegato al mare dal canale di Sant'Antonio, passaggio naturale lungo 2,5 km. La costa dove si trova la città, che è rocciosa e frastagliata, è caratterizzata da un ampio entroterra costituito da terreno fertile.
Il panorama geografico intorno alla città dalmata è quindi vario. Sebenico, che si affaccia direttamente sul mare Adriatico, è situata lungo una baia naturale dove è stato realizzato il porto, che è da sempre la sua risorsa economica principale. La costa geograficamente di pertinenza del comune di Sebenico è lunga circa 52 km. Sul territorio nei dintorni di Sebenico sono stati istituiti due parchi nazionali, il Parco nazionale delle Incoronate e il Parco nazionale della Cherca. Il circondario della città è anche interessato dal lembo sud-orientale del Parco naturale del lago di Vrana.
La densità media degli abitanti del territorio comunale di Sebenico è pari a 51,5 abitanti/km2. Al largo della città è presente l'arcipelago di Sebenico, gruppo di isole situate nel mare Adriatico a ovest di Sebenico. Amministrativamente, le isole appartengono alla regione di Sebenico e Tenin. Le maggiori isole dell'arcipelago sono: Morter, Zuri, Cacan, Capri, Smolan, Diat, Provicchio, Zlarino e Crappano, cui si assommano tutti gli isolotti e gli scogli adiacenti alle singole isole maggiori e alla costa dalmata.
Clima Sebenico ha un clima di tipo mediterraneo (Classificazione dei climi di Köppen) che è caratterizzato da un condizioni atmosferiche invernali umide e relativamente miti, e da estati secche. Nella parte costiera della regione il clima è particolarmente mite, condizione climatica che si ripercuote anche sull'immediato entroterra.
Lungo la zona costiera l'insolazione media annua è di circa ore, mentre verso l'entroterra questo dato numerico cala. In estate le temperature, che sono relativamente alte, sono mitigate dal maestrale, vento che spira da nord-ovest. Lungo la costa gli inverni possiedono condizioni climatiche comprese tra il moderatamente freddo e il mite. I mesi di gennaio e di febbraio sono i più freddi dell'anno, mentre luglio e agosto sono i più caldi.
Le precipitazioni sono più abbondanti in inverno, mentre le estati sono generalmente secche. Le precipitazioni annue totali si attestano a circa 803 mm. La maggior parte del territorio della regione di Sebenico è dominata dalla bora, vento catabatico di provenienza est/nord-est che soffia con particolare intensità, in particolar modo, verso l'Alto Adriatico e il Medio Adriatico, nonché il già citato maestrale.
Quelli che seguono sono i dati climatologici salienti della città:
Origini del nome
Ci sono varie ipotesi che tentano di spiegare l'etimologia di Šibenik, nome in lingua croata della città. L'ipotesi maggiormente accettata dagli studiosi, ma con l'indeterminatezza del caso, è quella enunciata dal poeta e umanista italiano Giorgio Sisgoreo, che nel XV secolo, nella propria opera De situ Illiriae et civitate Sibenici, descrisse la geografia e la storia della zona dove sorge la moderna Sebenico. Giorgio Sisgoreo ipotizzò che il nome Šibenik derivi da "palizzata" (in croato singolare šiba, plurale šibe), con un richiamo al primo sistema difensivo della città.
Una seconda ipotesi lega il toponimo Šibenik al latino "Sibinicum", nome che gli antichi Romani diedero genericamente alla regione. Non è tuttavia chiara l'origine di Sibinicum, che a sua volta potrebbe essere derivato da un precedente toponimo, di significato ignoto, usato da una civiltà preesistente per riferirsi alla regione.
Storia Epoca medievale
Sebenico è la più antica città fondata dai croati sulla costa adriatica. Il primo documento che cita Sebenico risale al 1066. Tale testimonianza scritta si riferisce a una disposizione di re Petar Krešimir IV di Croazia, che ordinò la protezione del monastero benedettino di Santa Maria a Zara citando anche Krešimirova, nome originario della città, cambiato poi in Šibenik. A sua volta Krešimirova deriva da Krešimirović, ramo cadetto della dinastia dei Trpimirović, a cui apparteneva il sovrano appena citato.
All'epoca Krešimirova era una piccola comunità il cui centro abitato si sviluppava nei pressi delle moderne rovine della fortezza di San Michele, che si trovano su una ripida scogliera alla foce del fiume ChercaIvo Livaković, Tisućljetni Šibenik, Sebenico, 2002.. Nel 1102 il Regno di Croazia venne unito in forma personale al Regno d'Ungheria. Nel 1169 re Stefano III d'Ungheria concesse a Šibenik il titolo di città e il diritto di coniare moneta.
Nel 1298 fu fondata, tramite a una bolla pontificia di papa Bonifacio VIII, la diocesi di Sebenico, che fu costituita grazie allo scorporo del suo territorio da quello della diocesi di Traù, facendola diventare suffraganea dell'arcidiocesi di Spalato. Nel 1298, in occasione della fondazione della diocesi di Sebenico, fu deciso di predisporre i primi progetti per la costruzione della cattedrale di San Giacomo, i cui lavori di edificazione iniziarono nel 1402 per poi concludersi, viste le tante interruzioni, nel 1536.
Epoca moderna
Nel 1412 Sebenico passò sotto il dominio della Repubblica di Venezia, rimanendoci fino alla sua caduta, che avvenne nel 1797. Sebenico era già stata conquistata dalla Repubblica di Venezia nel 1322, rimanendo nei suoi domini fino al 1357, quando fu riconquistata dal Regno di Ungheria.
La Repubblica di Venezia posizionò a Sebenico la sede di una dogana e decise di fare della città dalmata un importante punto di snodo del monopolio del sale, il cui traffico partiva da Chioggia dirigendosi in tutto il Mare Adriatico. Fu durante la seconda epoca veneziana che la città cambiò nome, sui documenti ufficiali, dal croato Šibenik all'italiano Sebenico.
Durante il secondo periodo veneziano Sebenico diventò un importante centro culturale della Dalmazia. Tra gli umanisti di Sebenico che diedero un importante contributo alla cultura croata ed europea ci furono i dalmati italiani Natale Bonifacio, Francesco Difnico, Giorgio Sisgoreo, Antonio Veranzio, Fausto Veranzio, Tommaseo ed il croato Dinko Zavorović, primo romanziere croato della storia.
La maggior parte degli edifici del moderno storico sono stati costruiti in questa epoca storica, in particolare tra il 1431 e il 1536, principalmente in stile gotico e in stile rinascimentaleFoster, Jane (2004). Footprint Croatia, Footprint Handbooks, 2nd ed. p. 218. .
Nel 1417 Sebenico subì una serie attacco da parte dei Morlacchi, popolazione appartenente al gruppo dei Valacchi ora ridotti a un esiguo numero, che all'epoca erano diffusi anche nell'entroterra della città. Fu di questa epoca la costruzione delle prime imponenti mura difensive, che fu resa necessaria dai continui scontri tra la Repubblica di Venezia e l'Impero ottomano, a volte sfociate nelle cosiddette guerre turco-veneziane, che durarono dal XVI al XVII secolo. L'azione di guerra più cruenta che subì la città fu la battaglia di Sebenico, che avvenne nel 1647 e che rimane una delle azioni di guerra più importanti che siano state combattute nei pressi della città dalmata.
Fu durante la guerra di Candia, combattuta tra il 1645 e il 1669 tra la Repubblica di Venezia e l'Impero ottomano e conosciuta anche come quinta guerra turco-veneziana, che ebbe come posta in palio il possesso dell'isola di Creta, il più grande e più ricco tra i possedimenti veneziani d'Oltremare, poi persa dai veneti, che iniziò il processo di migrazione dei Morlacchi dall'entroterra di Sebenico verso la città. A metà del XVI secolo la popolazione di Sebenico fu falcidiata da un'epidemia di peste che causò un declino anche economico che fu poi recuperato grazie a una lenta ma graduale ripresa.
Dopo la caduta della Repubblica di Venezia Sebenico entrò a far parte dell'Impero austriaco in seguito al Congresso di Vienna (1815), che fu convocato dopo la sconfitta di Napoleone, venendo assegnata al Regno di Dalmazia, territorio sotto il dominio diretto della corona austriaca, rimandoci fino al termine della prima guerra mondiale (1918).
Le autorità asburgiche stabilirono che il Regno di Dalmazia sarebbe stato governato da una propria assemblea, chiamata Sabor, con sede a Zara, dove si potevano confrontare i due maggiori partiti politici austriaci dell'epoca, ovvero il Partito autonomista e il Partito popolare. La Dalmazia diventò quindi una monarchia, avente come lingua ufficiale il tedesco, governata da un'élite locale bilingue (italiana e croata).
Come conseguenza della terza guerra d'indipendenza italiana (1866), che portò all'annessione del Veneto al Regno d'Italia, l'amministrazione imperiale austriaca, per tutta la seconda metà del XIX secolo, aumentò le ingerenze sulla gestione politica del territorio per attenuare l'influenza del gruppo etnico italiano temendone le correnti irredentiste.
Durante la riunione del consiglio dei ministri del 12 novembre 1866 l'imperatore Francesco Giuseppe I d'Austria tracciò un progetto di ampio respiro mirante alla germanizzazione o slavizzazione dell'aree dell'impero con presenza italiana: