Bellagio (Belaas in dialetto comascoLa grafia utilizzata per il dialetto comasco è l'ortografia ticinese, introdotta a partire dal 1969 dall'associazione culturale Famiglia Comasca nei vocabolari, nei documenti e nella produzione letteraria., AFI: ) è un comune italiano di abitanti della provincia di Como in Lombardia. Il comune è parte della Comunità montana del Triangolo Lariano (con capoluogo Canzo) e il suo territorio rappresenta uno dei vertici ideali del Triangolo Lariano.
Rinomato luogo di villeggiatura, è famoso per la sua pittoresca posizione proprio sulla ramificazione del lago di Como nei suoi bracci meridionali, con le Alpi visibili oltre il lago a nord.
Geografia fisica Il territorio di Bellagio è molto vasto e oltre alla zona costiera comprende aree collinari e montane. Il punto più alto è Monte San Primo, che si sviluppa sino a un'altezza di 1.682 m s.l.m..
Il torrente Perlo è il principale corso d'acqua del territorio di Bellagio e nasce alle pendici del Monte San Primo ed attraversa in tutta la sua lunghezza la Valle del Perlo, sfociando nel lago presso la frazione di Guggiate.
Origini del nome Il toponimo Bellagio, ortograficamente BelasNel sistema ortografico moderno., o BellasNell'Ortografia milanese classica., o Bellax in lingua lombarda, con pronuncia fonetica IPA: o venne citato nei documenti medievali come Belagio (835), Bellaxio (880), Belasio (882; 885.), Beslacio (884), Bislacio (905; 1009), Bilacus (941),. Belacius (995) e Belaxium (1162).
Contrastanti sono le ipotesi sull'origine toponamastica e sulla derivazione etimologica. Gli storiografi classici traevano l'origine dal latino "bilacus" o "bislacus" con riferimento al paese posto tra due rami lacustri oppure da "bell'agio" o "bel lago".
Inverosimili anche le derivazioni dal patronimico "Bellus" con suffisso "-acus" o da "Bellovesus" o da altri ancora.
Le recenti acquisizioni delle scienze linguistiche celtiche e le maggiori conoscenze delle popolazioni preromane, preindoeuropee e indoeuropee che abitarono la zona prima della conquista romana, fanno derivare dal radicale Bail-as supponendo "Villaggio di capanne sull'acqua"P. Pensa, Noi gente del Lario, Cairoli editore, Como, 1982, pag. 575. o meglio "Altura circondata da acque".Claudio Beretta, I nomi dei fiumi, dei monti, dei siti: strutture linguistiche preistoriche, HOEPLI EDITORE, 2003, ISBN 88-203-3098-9, pag. 61.
Storia Insubri e Galli I primi abitanti furono gli Insubri, che avevano stabile dimora in una parte dell'attuale Lombardia, e quindi del lago di Como, fino all'altezza del centro lago, dove confinavano con i Reti (riva occidentale del lago di Como) e con gli Orobi (riva orientale).
Resti di una necropoli ritrovata nel 1928 in località Visgnola testimoniano insediamenti a Bellagio successivamente all'VIII secolo a.C.
Gli Insubri vissero liberi e indipendenti fino all'arrivo dei Galli, capitanati da Belloveso, i quali, intorno all'anno 600 a.C., battuti gli Insubri, si installarono a Milano e a Como, e, occupate le rive del lago, crearono un presidio nel punto estremo della loro conquista, Bellagio (Bellasium, dal nome del loro comandante Belloveso).
I Galli, fondendosi cogli indigeni, divennero Gallo-Insubri, introducendo i propri usi e costumi. Si radicarono talmente da lasciare impronte anche nella toponomastica del territorio bellagino: Crux Galli (oggi Grosgalla), dalla parte di Lezzeno, e "il Gallo", piccola cappella lungo la vecchia strada di Limonta, che segna ancor oggi il confine tra i due comuni.
La presenza romana
Nell'anno 196 a.C. al dominio del Gallo-Insubri subentra quello dei Romani, nella loro graduale espansione verso nord. I Romani, capitanati dal console Marco Claudio Marcello, disfatti i Gallo-Insubri in una violenta battaglia nei pressi di Camerlata, occupano Como e le rive del lago. Da allora Bellagio diventò, oltre che presidio romano, anche un punto di passaggio e di svernamento degli eserciti romani che si recavano nella Rezia, attraverso il valico dello Spluga. La località di svernamento era ai piedi dell'odierna Villa Serbelloni, riparata dai venti del nord e dal clima mediterraneo. Bellasium, nome latino di Bellagio, era il terminale della via Mediolanum-Bellasium, strada romana che iniziava a Milano. All'epoca romana risalgono un'ara dedicata a Giove (oggi collocata nel parco di villa Serbelloni) e una lapide che ricorda un certo Marco Plinio degli ufentini (esposta presso il Museo archeologico Paolo Giovio).
Negli ultimi anni della Repubblica, ricevette in visita di ispezione Gaio Giulio Cesare, allora governatore della Gallia Cisalpina, il quale dai paesi del lago trasse soldati per le sue legioni, che condusse in seguito nella Gallia Transalpina. Giulio Cesare introdusse alcune migliaia di coloni greci, che si stabilirono in molti paesi del lago, compreso Bellagio, i nomi dei quali ricordano ancora la loro origine ellenica.
Con queste popolazioni sovrapposte l'una all'altra, Bellagio divenne un miscuglio di razze, che diventerà sempre più complesso nei secoli successivi. Aumentò anche la sua importanza strategica, perché, oltre che a luogo di svernamento, serviva come posto di riparo per le navi militari, specialmente nella località di Loppia, dove l'insenatura naturale si adattava sin da allora a riparare le navi. Attorno a Loppia sorse poi uno dei primi nuclei abitati da bellagini.
L'avvento dei Romani nel territorio lariano segna l'introduzione di molte colture mediterranee, tra cui l'olivo e l'alloro; proprio dal nome di quest'ultimo (laurus) deriva la denominazione latina del Lago di Como (Larius). Fra le altre specie vegetali introdotte, il castagno, già diffuso nel Sud Italia, il cipresso, così ben naturalizzato da ritenersi oggi spontaneo, e molti generi di piante erbacee domestiche.
Nei primi decenni dell'Impero, due grandi personaggi collegarono la loro fama al lago e a Bellagio: Virgilio e Plinio il Giovane. Virgilio, il grande poeta latino, visitò Bellagio, e ricordò il lago nel II libro delle Georgiche, al verso 155 ("o grandissimo Lario"). Plinio il Giovane, residente a Como per la maggior parte dell'anno, possedeva, fra le altre, anche una villa per il soggiorno estivo situata sulla sommità del colle di Bellagio, denominata Villa Tragoedia.
Da Bellagio passarono, nell'anno 9 d.C., le legioni romane, guidate da Quintilio Varo, che, attraverso il valico dello Spluga, dovevano recarsi in Germania contro Arminio (le legioni, composte anche da militi tratti dal presidio di Bellagio, vennero poi completamente disfatte nella battaglia della foresta di Teutoburgo).
Nel 403 le navi romane ormeggiate a Bellagio inflissero una sconfitta alla flotta dei Visigoti.
Il Medioevo
Al tempo delle invasioni barbariche, Narsete, generale di Giustiniano, nel suo lungo peregrinare guerreggiando attraverso l'Italia, creò lungo il lago di Como una linea fortificata per fronteggiare in special modo i Goti, comprendente anche la rocca di Bellagio, l'Isola Comacina, il castel Baradello.
Nonostante ciò, verso il 568 i Longobardi, guidati da Alboino, si riversarono nella Pianura Padana e si stabilirono in vari luoghi della Lombardia, nelle vallate alpine e lungo i laghi. Anche la rocca di Bellagio venne occupata. La presenza di abitanti "di legge longobarda" è ancora attestata da un documento datato 1018. L'abitato bellagino rimase fortificato anche durante il periodo longobardo.. Nel 768 la regina Ansa, consorte di Desiderio, donò al monastero di Santa Cristina beni a Bellagio, l'ente, ancora nella seconda metà del X secolo, possedeva a Bellagio oliveti, vigneti, campi e boschi di castagno.
Con l'arrivo in Italia dei Franchi di Carlo Magno, discesi in Piemonte, e quindi in Lombardia, attraverso le Alpi Cozie, e vittoriosi sui Longobardi con la battaglia di Pavia del 773, il territorio lombardo venne diviso in contee — dando con ciò inizio al Feudalesimo. Bellagio venne a trovarsi nella contea di Milano, sotto la sovranità dei re franchi.
Il nipote di Carlo Magno, Lotario, con suo diploma risalente all'anno 835, investì feudatari del territorio di Limonta e Civenna i monaci di Sant'Ambrogio di Milano (unitamente al territorio di Campione d'Italia). Gli abitanti di questi due paesi, che più tardi appartennero ecclesiasticamente alla pieve di Bellagio (con sede a San Giovanni), avevano l'obbligo di consegnare una parte dei loro prodotti (olio d'oliva, castagne...) ai monaci di Sant'Ambrogio — diritto conservato per diversi secoli.
Seguì poi la dominazione degli Ottoni di Germania. Durante l'impero di Enrico V, per la successione vescovile nella Diocesi di Como, si accese una lunga guerra tra Milano, fautrice del vescovo imposto dall'imperatore, e Como, che aveva già designato il vescovo in Guido Grimoldi, consacrato dal pontefice.
La guerra durò dieci anni (1117–1127), con una serie di piccole vittorie e disfatte, in terra e sul lago. La comunità di Bellagio, che nel XII secolo costituiva un'entità autonoma dal punto di vista amministrativo e giudiziario, partecipò con la sua flotta (scorribiesse e ganzerre) come alleata di Milano, dell'Isola Comacina e di Gravedona. La guerra si concluse con la distruzione di Como e il suo assoggettamento a Milano — fatto da cui si risollevò soltanto dopo alcuni decenni.
Nel 1169, dopo la distruzione di Milano da parte di Federico Barbarossa (1162), Como assalì l'Isola Comacina, devastandola, e obbligando gli abitanti a rifugiarsi a Varenna e a Bellagio, rocche a quel tempo considerate inespugnabili.
Nel frattempo, si formava la Lega Lombarda, alla quale anche Bellagio partecipò come alleata di Milano — intervenendo anche nella Battaglia di Legnano (1176), contro Barbarossa e Como.
Gli annessi agli statuti di Como del 1335 citano il “comune de Bellaxio … cum villis de Sancto Johanne” all'interno delle comunità della pieve di Bellagio. Dal 1380 Bellagio fu sede del capitano visconteo del lago di Como, che aveva ampie prerogative politiche, giudiziarie e militari su tutte le comunità dello specchio d'acqua.
Nel 1440, durante la signoria dei Visconti,La signoria viscontea a Milano va da Ottone Visconti (salito al potere nel 1277) a Filippo Maria Visconti (morto nel 1447). alcuni Cernobbiesi assaltarono il carcere di Bellagio, dove erano reclusi dei prigionieri politici. Liberatili con la forza, questi presero la fuga sui monti di Bellagio, stabilendosi nella località che assunse il nome di Cernobbio, in ricordo del paese di origine dei loro liberatori. Durante il periodo visconteo, le fortificazioni bellagine vennero smantellate.
Con la morte di Filippo Maria, la casata dei Visconti si estinse, e per breve tempo il territorio si trasformò nell'Aurea Repubblica Ambrosiana;istituzione che si resse tra il 1447 e il 1450, finché Milano non capitolò e Francesco Sforza divenne signore di Milano e della Lombardia.
Bellagio, il cui territorio (e specialmente la rocca) era stato occupato dalle truppe di Francesco Sforza nel 1449, durante la guerra per la successione allo stato di Milano, fu uno dei primi Comuni del lago che parteggiò e aderì alla nuova signoria degli Sforza.
Dall'età moderna ai giorni nostri Nel 1508 — durante il ducato di Ludovico il Moro (1479–1508) — il feudo di Bellagio, tolto alla signoria del vescovo di Como, fu assegnato al marchese Stanga (Marchesino), amico del Moro, che fu aiutato anche a costruire, verso la sommità del colle di Bellagio, una villa — che venne in seguito distrutta, durante un'incursione di Cavargnoni (i quali, sul finire del XVI secolo, si resero protagonisti di razzie in Tremezzina, a Bellagio e nella Valassina.).
Sempre inserito nella pieve di Bellagio del Ducato di Milano, il comune fu concesso in feudo agli Sfondrati tra il 1538 e il 1551 e, senza le ville, dal 1624 al 1788.