Il mattino dei maghi (Le Matin des magiciens) è un saggio pubblicato nel 1960 da Louis Pauwels e Jacques Bergier, entrambi studiosi di scienze occulte. È ritenuto tra i libri chiave del cosiddetto Realismo magico. Dal 1961, la fortuna editoriale dell'opera indusse i loro autori all'approfondimento di temi già ivi trattati: col dar vita alla rivista Planète, segnalata con favore anche da Mircea Eliade (che ne apprezzò l'impulso datone a una non banale riflessione olistica sui saperi), la quale ebbe numerose edizioni internazionali e si ampliò nei trenta ulteriori volumi dell'Encyclopédie Planète, diretta dal teologo Jean Chevalier. La momentanea adesione, nel '68, di Louis Pauwels al Maoismo, provocò la fine della collaborazione pubblicistica tra lui e Jacques Bergier e la chiusura di Planète.
Finalità dell'opera Obbiettivo di quest'opera, come espresso da Louis Pauwels nell'Introduzione, è quello di suscitare nel lettore un dubbio costruttivo su ciò che ci circonda: sollecitazione ad ulteriori visioni del mondo, con la messa a fuoco, incrociata, di fatti apparentemente diversi che si presentano con fenomenologie inconsuete, Inoltre, propongono peregrine ipotesi le quali, per quanto d'acchito opinabili, gli autori confidano che siano in grado di far ex-cogitare ragionevoli sospetti. Spesso nell'opera sono citati autori a quei tempi poco noti, in Francia come in Italia (quali Arthur Machen e H.P. Lovecraft).
Contenuto Il libro è diviso in tre parti. Nella prima vengono trattati temi quali le civiltà scomparse (ad esempio gli abitanti della leggendaria isola di Atlantide) e le società segrete come i Rosacroce; la seconda parte è interamente dedicata al Nazismo mistico visto come chiave di lettura dell'intero fenomeno hitleriano; l'ultima è riferita alle potenzialità dell'Uomo come essere vivente, da un'analisi di quelle che sono state alcune grandi menti del passato a ciò che potrebbe essere il suo futuro.
Critiche
Chi critica la scientificità del libro si sofferma, di solito, alla teoria della Terra cava e alla teoria del Ghiaccio Cosmico ("Welteislehre") di Hanns Hörbiger osservando che i due autori mescolano, confusamente, l'esoterismo di René Grousset e di G. I. Gurdjieff (di cui Pauwels fu seguace, per qualche tempo, alla fine degli anni '40), con pillole di scienza e contenuti di altre discipline per arrivare a scrivere una sorta di trattato di storia alternativa.
L'intento dei due autori francesi è esplicitamente di valorizzare quanto affermato dall'orientalista René Grousset. Storia, secondo l'accezione di Pauwels e Bergier, la quale -dopo l'apparente eclissi post-rinascimentale della Magia e la diffusione, con l'avvento, su scala mondiale (propriamente dalla seconda metà del XVII secolo) del pensiero baconiano epperò dell'era moderna all'apparenza sotto il dominio del "nomos" tecno-finanziario- sarebbe, invece, ancora sotto il dominio, come un tempo -quello che oggi ben riconosciamo, specie per via dei celebri studi sul pensiero nel tardo Rinascimento condotti da Frances Yates-, bensì, in forme velate o addirittura sotterranee, di correnti culturali esoteriche.
Pauwels e Bergier ipotizzarono la presenza in epoca contemporanea di società segrete il cui obiettivo è quello di dare impulso a precise scelte nell'ordine mondano e ne hanno sintetizzato l'orizzonte di manovra: "Finché gli uomini alimenteranno il sogno di ottenere qualche cosa per niente, il denaro senza lavorare, la cultura senza studio, il potere senza il sapere, la virtù senza l'ascesi, le società sedicenti segrete e iniziatiche fioriranno, con le loro gerarchie imitative e il loro borbottio che scimmiotta il linguaggio segreto".
Dinanzi lo scientismo e allo sviluppo tecnologico contemporaneo, i due autori francesi ne trassero questa conclusione: .
In realtà, entro i vari temi svolti nel Mattino dei Maghi questo indirizzo è stato mantenuto in modi niente affatto lineari - di Pauwels e di Bergier, la formazione personale acquisita avanti il loro incontro, avvenuto al principio degli anni '50 e pronubo di quindicinale intensa collaborazione, era stata radicalmente diversa: ne è emersa un'opera composita, a momento confusa, la quale, se ha potuto suscitare curiosità e sprone a ulteriori ricerche positive (su retroscena occultistico-paganeggianti nella carriera di influenti aderenti al movimento nazista), specie in uno storico qualificato qual Giorgio Galli, tuttavia ha dato adito ad aspre critiche, inerenti anzitutto l'attendibilità delle fonti cui, di volta in volta, gli autori hanno fatto esplicito ricorso.
Influenza I fratelli Strugatskij si ispirarono al Mattino dei maghi per i loro romanzi science fantasy Lunedì inizia sabato (1964-1965) e La favola della Trojka (1967). In una lettera del 1965 a Ivan Efremov, Bergier scrisse della similitudine del Mattino con Lunedì: "in forma umoristica, è la stessa idea".
In un articolo pubblicato nel 2004 sulla rivista Skeptic, lo scrittore Jason Colavito ha sostenuto che due dei primi fautori della teoria degli antichi astronauti, Erich von Däniken e Robert Charroux, avrebbero plagiato molti dei concetti presenti nel libro trasformandoli da esoterici a ufologici.
Edizioni Louis Pauwels e Jacques Bergier, Il mattino dei maghi, Arnoldo Mondadori Editore, 1963, pp. 475. Traduzione di Pietro Lazzaro.
Note
Bibliografia G. Ventura - La Glazialkosmogonie e la teoria della Terra Concava (in "Vie della Tradizione", n.11, luglio-settembre 1973). Giorgio Galli -Hitler e la cultura occulta. Milano, B.U.R., 2013. Jacques Bergier - Io non sono leggenda. Milano, Bietti, 2019. Nota Bene: le citazioni dirette, espresse, nei limiti consentiti dal Diritto d'Autore vigente, in questa voce enciclopedica, sono tutte tratte dall'edizione italiana del "Mattino dei Maghi" , uscita, nel 1963, a cura di Sergio Solmi, per Mondadori e da questo editore più volte ristampata.
Voci correlate Ahnenerbe Realismo magico Charles Fort
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Saggio su Il mattino dei maghi di RT Gault
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