Biografia thumb|La Basilica di San Lorenzo (esterno) Studiò letteratura e divenne uno dei più faceti e allegri poeti estemporanei della sua epoca. Fu tenuto in un certo riguardo da parte della Corte Medicea e dalle persone più abbienti di Firenze, che lo accolsero volentieri a mensa e a conversazione per deliziarsi delle sue risposte frizzanti. Il Fagiuoli da ciò ricavava onori, accoglienze e anche qualche beneficio. Si può dire che egli appartenga alla tradizione bernesca, dal nome di Francesco Berni (1497/1535), poeta satirico, autore di un rifacimento dell'Orlando Innamorato, di Capitoli e Rime. La sua satira talvolta fu acuta e tagliente, raramente malvagia.
Sposatosi il 19 dicembre 1698 con Maria Maddalena Bagnoli (1675-1735), ne ebbe dieci figli - sei maschi, dei quali solo Giuseppe (1706-1738) giunse all'età adulta - e quattro femmine, avviate alla vita monastica (Giuliana, presso le Montalve; Margherita, Pazienza e Benedetta in San Donato in Polverosa).
Morì ultraottantenne a Firenze e fu sepolto nella basilica di San Lorenzo.
Opere Elenco parziale:
Rime piacevoli (1729-1730), composte da molti sonetti, tra cui: Papà Giove, che allude a Roma papale; Il Bere!, canzonetta satirica; Ciapo della Pieve a Settimo - Ai frati suoi padroni, ottave improvvisate a cena; Per le nozze di Goro con la Tonia, sonetto consigliato in tempo di Carnevale; Per un suo Fattore, epistola Fagiuolaia (1734) che comprende: La compagnia dei brutti, fagiuolata satirica Intermezzi: Serva scaltrita sa farsi padrona (1733), in cui viene ripreso il tema della serva-padrona introdotto da Iacopo Nelli (La serva padrona, 1708) e che verrà poi ripreso da Giovan Battista Pergolesi (La serva padrona, 1733) e da Carlo Goldoni (La castalda, 1751)G. Ortolani, Tutte le opere di C. Goldoni, Mondadori Editore, 1940. Commedie (1734-1738); ne scrisse diciannove, tra le quali: Il marito alla moda Quel che appare non è, ovvero Il cicisbeo sconsolato; Un vero amore non cura interesse. Ciapo tutore, ovvero il podestà di Capraia
Dettati e sentenze Motti, burle e facezie, una raccolta di detti.
Epigramma satirico per i Medici, signori di Firenze I Medici - pietosi! - ai Fiorentini Volendo rimediar piaghe e malanni, Decretaron l'effigie sui fiorini Del Santo Protettore, San Giovanni; Però al Santo, al di dietro delle spalle, Appiopparono - al solito - le palle! E questa fu, pei Medici, l'eguale Ricetta... a ogni lor male.
Note
Bibliografia Il poeta Fagiuoli - motti facezie e burle del celebre buffone di corte, Firenze, Adriano Salani Editore, 1924. Il vero Giovan Battista Fagiuoli, e il teatro in Toscana a' suoi tempi, Firenze, Fratelli Bocca, 1884.
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