I Monti Càntari sono una breve catena montuosa appartenente all'Appennino centrale, sita al confine fra Lazio e Abruzzo, lungo lo spartiacque appenninico, a cavallo fra le province di Frosinone e quella dell'Aquila. Delimitati a nord e ad est dalla Valle Roveto, a sud-est dai Monti Ernici, a sud dalla Valle Latina, a ovest dalla Valle Granara e dal territorio di Filettino e infine a nord-ovest dal valico di Serra Sant'Antonio e dai Monti Simbruini. Sono un'area protetta compresa all'interno del Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini, con la vetta più elevata rappresentata dal Monte Viglio, che raggiunge i 2156

Il nome deriva dal latino cantus, «coppa, recipiente», per la forma dell'antica caldera glaciale costituita da due circhi glaciali che in inverno accumulano neve, permanente fino a buona parte dell'estate; fino alla fine degli anni ottanta era presente un vero e proprio nevaio perenne.

Descrizione

Nel contesto montuoso che va sotto il nome di Monti Simbruini-Ernici, costituito tipicamente da catene sviluppate da nord ovest a sud est, prima con le coste boscose dei Monti Simbruini, poi con le creste aeree dei Monti Ernici, i Monti Càntari, con il loro orientamento nord-sud, rappresentano una soluzione di continuità. La catena ha una lunghezza molto limitata, estendendosi per poco più di dieci chilometri dal comprensorio di Campo Staffi a quello di Campocatino e buona parte di questa estensione è occupata dal territorio del Monte Viglio.

Lo spartiacque ha inizio, a nord, al valico della Serra S. Antonio (1608 m); da qui la quota comincia progressivamente ad elevarsi, con le faggete dell'Insuglietta. A partire dalla Fonte della Moscosa si delineano nettamente le propaggini del Monte Piano (1838 m), quindi il susseguirsi delle cime dei Càntari (un complesso di vette senza nome: 1992 m, 2050 m, 2088 m, 2103 m), per culminare nella vetta del Monte Viglio (2156 m), preceduto dalla tozza mole del Gendarme (2113 m). Al di là (sud-sud ovest) di questo punto più elevato della catena, lo spartiacque comincia a perdere quota e, superata la bocchetta del Viglio (1936 m, un valico naturale fra la Val Granara e la Val Roveto), scende alla cima del Monte Pratiglio (1884 m).

Interrotta dalla depressione della Valle del Pratiglio, la catena riprende quota e risale rapidamente fino ad elevarsi nella cima del Monte Femmina Morta (1720 m) e del Monte Crepacuore (1997 m), che da questo lato settentrionale risulta più ripido rispetto a come appare dal versante meridionale. Il Crepacuore è considerato la cima terminale, verso sud, della catena; da qui, a partire dalle alture che circondano Campocatino, ha inizio la catena dei Monti Ernici propriamente detti.

Conformazione I Monti Cantari sono una catena montuosa di media altezza — relativamente alla scala appenninica — ma di breve estensione (circa 11 km dal Valico della Serra S. Antonio al Monte Crepacuore).

Forse per questo motivo tale gruppo montuoso viene spesso confuso con i vicini Monti Simbruini o i Monti Ernici. In particolare, il Monte Viglio viene a volte descritto come la cima principale dei Monti Simbruini mentre il Monte Crepacuore viene inserito erroneamente nei Monti Ernici. In realtà la catena dei Monti Càntari possiede una consistenza geologica e geografica a sé stante rispetto alle due altre e più estese catene.

Orientata da nord a sud, piuttosto che da nord-ovest a sud-est, come si è già accennato, i Monti Càntari realizzano un ecosistema più severo ed isolato rispetto ai Simbruini. Lungo i fianchi del Monte Viglio, e in particolare sul suo versante occidentale, sono evidenti sia i segni del glacialismo (circhi glaciali verso la Val Granara) sia i solchi aperti, nella vegetazione sottostante, dalle frequenti valanghe.

Tutta la catena dei Càntari è composta da calcari mesozoici e cenozoici. Molto pronunciati anche i fenomeni carsici, che trovano espressioni notevoli nella Grotta della Neve (1816 m) e nel Pozzo della Neve (1509 m), entrambi sulle falde del Monte Piano (1838 m). La cascata della Riserva naturale guidata Zompo lo Schioppo, nei pressi di Morino, in Valle Roveto, è uno dei fenomeni più importanti dovuti al carsismo presenti in loco. Nel versante abruzzese sono inoltre presenti diverse grotte carsiche, che in inverno possono fungere da trappola, in particolare quelle a quota di circa 1800 , sotto lo strapiombo di rocce.

Rilievi principali Scorrendo la catena da nord a sud emergono: Monte Piano (m 1838) I Cantari (m 1992, m 2050, m 2088, m 2103) Monte Viglio (m 2156) Monte Pratiglio (m 1884) Monte Femmina Morta (m 1720) Monte Crepacuore (m 1997)

I Cantari Il gruppo delle quattro cime centrali della catena, dette propriamente I Cantari o Massiccio dei Cantari — con quote di 1992, 2050, 2088 e 2103 — dà il nome all'intera catena. Sono caratterizzate da un'antica caldera glaciale composta da due circhi glaciali in cui la neve permane a lungo durante la stagione calda. In alcuni punti le rocce formano pareti a strapiombo di circa 300 metri, in cui nidificano l'aquila reale, il gheppio, il nibbio e numerose altre specie di uccelli, tra cui i corvi di montagna localmente noti come ciàuie, che danno il nome alla cosiddetta peschia delle ciàuie. Sono presenti inoltre numerose pietraie.

Dai 1700 si estendono faggete, che sul versante di Civitella Roveto presentano esemplari maestosi, con patriarchi di circa 400 anni.

Dal massiccio si possono ammirare a nord i Monti Simbruini, a sud il Monte Viglio con il Gendarme, a sud-est la Valle Roveto, a est il massiccio del Sirente-Velino e a ovest la Valle Latina. Nelle giornate limpide sono distintamente visibili anche la Maiella e il Gran Sasso.

Anticamente esistevano molti percorsi per raggiungere le vette; oggi la via normale sale dal passo Serra Sant'Antonio, mentre un sentiero tortuoso parte dalla frazione di Meta ed è forse il più veloce per raggiungere la vetta dal territorio comunale di Civitella Roveto. Altri percorsi partono dai Piani Stefanini e si sviluppano lungo alcuni valloni.

Clima

In inverno le precipitazioni sono nevose e abbondanti mentre d'estate non mancano i temporali che in alcuni casi possono essere molto violenti.

Bibliografia

Cartografia

Cantari, Monti Cantari Cantari Categoria:Gruppi montuosi della provincia di Frosinone Cantari