La battaglia di Strasburgo, nota anche come battaglia di Argentoratum dal nome latino di Strasburgo, fu combattuta nell'agosto 357 tra l'esercito dell'Impero romano guidato dal cesare Giuliano e la confederazione delle tribù degli Alemanni guidate dal re supremo Cnodomario.
Lo scontro di Strasburgo costituisce il momento decisivo al culmine della campagna condotta da Giuliano tra il 355 e il 357 per debellare le incursioni dei barbari in Gallia e ripristinare la linea difensiva dei forti romani lungo il Reno, che era stata gravemente danneggiata durante la guerra civile del 350-353 tra l'usurpatore Magnenzio e l'imperatore Costanzo II. Pur affrontando un nemico tre volte più numeroso, i soldati di Giuliano ottennero una vittoria completa soffrendo perdite trascurabili, e dopo un duro scontro giunsero a respingere gli Alemanni oltre il Reno, dopo aver inflitto loro gravi perdite. L'esercito di manovra di Giuliano, il suo comitatus, era piccolo ma molto ben addestrato: la battaglia fu vinta grazie alla forza e alla resistenza della fanteria romana, la quale fu in grado di sopperire a una pessima prestazione della cavalleria. Negli anni successivi a questa vittoria, Giuliano poté riparare e rinforzare le guarnigioni dei forti sul Reno e imporre la condizione di tributari alle tribù germaniche al di là del confine.
Fonti La fonte più dettagliata e affidabile per la campagna gallica di Giuliano (355-360) e per la battaglia di Strasburgo sono le Res gestae ("Storie") di Ammiano Marcellino, uno storico vissuto nell'epoca in cui si svolsero i fatti. Ammiano era un soldato di carriera greco, che entrò nell'esercito romano nel 350 e vi prestò servizio almeno fino al 363.. Inquadrato come protector domesticus (ufficiale superiore cadetto), prestò servizio nello stato maggiore del magister equitum Ursicino e poi sotto Giuliano stesso nella sua campagna sasanide. Fece esperienza anche sul fronte gallico, in quanto fu coinvolto nella soppressione della ribellione di Claudio Silvano nel 355.. La sua esperienza negli stati maggiori degli eserciti dell'epoca fanno di lui una fonte affidabile e preziosa dal punto di vista militare, ma occorre tener presente che egli fu un grande ammiratore di Giuliano, fatto che si riflette nella tendenza all'elogio riscontrabile nella sua narrazione, laddove egli eccede nelle lodi per le azioni di Giuliano o proclama aperta ostilità verso i nemici di quest'ultimo.
Il retore Libanio, altro contemporaneo ai fatti di Strasburgo, pronunciò un'orazione funebre per Giuliano nel 363: il suo discorso contiene alcuni particolari che mancano nella descrizione di Ammiano, informazioni che Libanio acquisì da collaboratori dell'imperatore.Libanio, Epitaphios Juliani; idem, Orationes, XVIII. Ma l'opera di Libanio, proprio in quanto elogio delle azioni di Giuliano, non è un racconto storico e la sua affidabilità per quanto riguarda gli eventi della campagna è limitata:Libanio, Epistolae, 802. in caso di contrasto, gli storici ritengono più affidabile la versione di Ammiano.
Nel tardo V secolo, lo storico Zosimo compose una cronaca, intitolata Storia nuova, in cui descrive sia la campagna di Giuliano che la battaglia di Strasburgo: si tratta tuttavia di un resoconto sommario che aggiunge poco al racconto di Ammiano. La rilevanza dell'opera di Zosimo è dovuta al fatto che essa contiene una descrizione della rivolta di Magnenzio (350-353), fatto narrato in una porzione perduta dell'opera di Ammiano, che rimarrebbe altrimenti priva di testimonianze documentarie.
Antefatti Alemanni
Durante il III secolo, le piccole tribù della frammentata Germania libera (la Germania al di là delle frontiere imperiali) si coagularono in tre confederazioni vaste e blande: i Franchi nella Germania nord-occidentale, gli Alemanni nella Germania sud-occidentale e i Burgundi in quella centrale.. Nonostante le frequenti lotte intestine che le caratterizzavano, queste nuove confederazioni avevano la capacità di mobilitare forze militari ben più vaste che in precedenza, e potevano eventualmente costituire una seria minaccia per i territori l'Impero romano.
La confederazione delle tribù alemanniche ebbe origine nella valle del Meno, nella Germania centrale, per poi spostarsi negli Agri decumates (pressappoco corrispondenti al moderno stato del Baden-Württemberg in Germania sud-occidentale), una regione che aveva fatto parte per 150 anni della provincia romana della Germania superiore e che era stata abbandonata dai Romani nel III secolo. Qui, sulla sponda orientale del Reno, gli Alemanni fondarono una serie di comunità note come pagi, ovvero aree distinti geograficamente, di estensione e numero incerto, che probabilmente cambiarono col tempo. Più pagi formavano, normalmente combinati a coppie, dei regni (regna), che si ritiene fossero permanenti ed ereditari. Lo storico romano Ammiano Marcellino descrive i sovrani alemannici con vari termini: reges excelsiores ante alios ("re eccelsi"), reges proximi ("re del vicinato"), reguli ("piccoli re") e regales ("principi"). Forse si tratta di una gerarchia formale, o forse si tratta di definizioni che si sovrappongono.. Pare che nel 357 ci fossero due re eccelsi (Cnodomario e Vestralpo), che forse fungevano da "presidenti" della confederazione,. e altri 5/6 reges;. i territori della confederazione si stendevano lungo il Reno.. È possibile che i reguli fossero i sovrani di uno dei due pagi che formavano un regnum. Dal punto di vista sociale, al di sotto della famiglia reale si situavano i nobili (chiamati optimates dai Romani) e i guerrieri (detti armati dai Romani), questi ultimi divisi nella classe dei guerrieri professionali e nella leva degli uomini liberi.. Ciascun nobile era in grado di radunare circa 50 guerrieri..
Le stime degli storici riguardo alla popolazione germanica totale in «Alemannia» si aggirano intorno alle – persone, una cifra molto piccola in rapporto ai circa 10 milioni che abitavano la Gallia.. A questa discrepanza numerica faceva da contraltare il fatto che la società alemannica così com'era, attraversata dalle continue lotte tra i vari clan che la componevano,. costituiva una fonte di validi armati; si stima che in totale gli Alemanni fossero in grado di mobilitare sino a 30- guerrieri..
Invasione della Gallia
All'inizio dell'anno 350, l'Impero romano era governato da due figli di Costantino I: l'augusto Costante I regnava sull'Occidente, mentre Costanzo II era signore dell'Oriente. Nel mese di gennaio Costante fu però rovesciato e ucciso dall'usurpatore Magnenzio, un laetus originario della Gallia che era diventato comes ("comandante") delle legioni degli Herculiani e degli Ioviani.Zosimo, ii.58. Non appena Costanzo seppe della ribellione e dell'usurpazione del trono d'Occidente, decise di muovere contro Magnenzio. A tale scopo cessò immediatamente le ostilità con i Sasanidi dello scià Sapore II, con i quali era da tempo impegnato in una lunga guerra, e dopo aver stipulato con essi una tregua condusse il proprio comitatus in Illiria dove assunse anche il comando del comitatus locale, trovandosi così alla testa di un esercito di circa uomini.Zosimo, ii.59. Nel frattempo Magnenzio raccolse un esercito composto dal comitatus della Gallia e probabilmente da alcuni foederati franchi e sassoni e marciò sull'Illirico per attaccare Costanzo..
Queste grandi mobilitazioni di truppe fecerò sì che le migliori truppe romane risultassero impegnate nella guerra civile, lasciando così sguarnite le regioni di frontiera dell'impero. I Franchi e gli Alemanni stanziati sulla frontiera del Reno colsero questa opportunità per sconfinare e travolgere gran parte della Gallia orientale e della Rezia.Ammiano, xv.5.2. Libanio afferma che essi furono istigati a compiere questa invasione da alcune lettere inviate da Costanzo, il cui scopo sarebbe stato quello di creare un diversivo alle spalle di Magnenzio.Libanio, 133. I barbari conquistarono molti dei forti romani lungo il Reno, distrussero le fortificazioni romane e stabilirono dei campi permanenti sulla riva destra del fiume, utilizzandoli come basi per le incursioni durante i quattro anni della guerra civile (350-353). Si stima che in questo periodo oltre cittadini romani furono rapiti e ridotti in schiavitù;Giuliano, Epistulae ad Athenienses, 280. Libanio afferma che questi furono obbligati a coltivare le terre degli Alemanni,Libanio, xviii.34. cosa che permise ai guerrieri barbari, liberi dagli impegni stagionali della mietitura, di eseguire incursioni in Gallia in gruppi più numerosi.
Nel frattempo la gran parte del comitatus delle Gallie e quasi metà delle forze illiriche furono distrutte nella guerra civile: nella battaglia di Mursa Maggiore in Pannonia (351), una delle più sanguinose dell'intera storia romana, Magnenzio perse circa uomini (quasi due terzi del suo esercito), mentre Costanzo, seppur vittorioso, pagò un tributo ancora più alto nel numero dei caduti (circa uomini); lo scontro finale nella battaglia di Mons Seleucus, che concise con la vittoria finale di Costanzo, mieté ulteriori vittime tra le file degli eserciti romani. Ciò fece sì che al termine della guerra civile l'esercito imperiale si ritrovasse in una situazione di grande difficoltà: le gravi perdite di fanteria altamente addestrata non potevano essere facilmente o rapidamente ripianate, ma bisognava comunque far fronte alla minaccia sasanide in Oriente. Per questo l'imperatore Costanzo dovette costituire un significativo comitatus in Oriente:. questo fatto, unito allo stanziamento del comitatus personale dell'imperatore presso Milano e alla ricostituzione delle forze militari in Illiria, per forza di cose lasciava poche truppe a disposizione per coprire le esigenze militari della Gallia.
Costanzo riuscì a spingere gli Alemanni fuori dalla Rezia nel 354, stringendo un'alleanza con i re dell'Alemannia meridionale, Vadomario e Gundomado.. L'anno successivo tuttavia il magister equitum della Gallia Claudio Silvano mise in atto una breve ribellione; in seguito a questo episodio Costanzo si convinse dell'opportunità di nominare un membro della dinastia costantiniana a capo dei territori d'Occidente, per potere a sua volta meglio concentrarsi sul dominio dell'Oriente. Per questo motivo l'imperatore nominò suo cugino Giuliano cesare d'Occidente, e gli conferì il comando nominale delle forze romane in Gallia, ivi incluso un comitatus di entità ridotta.. All'epoca della sua nomina a cesare Giuliano aveva 23 anni e nessun'esperienza militare, avendo fino a quel momento studiato filosofia ad Atene,Libanio, 132. costituendo quindi un candidato poco plausibile per il ruolo di comandante degli eserciti d'occidente. Costanzo non aveva però altra scelta, in quanto Giuliano era l'unico maschio della dinastia costantiniana sopravvissuto alle purghe volute da Costanzo stesso e dai suoi fratelli per timore di rivolte. Con stupore di molti suoi contemporanei, Giuliano si rivelò essere un comandante militare di rare capacità.