La progettazione della formazione (in lingua inglese instructional design, ID) è la scienza dell'elaborazione dei dispositivi multimediali per la formazione.
Dagli anni novanta del XX secolo la progettazione della formazione si è differenziata sostanzialmente rispetto al recente passato. In seguito all'avvento del World Wide Web è nata una nuova professione, quella dell'instructional designer (ID). L'ID è specializzato nell'implementazione e realizzazione di corsi di formazione.
Descrizione Trasformare le situazioni esistenti in quelle desiderate è l'obiettivo essenziale di ogni processo formativo. Per questo la progettazione della formazione è un percorso di ricerca - azioneLa ricerca-azione è una modalità di ricerca sviluppatasi a partire dagli anni sessanta. Questa modalità di ricerca presuppone un percorso a spirale in quanto sia che si consideri la fase di ricerca che quella applicativa dell'azione esse rimandano sempre ad un miglioramento/ripensamento. Renè Barbier. La ricerca-azione in cui diventa fondamentale generare conoscenza in un contesto per generare il cambiamento desiderato. In questo modo è possibile coinvolgere i vari partecipanti al processo rendendoli attivi affinché vivano direttamente la loro formazione.
La progettazione della formazione è un processo volto ad individuare i metodi, i contenuti e i tempi dell'intervento formativo. Inizia con l'analisi dei fabbisogni, cui seguono i momenti della gestione e del monitoraggio. Tale processo non è esente da correzioni, possono infatti essere apportate delle modifiche durante lo svolgimento del percorso formativo in modo da renderlo più coerente con i bisogni formativi che di volta in volta si presentano o che emergono da valutazioni in itinere.
Le principali fasi di questo processo sono state individuate da BramatiDonatella Bramanti docente associato presso la Facoltà di Scienza della Formazione dell'Università Cattolicain Payer 2007 e sono: Analisi dei bisogni formativi, delle risorse e dei vincoli; Definizione degli obiettivi; Elaborazione di strumenti e metodi (didattici e di valutazione); Definizione di contenuti e tempi; Verifica della corrispondenza tra obiettivi e risultati. Essi sono i metodi didattici più adatti per l'apprendimento di un modulo specifico, perché tengono conto di diversi fattori, come i contenuti dei moduli, la personalità di ogni partecipante, le diverse modalità di apprendimento, il tempo, le risorse finanziarie, le aule, le attrezzature e i supporti tecnici.
L'analisi dei bisogni formativi, delle risorse e dei vincoli: i bisogni formativi del target considerato sui quali si intende intervenire si dividono in bisogni oggettivi e soggettivi. Con i primi si intendono le necessità formative che emergono da analisi oggettive e dalle richieste del committente, mentre con i secondi le necessità formative delle persone a cui si rivolge l'intervento della formazione.
La definizione degli obiettivi punta all'individuazione delle necessità degli allievi, cioè stabilire i fini del processo formativo. Per identificare gli obiettivi deve essere individuata la sfera a cui appartiene il comportamento che l'obiettivo si pone come fine, ossia le sfere cognitive, affettive e psicomotorie. Vi sono varie tassonomieIndica lo studio teorico della classificazione attraverso la definizione esatta dei principi. In questo caso si riferisce a una classificazione gerarchica dei concetti. che permettono di classificare i vari obiettivi, la più nota è quella di BloomPsicologo e pedagogista statunitense (Lansford, Pennsylvania, 1913 - Chicago 1999)Bloom, che stabilisce sei livelli in ordine gerarchico: conoscenza, comprensione, applicazione, analisi, sintesi e valutazione.
L'elaborazione di strumenti e metodi (didattici e di valutazione) è la terza fase e consiste nell'individuare i contenuti e le metodologie: i contenuti sono informazioni che richiedono specifiche modalità di apprendimento. Ma possono anche riferirsi alle informazioni tratte dalle osservazioni dei partecipanti al processo formativo. Esistono diversi metodi didattici che vengono scelti a seconda della situazione e della coerenza con gli obiettivi che ci si è prefissati. Le principali categorie sono: i metodi espositivi, di azione e psicologici i quali si differenziano principalmente per il grado di partecipazione da parte dei discenti.
La definizione di contenuti e tempi (4) deve essere adeguata agli obiettivi che si sono prefissati nella fase precedente, ma anche alle capacità di apprendimento degli allievi. Domenico LipariDomenico Lipari è docente di Sociologia della formazione presso l'Università La Sapienza di Roma e per anni è stato responsabile dell'U.O. di ricerca su "Analisi scenari evolutivi" presso il Formez di Roma, nonché direttore della rivista mensile "Formazione & Cambiamento". è l'autore dell'ipotesi del modello progettuale chiamato “adhocratico”, nel progettare la formazione è necessario prendere in considerazione tutte le variabili, dal contesto d'azione ai fabbisogni, dagli obiettivi ai contenuti, al fine di individuare il modo migliore per raggiungere i risultati prefissati.
La quinta ed ultima fase della progettazione riguarda la valutazione dell'azione formativa. Consiste nel valutare i risultati ottenuti e l'efficacia del processo stesso, i cambiamenti che si sono avuti negli allievi, ecc. nonché il grado di gradimento e di soddisfazione da parte dei partecipanti. la fase di valutazione è importante perché non solo valuta la ricaduta del processo formativo ma mira anche a fornire indicazioni e suggerimenti a coloro che curano la progettazione dell'intervento formativo affinché sia sempre più adatto alle richieste e alle esigenze del partecipanti.
Storia Anni '60 La progettazione della formazione nacque come teoria dell'istruzione programmata, volta alla costruzione di «macchine per insegnare».
L'ID nacque in seguito all'annuncio sovietico della messa in orbita del satellite Sputnik 1. Questo evento segnò profondamente gli Stati Uniti d'America che decisero quindi di ripensare in modo radicale al loro sistema di educazione e formazione modificandone i modelli didattici. La base scientifica venne fornita dal comportamentismoIl comportamentismo (o psicologia comportamentale) è un approccio alla psicologia, sviluppato dallo psicologo John Watson agli inizi del Novecento, esso si basa sul presupposto che il comportamento manifesto è l'unica unità di analisi studiabile della psicologia, in quanto è l'unica realmente osservabile dallo studioso. Burrhus F. Skinner. Difesa del comportamentismo. La progettazione di tipo comportamentismo si basa sull'assunto che il comportamento umano è prevedibile e le decisioni di chi progetta la didattica sono essenzialmente guidate dalla natura del contenuto che il discente dovrebbe padroneggiare. L'istruzione programmata di tipo comportamentismo raggiunge il suo apice negli anni '60, per poi iniziare il suo declino e lasciare spazio al cognitivismo. La principale causa del declino è dovuta al fatto che il tipo di apprendimento promosso è di tipo mnemonico e quindi poco significativo.
Anni '70
A partire dagli anni Settanta, il modello mentale di questi approcci divenne il cognitivismoLa psicologia cognitiva è una branca della psicologia sperimentale che ha come scopo lo studio dei processi mentali. Le informazioni verrebbero acquisite dal sistema cognitivo, elaborate, memorizzate e recuperate quando necessarie. Il cognitivismo parte dall'assunto che la mente umana è un operatore attivo di informazioni. Franco e Chiara Gatti. Cognitivismo, problem solving e problematiche degli operatori. La mente umana funziona come un computer, cioè è un elaboratore di informazioni pertanto l'apprendimento è misurabile come memorizzazione delle informazioni provenienti dall'esterno. Ciò che è importante, è la modalità in cui le informazioni vengono immagazzinate nella memoria. Per essere riutilizzabili, esse devono essere sistemate nella memoria a lungo termine. L'essere umano è dunque un elaboratore attivo di informazioni, simile ad un computer, l'apprendimento si definisce così come una modificazione all'interno delle strutture mente dell'individuo.
Dagli anni '80 ad oggi Con l'avvento di Internet come nuovo mezzo di comunicazione di massa, il modello dell'instructional designer venne trasferito sul Web, favorendo così la nascita dei dispositivi dell'e-learningL'e-learning è il processo di apprendimento on line, cioè attraverso internet: serve per facilitare, ai destinatari del processo formativo, l'accesso alle risorse, e permette la collaborazione in rete degli stessi, attraverso le aule virtuali. Tutti i corsi di formazione in modalità e-learning hanno bisogno per la loro realizzazione di una connessione internet e dello sviluppo di attività basate sulla piattaforma tecnologica Learning Management System, di un personal computer, della valutazione e del monitoraggio continuo degli apprendimenti degli allievi. e dei metodi per la loro gestione. La «macchina per insegnare» è oggi rappresentata dalla piattaforma web, una macchina virtuale costruita interamente con il linguaggio hTML ed è presentata sullo schermo del computer con soluzioni grafiche. L'istructional designer ha smesso i panni dell'ingegnere e ha indossato quelli del progettista della formazione. La sua professione si è integrata, per non dire fusa, con quella dell'esperto di e-learning.
E-learning
L'e-learning è il processo di apprendimento on line (cioè attraverso internet) che serve per facilitare ai destinatari del processo formativo l'accesso alle risorse e permette la collaborazione in rete degli stessi, creando aule virtuali. La teledidattica amplia il processo formativo in presenza(, e) serve alle persone fisicamente lontani per seguire un corso di formazione, una lezione universitaria, ecc. Tutti i corsi di formazione in modalità e-learning hanno bisogno per la loro realizzazione di una connessione internet e dello sviluppo di attività basate sulla piattaforma tecnologica Learning Management System, di un personal computer, della valutazione e del monitoraggio continuo degli apprendimenti degli allievi.
La progettazione dei contenuti prevede l'interattività, cioè la possibilità di coinvolgere lo studente in tempo reale durante processo didattico, e la modularità, cioè l'organizzazione dei contenuti in singoli moduli specifici secondo gli obiettivi formativi che ci si è posti.
Un corso on line viene erogato attraverso una piattaforma tecnologica (Learning Management System). Tale tecnologia permette, al docente o tutor, di tracciare le attività formative e di apprendimento di ogni allievo, come l'accesso ai contenuti, il tempo di fruizione, e le valutazioni. In questo modo viene a crearsi un'aula virtuale, nella quale avviene l'interazione tra gli studenti, tramite chat, lavagne condivise, videoconferenze, che favoriscono la comunicazione in tempo reale.
Nelle piattaforme e-learning i contenuti hanno bisogno di una particolare progettazione perché devono essere facilmente reperibili per un'immediata fruizione da parte degli allievi. Essi possono essere presentati in vari formati: hTML, animazioni 2D, video-lezioni, simulazioni, esercitazioni o questionari. Vengono realizzati sia attraverso opportuni software sia modificando materiale già esistente, come gli Ebook.