I VII Giochi olimpici invernali, noti anche come Cortina 1956, si svolsero a Cortina d'Ampezzo (Italia) dal 26 gennaio al 5 febbraio 1956. Furono la prima manifestazione olimpica tenutasi in una città italiana.
Assegnazione
La terza candidatura olimpica ufficiale di Cortina d'Ampezzo, in questo caso ad ospitare i VII Giochi olimpici invernali nel 1956, avvenne a inizio 1949, con la presentazione al CIO della richiesta da parte degli enti preposti: il 4 gennaio fu inviata la domanda dal sindaco di Cortina d'Ampezzo Angelo Ghedina, accompagnata il 12 febbraio da quella del Comitato Olimpico Nazionale Italiano, a firma del presidente Giulio Onesti e del segretario generale Bruno Zauli, nella quale veniva riportato che la Giunta Esecutiva dell'ente, nella seduta del 27 gennaio, appoggiava la candidatura della cittadina veneta.
I VII Giochi olimpici invernali del 1956 furono assegnati il 27 aprile 1949, durante il 43º congresso del Comitato Olimpico Internazionale (CIO) svoltosi a Roma (nella stessa sessione venne selezionata anche la città che avrebbe ospitato i Giochi della XVI Olimpiade, sempre nel 1956, che fu l'australiana Melbourne). Nella sede congressuale, ospitata nei locali dell'Hotel Excelsior di Roma, vennero presentate le quattro candidature ufficiali: Colorado Springs (Stati Uniti), Cortina d'Ampezzo (Italia), Lake Placid (Stati Uniti) e Montréal (Canada)..
Alla prima votazione Cortina d'Ampezzo ottenne di poter organizzare i Giochi olimpici invernali del 1956; la sua candidatura prevalse, molto nettamente, sulle altre.
+ Risultato della selezione Candidatura PaeseRound 1Cortina d'Ampezzo 31Montreal 7Colorado Springs 2Lake Placid 1
Fu la terza volta che l'organizzazione di un evento olimpico venne affidata dal CIO all'Italia (dopo i Giochi della IV Olimpiade del 1908 assegnati a Roma ma disputati a Londra a causa dell'eruzione del Vesuvio del 1906 e i Giochi olimpici invernali 1944 assegnati sempre a Cortina e annullati a causa del perdurare della seconda guerra mondiale), ma sarà la prima edizione effettivamente svolta.
Il 25 febbraio 1952, durante la cerimonia di chiusura dei VI Giochi olimpici invernali al Bislett Stadion di Oslo, vennero issate su dei pennoni, oltre a quella greca (nazione "patria dei Giochi"), le bandiere di Norvegia e Italia per il tradizionale passaggio di consegne tra la capitale norvegese e Cortina d'Ampezzo, con l'esecuzione dei tre inni nazionali. Il presidente del CIO Sigfrid Edström consegnò al sindaco di Oslo la bandiera olimpica con il compito di conservarla per i successivi quattro anni, per poi consegnarla al sindaco di Cortina, e nel dichiarare chiusi quei Giochi invitò «i giovani del mondo a riunirsi per i prossimi Giochi Olimpici Invernali di Cortina d'Ampezzo nel Nord Italia nel 1956».
Sviluppo e preparazione Organizzazione
In base alle norme del Comitato olimpico internazionale, venne assegnata al Comitato Olimpico Nazionale Italiano la responsabilità della realizzazione dei Giochi. Inizialmente, in attesa della costituzione di un Comitato Organizzatore, i primi preparativi furono effettuati attraverso gli uffici propri del CONI (con incarico conferito il 4 e 5 agosto 1949 dalla Giunta Esecutiva dell'ente), con l'ausilio della Federazione Italiana Sport Invernali, della Federazione Italiana Sport del Ghiaccio e degli enti locali, tra i quali il Comune di Cortina d'Ampezzo.
Il Comitato Organizzatore fu creato nel 1953, con presidente il conte Paolo Thaon di Revel, e venne affiancato da un "Comitato d'onore" (del quale venne offerta la presidenza onoraria al presidente del CIO Avery Brundage e l'Alto Patronato dei Giochi richiesto e conferito al Presidente della Repubblica Italiana Giovanni Gronchi) e, nell'organizzazione dei Giochi, da un "Comitato Esecutivo" presieduto dal presidente del CONI Giulio Onesti, con la vicepresidenza affidata a Ottorino Barassi.
L'organismo tecnico che si occupò della realizzazione degli impianti di gara necessari allo svolgimento dei Giochi, fu invece il "Servizio impianti sportivi" del CONI, che ne seguì tutto lo sviluppo dei lavori, dalla progettazione fino al collaudo;. per la parte amministrativa, invece, era impegnato il "Servizio ragioneria generale" sempre del CONI. Per le infrastrutture da realizzare a Cortina d'Ampezzo l'amministrazione comunale aveva elaborato un esteso prospetto di opere e di esigenze, con un elevato impegno finanziario per il quale non aveva capacità economica, e di questi lavori se ne occupò sia direttamente il CONI sia il Governo della Repubblica Italiana, che creò il 27 marzo 1952 un "Comitato interministeriale" presieduto dal sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri Giulio Andreotti..
Comitato Organizzatore Il Comitato Organizzatore dei VII Giochi olimpici invernali è stato l'ente costituito dal Comitato Olimpico Nazionale Italiano con il compito di organizzare l'evento (anche attraverso degli organi tecnici e commissioni speciali alle sue dipendenze).
Il comitato, creato il 25 marzo 1953 e sciolto il 21 marzo 1956,. ebbe come sede definitiva l'Hotel de la Poste, in via Cesare Battisti a Cortina d'Ampezzo.. La presidenza dell'ente venne conferita il 15 luglio 1954, dalla Giunta Esecutiva del CONI, al conte Paolo Thaon di Revel, con Giordano Bruno Fabjan nel ruolo di segretario generale. Il C.O. era formato da nove membri, oltre il segretario generale:. i due italiani membri del CIO, tre rappresentanti del CONI (presidente, vicepresidente e segretario), i due presidenti delle federazioni nazionali interessate dai Giochi (Federazione Italiana Sport Invernali e Federazione Italiana Sport del Ghiaccio), il prefetto della provincia di Belluno e il sindaco di Cortina d'Ampezzo...
Sedi
Per i VII Giochi olimpici invernali i dieci impianti di gara utilizzati furono dislocati tutti in Provincia di Belluno, e nove di essi si trovarono nella stessa Cortina d'Ampezzo, mentre uno soltanto venne realizzato nel limitrofo comune di Auronzo di Cadore. Dei quattro impianti di allenamento, due furono ubicati sempre a Cortina mentre gli altri due si trovarono più distanti dalla città ospitante in altrettante località non designate sedi di gare: a Bolzano e a Madonna di Campiglio, nel vicino Trentino-Alto Adige.. Non venne costruito un villaggio olimpico per gli atleti e gli addetti, poiché si scelse l'alloggiamento in strutture alberghiere, ma fu comunque installato un mini villaggio provvisorio per l'Esercito Italiano di stanziamento ai Giochi..
Gli impianti ebbero dimensioni ridotte sia in termini di capienza che di compattezza spaziale dei luoghi, in gran parte raggiungibili a piedi dal centro abitato di Cortina d'Ampezzo o comunque nelle sue immediate vicinanze..
Delle dieci sedi ufficiali, l'unico nuovo impianto permanente progettato e realizzato fu lo Stadio Olimpico del Ghiaccio,. due furono gli impianti esistenti demoliti e totalmente ricostruiti (il Trampolino Italia. e la Pista del bob.), quattro gli impianti esistenti adeguati per i Giochi (lo Stadio Romano e Armando Apollonio. e le piste Olimpia, Col Drusciè e Canalone.), tre invece gli impianti temporanei (la Pista Ilio Colli, lo Stadio della neve. e la Pista di Misurina.).
I lavori vennero curati dal "Servizio impianti sportivi" del Comitato Olimpico Nazionale Italiano, che seguì tutto lo sviluppo dei lavori dalla progettazione fino al collaudo, mentre il "Servizio ragioneria generale" dello stesso ente si impegnò per la parte amministrativa. Per la prima volta in un'Olimpiade, le sedi furono costruite pensando anche alle riprese televisive: ad esempio, la tribuna principale dello Stadio della neve fu costruita rivolta verso sud, in modo che le telecamere non fossero influenzate negativamente dal sorgere o dal tramontare del sole..
Il costo totale per le opere sugli impianti permanenti e temporanei sedi di gara e di allenamento, compreso tribune provvisorie, attrezzature e costruzioni smontabili nonché l'acquisto ed occupazione terreni fu di ,. di gran lunga superiore al preventivato nel 1952,. e la spesa per il mini villaggio provvisorio per l'esercito fu di .
A Giochi conclusi il CONI trasferì al Comune di Cortina d'Ampezzo la proprietà dei tre principali impianti sportivi permanenti realizzati (Stadio Olimpico del Ghiaccio, Trampolino Italia e Pista del bob), che li gestisce, assieme allo Stadio Romano e Armando Apollonio, attraverso una sua società partecipata al 100%.
Sedi non competitive CittàImpiantoCapacitàLa capacità degli impianti permanenti, realizzati per le olimpiadi o ristrutturati per l'evento e a tutt'oggi funzionanti, è riferita alla capienza del periodo olimpico e non a quella attuale che potrebbe aver subito variazioni (come ad esempio lo Stadio Olimpico del Ghiaccio, progettato allora per ospitare spettatori e sceso a spettatori attuali con la ristrutturazione per i XXV Giochi olimpici invernali del 2026).Evento Cortina d'Ampezzo (Belluno) Stadio Olimpico del Ghiaccio Cerimonia di apertura Cerimonia di chiusura
Sedi di gara CittàImpiantoCapacitàSport Cortina d'Ampezzo (Belluno) Pista Canalone .Tribune provvisorie per l'evento. Sci alpinoDiscesa libera femminile e slalom gigante femminile. cfr. Canalone, Cortina d'Ampezzo Pista Col Drusciè Sci alpinoSlalom speciale maschile e slalom speciale femminile. cfr. Col Drusciè, Cortina d'Ampezzo Pista del bobDal 2004 l'impianto è denominato Pista olimpica Eugenio Monti. Bob Pista Ilio Colli Sci alpinoSlalom gigante maschile. cfr. Pista Ilio Colli, Pian della Bigontina, Cortina d'Ampezzo Pista Olimpia Sci alpinoDiscesa libera maschile. cfr. Pista Olimpia, Gillardon, Cortina d'Ampezzo Stadio della neve Combinata nordicaProva di sci fondo. cfr. Stadio della Neve, Cortina d'Ampezzo Sci di fondo Stadio Olimpico del Ghiaccio Hockey su ghiaccioTutti gli incontri dei gironi preliminari, 3 incontri del girone di consolazione, tutti gli incontri del girone finale per il titolo. cfr. Stadio del Ghiaccio, Cortina d'Ampezzo Pattinaggio di figura Stadio Romano e Armando ApollonioAttualmente è uno stadio destinato al tennis. cfr. CAMPI DA TENNIS A.R. APOLLONIO Hockey su ghiaccio3 incontri del girone di consolazione. cfr. Stadio Romano e Armando Apollonio, Cortina d'Ampezzo Trampolino ItaliaRicostruito per l'evento, in sostituzione di un trampolino in legno, e chiuso dal 1990. Combinata nordicaProva di salto con gli sci. cfr. Trampolino Italia, Cortina d'Ampezzo Salto con gli sci Auronzo di Cadore (Belluno) Pista di Misurina Pattinaggio di velocità
Sedi d'allenamento CittàImpiantoCapacitàSport Cortina d'Ampezzo (Belluno) Cristallo Palace Hotel. - Pattinaggio artistico Miramonti-Majestic Hotel - Pattinaggio artistico Bolzano Fiera di Bolzano - Hockey su ghiaccio Pinzolo (Trento) Pista di Madonna di Campiglio - Pattinaggio di velocità
Villaggio olimpico