Proveniente da nobile famiglia Dictionnaire universel de la noblesse de France, De Courcelles (p. 342). Les premiers sénateurs français: Consulat et Premier Empire, 1800-1814, Vida Azimi (p. 39). d'origine sassone, residente da due secoli a Strasburgo, era figlio di François de Kellermann, alto funzionario, e della baronessa Marie von Dyrr.
Biografia Entrò cadetto all'età di quindici anni nell'esercito francese e raggiunse il grado di capitano durante la guerra dei sette anni, divenne maggiore degli ussari nel 1779, brigadiere delle armate del Re nel 1784, maestro di campo degli ussari e poi generale nel medesimo anno ed infine maresciallo di campo nel 1788. All'inizio della Rivoluzione francese, nell'agosto 1792 fu inviato in Alsazia come comandante in capo dell'armata della Mosella. I primi giorni si mosse per congiungere la sua armata a quella del Nord, comandata dal generale Dumouriez. Fu uno dei protagonisti il 20 settembre di quell'anno, della Battaglia di Valmy. Successivamente fu sottoposto al generale Custine che riuscì a fargli togliere il comando. Gli fu allora affidato quello delle armate delle Alpi e d'Italia.
Inviato a reprimere la rivolta dei lionesi entrò in urto con i rappresentanti politici della Convenzione, che pretendevano di insegnargli il mestiere: venne incarcerato per tre mesi nel periodo del Terrore e scampò per poco al patibolo. Dopo la caduta di Robespierre riprese nel gennaio 1795 il comando delle sue armate ma nel 1796 fu rimpiazzato dal giovane Napoleone Bonaparte nel comando dell'armata d'Italia. Lasciò il comando dell'armata delle Alpi nella primavera del 1797.In effetti, subito dopo la battaglia del ponte di Lodi, il Direttorio cercò di sdoppiare il comando dell'armata d'Italia affiancando a Napoleone il Kellermann, con la motivazione che il Bonaparte si era troppo inimicato il re di Sardegna (lo scopo della Campagna d'Italia era quello di sottrarre la Lombardia all'Austria e di poter così attaccare quest'ultima su due fronti: da sud e da ovest, cercando di “tenere buono” il re di Sardegna, in vista di trovarselo in futuro come alleato). Così Kellermann avrebbe dovuto continuare la campagna contro l'Austria mentre Napoleone avrebbe dovuto attaccare lo stato pontificio. Ma Napoleone seppe far loro cambiare idea con l'invio di un bottino di guerra ancor più ricco dei precedenti e persino a farsi inviare 10.000 uomini di rinforzo, sottratti proprio all'armata del Kellermann, che dovette, e seppe, fare buon viso a cattivo gioco. Nel 1799 Kellermann divenne ispettore generale della cavalleria e dopo il colpo di Stato del 18 brumaio fu chiamato a far parte del senato e nel 1801 gliene fu affidata la presidenza.
Nel periodo imperiale ottenne il cordone di Grande Ufficiale, la dignità di Maresciallo dell'Impero (1804) e nel 1808 il titolo di duca di ValmyIl giudizio di Napoleone sulle qualità militari di Kellermann non fu tuttavia molto lusinghiero. Nelle sue memorie di Sant'Elena l'ex Imperatore scrisse di lui: «Kellermann era un bravo soldato, molto attivo, aveva molte buone qualità, ma era del tutto privo delle caratteristiche necessarie a dirigere un'intera armata. Durante questa guerra non fece che degli errori» (vedi: J. Tulard - J. F. Fayard - A. Fierro, Dizionario storico della Rivoluzione francese, p. 704).. Fu uno dei marescialli massoni, a partire dal 1804 fu Venerabile d'onore della Loggia "Saint Napoléon" di Parigi Les Francs-maçons de la Grande armée sul sito Histoire pour tous.. Insignito del 33° e massimo grado del Rito scozzese antico ed accettato, figura come membro del Supremo consiglio di Francia tra i firmatari dell'atto di fondazione (redatto in francese) del Supremo consiglio d'Italia il 16 marzo 1805Luigi Sessa, I Sovrani Grandi Commendatori e breve storia del Supremo Consiglio d'Italia del Rito Scozzese antico ed accettato. Palazzo Giustiniani dal 1805 ad oggi., Foggia, Bastogi Ed., 2004, pp. 18-27.. Tutti questi riconoscimenti da parte di Napoleone non gli impedirono il 1º aprile 1814 di votare in senato a favore della destituzione dell'imperatore. Fu inserito allora fra i Pari di Francia. Durante i Cento giorni Kellermann non accettò incarichi e durante la Restaurazione si trovò fra i difensori della libertà pubblica alla Camera dei Pari, ove fu poi sostituito dal figlio.
Matrimonio e discendenza Nel 1769 sposò Marie-Anne Barbé, sorella del marchese Barbé-Marbois, dalla quale ebbe: François, che seguì le orme del padre e combatté come generale in molte campagne napoleoniche, compresa quella di Waterloo
Omaggio Dal 1985, il museo della Rivoluzione francese espone la sciabola e il fodero dorati del generale Kellermann brandi durante la battaglia di Valmy nel 1792.
Onorificenze
Onorificenze estere
Araldica Stemma Descrizione BlasonaturaFrançois Christophe KellermannDuca di ValmyOrnamenti esteriori da duca maresciallo dell'impero francese, cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Legion d'onore.François Christophe KellermannDuca di ValmyOrnamenti esteriori da duca e pari di Francia, cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Legion d'onore.
Note
Bibliografia David G. Chandler, Le Campagne di Napoleone, Milano, R.C.S. Libri S.p.A., 1998, ISBN 88-17-11577-0 J. Tulard - J. F. Fayard - A. Fierro, Histoire e Dictionaire de la Revolution française, Paris, Éditions Robert Laffont, 1998, ISBN 2-221-08850-6 J. Tulard - J. F. Fayard - A. Fierro, Dizionario storico della Rivoluzione francese, Firenze, Ponte alle Grazie, 1989 (edizione in lingua italiana del precedente)
Voci correlate Cronologia dell'epoca napoleonica
Altri progetti
Collegamenti esterni
Categoria:Generali francesi delle guerre napoleoniche Categoria:Marescialli di Francia Categoria:Massoni Categoria:Personalità della Rivoluzione francese Categoria:Gran croce della Legion d'onore Categoria:Persone iscritte sull'Arco di Trionfo a Parigi