Fu presidente dell'Argentina dal 1946 al 1955 quando venne rovesciato da un colpo di Stato militare. Rieletto alla stessa carica nel 1973, morì l’anno seguente e gli subentrò la terza moglie Isabel Martínez de Perón.
I seguaci di Perón – originariamente chiamati descamisados, «scamiciati»Come i sostenitori di Perón che si erano accampati davanti al palazzo presidenziale e in Plaza de Mayo senza camicia, a causa del gran caldo ad indicare simbolicamente la provenienza dagli strati popolari della società – acclamavano i suoi sforzi per eliminare la povertà e dare maggior dignità al lavoro«Le due braccia del peronismo sono la giustizia sociale e l'assistenza sociale. Con esse diamo al popolo un abbraccio di giustizia e di amore»; «Per il peronismo c'è soltanto una classe di uomini: quella degli uomini che lavorano» (), mentre i suoi oppositori politici lo hanno considerato un demagogo e un dittatore. Diede vita al movimento politico conosciuto come peronismo o giustizialismo (justicialismo) che si proponeva come una terza via fra il capitalismo e il socialismo.
Perón costruì la sua immagine anche grazie all'aiuto della seconda moglie, Evita Perón. Il movimento peronista fu sincretico, talora definito populista unendo il socialismo, il patriottismo«Nell'azione politica, la scala dei valori di ciascun peronista è la seguente: prima la patria, poi il movimento ed infine gli uomini.» () e la terza via economica, con alcune somiglianze col fascismo italiano (sebbene Perón non abbia mai dichiarato affinità in tal senso)«lì si stava facendo un esperimento. Era il primo socialismo nazionale che appariva nel mondo. Non voglio esaminare i mezzi di esecuzione che potevano essere difettosi.»(Juan Domingo Peron, in Corriere della Sera, Peron, un Caudillo tra comunismo e capitalismo yankee di Sergio Romano, 29 giugno 2005) senza rinnegare, perlomeno retoricamente, la democrazia«La vera democrazia è quella in cui il governo compie la volontà del popolo e difende un solo interesse: quello del popolo» (), la sovranità popolare«Il peronismo è essenzialmente popolare. Ogni fazione politica è antipopolare e pertanto non è peronista» () e il socialismo nazionale.«Ma l'importante era questo: un mondo già diviso in imperialismi e un terzo dissidente che dice: No, né con gli uni né con gli altri, siamo socialisti, ma socialisti nazionali. Era una terza posizione tra il socialismo sovietico e il capitalismo yankee». (Juan Domingo Perón, in Sergio Romano, articolo citato)«Il giustizialismo, come dottrina politica, realizza l'equilibrio dell'individuo con quello della comunità";"Il giustizialismo, come dottrina economica realizza l'economia sociale, mettendo il capitale al servizio dell'economia e quest'ultima al servizio del benessere sociale»;«Il giustizialismo, come dottrina sociale, realizza la giustizia sociale che dà a ciascuno il suo diritto in funzione sociale»;«Vogliamo un'Argentina socialmente giusta, economicamente libera e politicamente sovrana» () Si ispirò anche alle politiche economiche keynesiane e dirigiste del New Deal di Franklin Delano Roosevelt.In alcuni scritti, Perón cita ampiamente Roosevelt con rispetto: «personas timoratas, a quienes asusta el progreso, tratan de calificar con palabras nuevas y exóticas la obra que realizamos. A veces la tildan de fascismo; otras veces de comunismo, otras de intervencionismo o de socialismo» (PERON, Juan D. Discurso en el Instituto Económico Interamericano con motivo del Día de las Américas en Obras Completas. Buenos Aires. Fundación pro-Universidad de la Producción y el Trabajo-Fundación Universidad a Distancia Hernandarias. T.: VII 1998 p.80. In politica estera sostenne il distacco dell'Argentina dall'influenza degli Stati Uniti d'America e, al contempo, una politica terzomondista, di neutralità e di non allineamento nei confronti dei due blocchi (filosovietico e filostatunitense) della guerra fredda. Nel 1973, durante il secondo mandato di presidenza, l'Argentina entrò a far parte del Movimento dei paesi non allineati.
Perón è stato anche descritto come un tipico caudilloCaroline Starbird, Jenny Pettit, Contemporary Issues in South America, University of Denver, CTIR, 2000, p. 152 (parola che nei paesi ispanofoni indica un capo carismatico che riunisce in sé potere politico e militare), benché nei suoi scritti abbia apertamente rifiutato questa etichetta e questo ruolo.«Il peronista lavora per il movimento. Colui che in nome del partito serve una fazione o un caudillo è peronista soltanto di nome» () L'ideologia peronista ha permeato – e tuttora è molto importante – la maggior parte dei partiti politici argentini odierni, sia di destra sia di sinistra. È stato uno dei presidenti argentini più discussi sia per questa mancanza di un riferimento politico ben preciso sia per aver dato asilo ai nazisti che scappavano dai processi per crimini di guerra al termine della seconda guerra mondiale.
Perón non aveva vicinanze ideologiche con il nazionalsocialismo hitleriano, sebbene alcuni studiosi lo affermino, mentre erano note le simpatie verso il fascismo di Mussolini (e la sua personale sintesi di nazionalismo, corporativismo e sindacalismo rivoluzionario).
Il peronismo non fu mai antisemita e con la Fondazione Evita Perón aiutò il neonato stato di Israele, gesto ricambiato con una visita ufficiale di Golda Meir in Argentina. Durante la sua vita ebbe rapporti con la massoneria europea e, secondo alcuniAd esempio, Giulio Andreotti., tramite la terza moglie Isabelita, ebbe un legame con Licio Gelli, capo della loggia massonica P2.
Biografia Primi anni Juan Domingo Perón nacque a Lobos l'8 ottobre 1895Alcuni scrittori sardi (Tola, Canneddu, Casula) sostengono, con una teoria dai più giudicata infondata, che dietro la figura del generale si nasconda il contadino Giovanni Piras di Mamoiada emigrato in Argentina nel 1909; cfr. la sezione I dubbi sulle origini, figlio di Juana Sosa Toledo, di lontane origini native tehuelche, e di Mario Tomás Perón, di origine spagnola, scozzese e italiana (discendente di immigrati genovesi e francesi stabilitisi a Genova, nel quartiere della Maddalena, dove nacque il bisnonno del generale).Joseph Page, Perón, a Biography, Random House, 1983 Aveva un fratello maggiore, Mario Avelino (1891-1955), i cui discendenti sono i parenti più prossimi di Perón tuttora viventi. La data di nascita è contestata da Hipolito Barreiro che, in una recente pubblicazione, sostiene che il generale sia nato il 7 ottobre 1893 a Roque Pérez.cfr. la sezione I dubbi sulle origini
Carriera militare
Juan Perón entrò nella scuola militare a 16 anni. Dopo il diploma fece rapidamente carriera nei vari gradi. Nel 1917 fu promosso tenente e nel 1924 capitano.
Si sposò la prima volta nel gennaio 1929 con Aurelia Gabriela Tizón che il 10 settembre 1938 morì di cancro all'utero. Probabilmente nello stesso periodo ebbe una relazione con una donna sposata ma separata dal marito, María Cecilia Demarchis de Holgado. La figlia di quest'ultima, Martha Holgado (1934-2007) ha sostenuto, chiedendo il test del DNA, di essere figlia di Perón, e il figlio Horacio lo ritiene tuttora. La Holgado affermò che Juan Domingo la riconobbe segretamente sotto il nome di Lucía Victoria Perón.
Nel 1931 fu promosso maggiore. Dal 1936 al 1938 fu addetto militare all'’ambasciata argentina in Cile. Prestò servizio in Italia all’inizio del 1939, alla scuola ufficiali a Chieti e, nel ruolo di osservatore militareL'alpino Perón, in Paolo Valente, Porto di mare, ed. Temi, Trento 2005 - Vertigine, in Paolo Valente, La città sul confine, ed. OGE, Milano 2006., frequentò la "Scuola centrale militare di alpinismo" di AostaFranco Fucci, Aosta l'università della montagna, su Storia illustrata n° 313, Dicembre 1983 pag. 27, dove prese lezioni di sci e arrampicata da Gigi PaneiAntonio Panei, Gigi Panei e Courmayeur, Aracne editrice, Roma, 2015, ISBN 978-88-548-8751-0 e Bruno Caneva.
Rimase colpito dalla sintesi fascista di elementi socialisti e capitalisti, esprimendo apprezzamento per Benito Mussolini. Credeva, però, che la dittatura fascista fosse solo un passaggio verso la socialdemocrazia.Pigna, Felipe (2008). Los mitos de la historia argentina 4. Buenos Aires: Editorial Planeta. p. 28.
Tornò in Argentina nel gennaio 1941 e fu inviato nella provincia di Mendoza. Nel dicembre dello stesso anno fu promosso colonnello. Nel maggio 1942 fu trasferito nella capitale.
Ministro nella giunta militare
Nel giugno del 1943, con il grado di colonnello, svolse un ruolo di primo piano nel golpe militare del GOU (Grupo de Oficiales Unidos) contro il governo civile di Ramón S. Castillo. Inizialmente capo della segreteria del ministero della guerra, sotto il generale Pedro Pablo Ramírez, il 27 ottobre 1943, la precaria alleanza tra sindacalisti e militari riuscì ad ottenere che Ramírez nominasse Perón direttore del Dipartimento del Lavoro, ancora non segretariato. Quindi divenne ministro del lavoro e dello stato sociale il 27 novembre dello stesso anno e in seguito segretario alla guerra con il successivo governo del generale Edelmiro Julián Farrell nel febbraio 1944. Nel giugno di quell'anno divenne anche vicepresidente del governo mantenendo il ministero della guerra e la carica di segretario del lavoro e della sicurezza sociale, e quindi era la figura più forte dell'esecutivo. L'incontro con Eva Duarte
Il 15 gennaio 1944 la città di San Juan venne distrutta da un terremoto causando più di diecimila morti. Come segretario al Departamento Nacional del Trabajo (Ministero del lavoro), con lo scopo di raccogliere i fondi per la ricostruzione del paese, decise di organizzare un festival affidato a una commissione di artisti, tra i quali anche Eva Duarte, la futura moglie. Il 22 gennaio 1944 durante il festival, al quale parteciparono anche militari dell'esercito e della marina, Evita e Perón si incontraronone La razón de mi vida, Evita scrisse che quel giorno fu per lei “una giornata meravigliosa”.
Già nel febbraio seguente decisero di andare a vivere insieme nel nuovo appartamento di Evita, situato in calle Posadas. La carriera artistica di Eva continuava ad ampliarsi e nell'arco di quell'anno venne anche nominata presidente del sindacato chiamato Associazione Radicale Argentina. Evita Perón (1919-1952) da lui sposata, dopo la sua scarcerazione, il 22 ottobre 1945 diventando la sua seconda moglie, divenne in breve tempo molto famosa e le fu assegnato l'affettuoso diminutivo di Evita; aiutò il marito, con il sostegno del sindacato e dei gruppi femminili, e gestì gran parte dell'attività propagandistica del coniuge.
La "rivoluzione peronista" Farrell sostenne fortemente le riforme del lavoro promosse da Peron. In quel momento la classe operaia era in continua espansione a causa dell'industrializzazione accelerata del paese, dovuta anche alla neutralità. Questa grande trasformazione socio-economica fu la base di quel nazionalismo operaio che prese forma tra la seconda metà del 1944 e la prima metà del 1945 e che prenderà il nome di peronismo.
Nel settembre 1945 le forze d'opposizione, guidate da radicali, democristiani, filocomunisti e organizzazioni datoriali, con il sostegno dell'ambasciatore statunitense, promossero una marcia di 200mila persone nella capitale. Questo provocò apprensione anche all'interno del governo e in quei militari contrari al duo Farrell-Peron.