Questa voce raccoglie le informazioni riguardanti la Juventus Football Club nelle competizioni ufficiali della stagione 1962-1963.
Stagione Dopo sette anni, la Juventus si presentò ai nastri di partenza della nuova stagione senza Umberto Agnelli alla presidenza, il quale il 19 luglio 1962 ufficializzò un proposito già maturato nei mesi precedenti; il Dottore si dimise lasciando la massima carica dirigenziale a Vittore Catella. Novità anche in panchina con l'ingaggio del brasiliano Paulo Amaral, già preparatore atletico della Seleção campione ai mondiali di e :. questi salì presto alla ribalta per la volontà di schierare la difesa bianconera secondo la zona, un'innovazione tattica mai testata prima nel calcio italiano.
Per quanto concerne la rosa, tra i nuovi arrivi si segnalarono soprattutto la mezzala Luis del Sol, primo spagnolo nella storia del club, prelevato dal per la somma di 350 milioni di lire, e il libero Sandro Salvadore, questo ultimo in uno scambio di mercato coi rivali del (cui si accasò Mora) che destò non poco clamore. Sul fronte delle partenze, dodici mesi dopo il ritiro di Boniperti svestì la maglia bianconera anche il secondo reduce dell'epoca del Trio Magico, un John Charles ormai lontano dai fasti degli anni passati, ceduto dalla Juventus sia per via di un precoce declino fisico. sia perché ritenuto da Amaral inadatto ai suoi nuovi schemi offensivi..
In campionato i torinesi, dati alla vigilia per favoriti alla vittoria finale assieme ai campioni uscenti del Milan, nonostante un avvio altalenante (un punto in tre partite) riuscirono in novembre ad appaiare in vetta il e la sorpresa . Nello stesso mese, tuttavia, emerse l' di Helenio Herrera quale più accreditata rivale-scudetto, che legittimò le sue velleità tricolori battendo i bianconeri nello scontro diretto di San Siro del 23 dicembre.Carlo F. Chiesa, Il grande romanzo dello scudetto. Sedicesima puntata: comanda Milano, panca d'Italia, da Calcio 2000, giugno 2003, p. 48.
Approfittando di un passo falso dei nerazzurri, gli uomini di Amaral arrivarono comunque al giro di boa del torneo da campioni d'inverno, a +1 sull'Inter, +2 sul Bologna e +4 sul . I piemontesi ressero in solitaria fino al 3 febbraio 1963, quando subirono l'aggancio da parte dei meneghini. Seguì quindi un mese esatto di coabitazione in vetta, finché la Juventus cadde del derby contro il lasciando definitivamente strada ai nerazzurri, a fine campionato scudettati con quattro lunghezze di vantaggio sui bianconeri secondi classificati.
Scialbo fu il cammino in Coppa Italia dove i torinesi, dopo aver eliminato in sequenza nei turni precedenti , e , uscirono di scena ai quarti di finale dinanzi a una formazione di Serie B, il , per un gol subìto tra le mura casalinghe del Comunale ad appena 20" dai tempi supplementari. La Juventus chiuse tuttavia l'annata conquistando il primo trofeo internazionale della sua storia, la Coppa delle Alpi, superando 3-2 nella finale del 29 giugno allo stade des Charmilles di Ginevra i connazionali dell' – peraltro freschi detentori della Coppa Italia.
Maglia
Rosa
Risultati Serie A
Girone di andata
Girone di ritorno
Coppa Italia
Coppa delle Alpi
Note
Bibliografia
Videografia
Collegamenti esterni